Nevica cioccolata
Penombra del mattino, di un Lunedì semplice... non si lavora, e non è festa: solo che oggi non ho voglia di lavorare, e prolungo così già con la mente il mio intento di restare a letto.
Freddo attorno, la casa è vuota da quando lei è andata via.
La casa è vuota da 2 anni, ma sembra ieri, quando a Settembre quella mattina il Cielo era di un color blu gioiello. Sembrava un giorno di festa, era un matrimonio... sembrava un giorno di festa, anche se poi era un funerale.
Finito, tutto è finito lì, in quel momento. Tutto era stato falso sino a quel momento, ma non me ne ero accorto: ero troppo innamorato.
Son passati 2 anni, e tutto ora resta solo un ricordo, e continuo a dormire sempre e solo in questa metà di letto ormai troppo grande, che mi riprometto di riempire ancora di gemiti e sospiri ed affannosi respiri, e mi dico sempre che potrò iniziare da domani.
Dire "domani" è pi` dolce che "mai", perché domani potrò dire ancora così. Intanto, resto qui, a letto... sento il vento fischiare tra gli stenditoi metallici fuori dalle finestre, e percepisco chiaramente lo sciabordare dei pneumatici sull'asfalto bagnato: forse nevica, perché non odo il click incessante della pioggia.
Quando piove, forse è Dio che sta videogiocando a ping-pong e fa troppi click con il suo mouse.
Resto a letto, e so che non mi alzerò per fare colazione... la preparavo io, un tempo: la preparai anche quel giorno, quando lei se ne stette lì nel letto, girando a lungo e rimirando il suo caffè, maledettamente buono quella mattina: avevo bagnato la tazza nel cacao, e lasciato un goccio di panna sul fondo, prima di versarci l'espresso. L'odore era forte e dolce, e saziava i pensieri e le narici.
Lei non lo bevve mai, quel caffè: mi chiedo perchè le cose meno belle accadono sempre quando ci siamo preoccupati di farne una bellissima.
Le cose belle accadono quando non ce ne accorgiamo, e spesso è la storia, o il giornale del giorno dopo, a raccontarci quel che abbiam perso, semplicemente per non guardare fuori dalla nostra finestra, o dentro la nostra coscienza.
Così, lei andò via... aveva promesso, io avevo creduto... lei non poteva mantenere, ed andò via, lasciandomi con le sue promesse vuote, riempite a metà dai miei sforzi.
Non lo bevve mai, quel caffè. Da allora resto a letto... certe mattina mi alzo, quasi sempre... cammino e lavoro, sorrido e mantengo un decoro. Dico che domani sarà meglio, ma intanto ho festeggiato per 2 volte Ferragosto, e da molto tempo il mio letto è sfatto al mattino solo per metà.
Oggi resto a letto, ci resto sul serio... mi ricarico, e da domani sarò pronto a respirare tutta la vita possibile. Oggi resto a letto... tanto è solo un banale Lunedì di Gennaio, in cui fa freddo, c'è vento e quasi sicuramente nevica.
Resto a letto. Sinceramente, non accendo nemmeno la radio per sentir le previsioni meteo: lo so che è freddo e nevica... nulla di nuovo da vedere: da piccolo mi sarei precipitato a veder la neve fiocchettare, ma ormai la conosco a memoria...
[Giornale radio, edizione straordinaria - Irripetibile fenomeno sulla nostra città: in questo Lunedì di Gennaio, dal Cielo, nevica cioccolata...]
Freddo attorno, la casa è vuota da quando lei è andata via.
La casa è vuota da 2 anni, ma sembra ieri, quando a Settembre quella mattina il Cielo era di un color blu gioiello. Sembrava un giorno di festa, era un matrimonio... sembrava un giorno di festa, anche se poi era un funerale.
Finito, tutto è finito lì, in quel momento. Tutto era stato falso sino a quel momento, ma non me ne ero accorto: ero troppo innamorato.
Son passati 2 anni, e tutto ora resta solo un ricordo, e continuo a dormire sempre e solo in questa metà di letto ormai troppo grande, che mi riprometto di riempire ancora di gemiti e sospiri ed affannosi respiri, e mi dico sempre che potrò iniziare da domani.
Dire "domani" è pi` dolce che "mai", perché domani potrò dire ancora così. Intanto, resto qui, a letto... sento il vento fischiare tra gli stenditoi metallici fuori dalle finestre, e percepisco chiaramente lo sciabordare dei pneumatici sull'asfalto bagnato: forse nevica, perché non odo il click incessante della pioggia.
Quando piove, forse è Dio che sta videogiocando a ping-pong e fa troppi click con il suo mouse.
Resto a letto, e so che non mi alzerò per fare colazione... la preparavo io, un tempo: la preparai anche quel giorno, quando lei se ne stette lì nel letto, girando a lungo e rimirando il suo caffè, maledettamente buono quella mattina: avevo bagnato la tazza nel cacao, e lasciato un goccio di panna sul fondo, prima di versarci l'espresso. L'odore era forte e dolce, e saziava i pensieri e le narici.
Lei non lo bevve mai, quel caffè: mi chiedo perchè le cose meno belle accadono sempre quando ci siamo preoccupati di farne una bellissima.
Le cose belle accadono quando non ce ne accorgiamo, e spesso è la storia, o il giornale del giorno dopo, a raccontarci quel che abbiam perso, semplicemente per non guardare fuori dalla nostra finestra, o dentro la nostra coscienza.
Così, lei andò via... aveva promesso, io avevo creduto... lei non poteva mantenere, ed andò via, lasciandomi con le sue promesse vuote, riempite a metà dai miei sforzi.
Non lo bevve mai, quel caffè. Da allora resto a letto... certe mattina mi alzo, quasi sempre... cammino e lavoro, sorrido e mantengo un decoro. Dico che domani sarà meglio, ma intanto ho festeggiato per 2 volte Ferragosto, e da molto tempo il mio letto è sfatto al mattino solo per metà.
Oggi resto a letto, ci resto sul serio... mi ricarico, e da domani sarò pronto a respirare tutta la vita possibile. Oggi resto a letto... tanto è solo un banale Lunedì di Gennaio, in cui fa freddo, c'è vento e quasi sicuramente nevica.
Resto a letto. Sinceramente, non accendo nemmeno la radio per sentir le previsioni meteo: lo so che è freddo e nevica... nulla di nuovo da vedere: da piccolo mi sarei precipitato a veder la neve fiocchettare, ma ormai la conosco a memoria...
[Giornale radio, edizione straordinaria - Irripetibile fenomeno sulla nostra città: in questo Lunedì di Gennaio, dal Cielo, nevica cioccolata...]
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