giovedì 7 giugno 2007

Storie di maghi e puttane

Di quelle mattine calde, afose, quando il sole stona persino l'asfalto e lo fa bollire, e l'aria che ti sbatte in faccia sulla moto è bollente a 100 gradi Celsius, e vorresti solo fermarti, buttare via il portafogli che continuamente abbiamo in testa, e lasciare che giunga sera, dichiarandoti al mondo intero contemporaneamente vincitore e vinto dallo stress delle cose che passano.
Di quelle mattine così, che non è difficile trovare due puttane verso gli 'anta, parcheggiate sotto un albero di fico (!), a non troppa distanza da radure di filari d'uva a tendone, dove consumare qualche decina d'euro d'amore con la "a" minuscola.
Roba che ti farebbe piacere stare con loro sulla sedia a far quattro chiacchiere, dedicandoti ai tuoi pensieri quando un cliente le porta via, per poi riprendere il filo mentre lei - tornata - si risistema la gonna.
Paese grande, paese piccolo, paese come il mondo... due donne sotto un albero ed un mago a quagliar la testa, promettendo libertà e salute un domani... scene di ordinaria normalità quando oggi mi accorgo che di normale è rimasta solo la memoria di mia nonna 91enne, quando parla dei tempi in cui le ore erano scandite dal sole, la carità verso il più sfortunato (...e non debole!) era solo un gesto di routine, perchè tanto "...oggi a te, domani a me!"...
Intanto, con il sole che cala, il mago ci prova... per lui è gratis, e sono tutti contenti.
Se rinasco, sarò mago o puttana: purtroppo il ladro, il filosofo o il lavoratore santo ed indefesso, proprio non riesco a farlo... nè digerirlo!

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