sabato 31 marzo 2007

2 cose

Sabato, poco Sole e decisamente un clima freddo.
Pomeriggio, alla mia scrivania, solo un po' di musica di sottofondo ed un caffè nero e lungo in una tazza color senape. Che bella la musica quando è piena di sentimento... "Karma Police", dei Radiohead...
Stamattina mi sono svegliato forse un po' tardi. In giro per risolvere alcune questioni, ho visto 2 cose:

1) Una donna con mezzo busto dentro un bidone di raccolta abiti usati. È rimasta lì per alcuni minuti, mentre la gente passava... ha preso alcuni jeans, qualche maglione, ed un tessuto. Quando ha finito la sua opera, ha raccolto quello che aveva preso, si è sistemata sul capo uno scialle: non era anziana, forse sui 40, forse un po' meno... forse ne dimostrava almeno 10 in più, ma non li aveva anagraficamente. Forse ne ha molti di più dentro.
Di lei invidio (...che cosa strana da dire!) la dignità con cui ha fatto quel che ha fatto.

2) Ho visto un colombo zoppicante mentre aspettavo una persona... l'ho guardato meglio: non aveva una delle 2 zampette, quasi gli fosse stata tranciata. Come sarà successo? ...e quando? ...e come si sarà comportato in quel momento?
Era brutto vederlo zoppicare, poi ad un tratto si è alzato in volo: con naturalezza, bellezza...

Nel traffico, ho pensato a queste 2 cose, ed ho sentito pensieri in me...

Quando si vive al massimo delle proprie possibilità, si vive pieni di dignità.
Quando si vola, non esiste più un corpo nel quale stare stretti.

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lunedì 26 marzo 2007

A new start

Da qualcosa occorre iniziare.
Quando tutto è vago, nulla appare fermo, allora è difficile avere qualcosa da cui iniziare.
Anche il nulla, lo zero, sembra difficile.
Così, mi tolgo la camicia, prendo un ramo, lo pianto forte, con le mani, nel terreno di una collina, e mi guardo intorno: c'è tutto il resto del mondo, che non aspetta niente e nessuno.
C'è tutto il resto del mondo, compresa la mia parte di universo, ai piedi di questa collina.
Controllo ancora che il ramo sia ben piantato a terra, ma alla fine non ci bado troppo: se non reggerà alle tempeste che colpiranno la mia collina, ne pianterò altri, lungo il cammino.
Guardo ancora per un attimo le infinite distanze che separano le città, le montagne, il mare: per un attimo sembrano collimare in un unico traguardo, e mi rendo conto che ho sempre trovato troppi imbecilli lungo la mia strada, ed ho avuto la colpa di non saperli evitare, di farmi muovere a compassione per loro... mi basta respirare aria, tornare a respirare aria, adesso, per stare nuovamente bene, in via di guarigione.
Lascio perdere il ramo, che probabilmente resisterà alle tempeste, e con gli occhi pieni di mare, mi avvio verso il blu, anche se non so nuotare.
Semplicemente, ho deciso di arrivare. Dovrò riabituarmi a camminare, ma non sarà difficile per chi un tempo correva.
Da qualcosa occorre iniziare, ed un po' di nascosto, sorrido... inizio da me.

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sabato 24 marzo 2007

Senza guanti di pelle

Mi sono severamente promesso, quando ho iniziato questo blog e questo web-site, di fare qualcosa di buono... qualcosa che avesse un senso, nel network mondiale.
Non è megalomania: volevo solo fare qualcosa che, nel momento in cui il mouse o Google avesse condotto qui, non deludesse per assoluto schifo il visitatore.
Per questo, in questi giorni, in questo momento, sto evitando di scrivere troppo... poichè tutti nella vita abbiamo momenti di totale down, mi sembra corretto non condividerli con nessuno.
Me li tengo gelosamente per me, affinchè poi possa iniziare a ricordare quanto in basso si possa cadere, prima di ricominciare a cercare il Sole, e quanto lontano un uomo possa arrivare, prima di cominciare a sentire la distanza dalla propria casa.
...ammesso che una casa io l'abbia.
Evito di dire stronzate, continuo a restar rintanato e trattenere il fiato... ogni istante che passa mi allontana da tutto, anche da me, ed anche se capisco che il ritorno sarà difficile, non posso negare che quel che vedo da qui è pietoso: piccole persone, tra cui io, intente a fissar appuntamenti, organizzar matrimoni, scegliere canali satellitari... porno visioni camuffate da pubblicità e scene di vita "in diretta", minatori con 1.200 euro al mese...
Quando tornerò, con che coraggio potrò riprendere il mio posto nel mondo?
Con che coraggio si possono chiudere gli occhi, ed ordinar alla memoria di cancellare i pensieri visti in un attimo di rara lucidità?
L'appunto sul blog, sul mio blog, affinchè almeno io possa non dimenticare.
Non voglio essere uno dei tanti...

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giovedì 22 marzo 2007

Under

Se qualcosa cambia all'apparenza, allora resta intatta la sostanza.
Quando qualcosa davvero cambia, lo senti addosso, dentro, e sulla pelle...
Lo senti e basta... non parli, non sorridi, non respiri... non serve.
Le rivoluzioni vere non fanno mai rumore.
Le rivoluzioni vere fanno male, senza colpire.
Ricorda questo ogni volta che urli silente, caro Francesco mio, caro "me stesso", cara mia prima persona che ho conosciuto, unica persona che non ho (quasi) mai lasciato...

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martedì 20 marzo 2007

Le ragioni del blog

Che ci faccio ancora qui, con 3 monitor funzionanti avanti ai miei occhi, TV in inglese (con sottotitoli) accesa, ed un bicchiere di vino Marsala ormai vuoto?
Che ci faccio ancora qui, nel mio studio, ben oltre la mezzanotte?
Che ci faccio ancora sveglio, quando poi ho davvero sonno, e bisogno di dormire?
Che ci faccio con 12 finestre web aperte in multitasking, varie applicazioni e troppi Post-It attaccati sulla mia scrivania?
Che ci faccio qui, in questo studio, da troppe sere, troppi giorni, troppe Lune... la vita fuori da questa stanza, mi pare non reale, ormai.
...penso che se di ogni file che carico sul web, resta da qualche parte, una copia cache, di queste ore passate danzando attorno e dentro la mia mente, forse resterà un mal di testa, un po' di occhiaie, qualche spicciolo.
Penso ad una banda di delinquenti pieni d'onore, penso ad una bambina che sogna di essere nel televisore, penso ad un barbone che sorride perché ha trovato un cartone... penso a tutto questo, poi penso a queste ore che sto vivendo: tutto sta cambiando, ed anche se non si vede ancora, lo sto percependo.
L'animo umano è restio al cambiamento, ed ancor più restio ad accettarlo. Parlare è facile, ma comprendere, assolutamente non lo è.
I più grandi cambiamenti sono spesso il marcio frutto del nostro desiderio di poter trovare grandi certezze.
Vivendo, sbaglio.
Parlando(mi), comprendo i miei errori.
Leggendo(mi), spero di imparare a non commetterli nuovamente.

Dedicato a Valeria, che ancora è sospesa nel ventre materno...
Dedicato a tutti coloro che vorrebbero tornarci...

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domenica 18 marzo 2007

Punto di non ritorno

Ho imparato a non fidarmi della gente che non ha un buon odore. Non so per quale ragione… si chiama "intuito", ed abbinato all'esperienza, credo non mi tradirà, anche perché trattasi del mio intuito, e della mia esperienza.
A volte ho creduto di essere una persona capace di compiere azioni basse, ma dopo poco mi son reso conto che evidentemente esiste gente in grado di compiere azioni "sottoterra", e mi son visto un po' meno peggiore. Non mi basta esser meno peggiore, perché ci tengo ad esser migliore, almeno migliore di me stesso.
Qualcuno mi ha detto di esser rimasto sorpreso di questo blog, in quanto non "mascherato" da un nick, da un soprannome: mi rendo conto che non ha senso nascondersi dietro un blog, dietro un nick. Scrivo per me, scrivo per condividere, scrivo nell'attesa che qualcuno condivida con me, ma scriverei anche se le porte fossero chiuse. Scrivo e mi rivelo perché non è nascondendomi che posso crescere, ma aprendomi.
Non c'è problema nel sapere chi sono, non c'è mistero sul mio nome, sulla mia identità, ma mistero ce n'è (tanto) in quel che io realmente sono, nel mio contenuto, e non nel contenitore. Se sapere il mio nome è sufficiente per presumere di pensare chi io sia, allora è spiacevole pensare che per qualcuno la realtà sia così piccola e limitata. Peccato.

Oltre le apparenze c'è tutto il resto...
Oltre l'alba c'è il giorno...
Oltre il punto di non ritorno c'è una nuova boa...


Ho preferito togliere subito il velo all'apparenza per lasciare il gusto di scoprire l'essenza, per poi godere nello scoprire che quando la pellicola dei problemi è asportata, spesso non si è in grado di gustare il bello delle cose.
Io sto imparando... non sono ancora pronto, ma sto camminando.

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giovedì 15 marzo 2007

Mi pare giusto

Si, qui lo dico e qui non lo nego... mi pare giusto.
Oserei dire che mi sembra dovuto, e che non sia solo una forma di rispetto... mi pare il minimo, anzi, mi pare sia proprio il minimo.
No, non sto girandoci attorno: mi pare corretto cos&irgave;, senza ombra di dubbio.
Ripensandoci, sono anche un po' incazzato, perchè non ci dovrebbe esser nemmeno bisogno di stare a precisare queste cose...
Decisamente sono davvero incazzato, triturato di basse sfere, e non solo è giusto, ma addirittura reputo un'offesa il fatto di doverlo precisare, di dover fare questo inutile sforzo di pigia pigia sulla mia tastiera nera ora che potrei tranquillamente stare a guardare le pubblicità degli 899 in TV gustandomi un vino da 4 soldi...
Ho deciso: è giusto e basta...
...è giusto e basta che io sia incazzato perché:
1) Destra o Sinistra o Centro o Trans o Rosy Bindi, ho da sempre l'impressione che chi la prenda nel culo, poi sia sempre io... e prenderlo nel culo da Rosy Bindi, è decisamente umiliante.
2) Mi sono scassato la minchia delle persone poco professionali di questa città: gli affari vanno male, e tutti vogliono fare società... gli affari vanno un po' meglio, e subito vogliono mettersi in proprio.
3) In merito ai personaggi del punto precedente, quelli che puzzano mi fanno ancor pi` infervorare: ma perché non comprano un deodorante? Mi viene il dubbio che sia colpa delle legnate del Governo Prodi, ma la "deo-tax" non mi pare ci sia ancora...
4) Ritengo giusto che l'Italia condivida le sue fortune con il Giappone ed il resto del mondo... ritengo giusto anche il contrario, e per ora non mi pare sia ancora accaduto.
5) Proprio non digerisco le donne quando credono di capire un uomo semplicemente ritenendo di essere loro al centro del mondo: al centro del mondo c'è un nucleo ferroso incandescente e liquido, e noi viviamo sulla crosta. Io non mi lamento... perché le donne si lamentano?
6) Proprio non accetto il fatto che la G.d.F. e polizie varie di questa Barletta grande & piccola, non riescano ad impedire a molte aziende (...molte? Sempre le stesse!) di produrre dichiarando veramente quello che producono... OK che c'è poco denaro per tutti, ma in questo modo, per qualcuno ce n'è abbastanza, e per altri nulla. Peccato che "gli altri" siano quelli regolari...
7) Infine (...ma solo perché voglia andare a vedere gli 899 di cui sopra!), perché diavolo non si becca mai una multa sia la 146 blu parcheggiata dalle parti del Corner Bar, sia la Punto bianca in sosta sempre avanti alla discesa dei disabili all'ora di pranzo? ...ma ci vuole coraggio ad avere questa faccia tosta!
...ed ora, si aprano le danze... starlet, pseudo-pornostar, vecchiette con il rossetto, extracomunitarie che di mattina fanno le extracomunitarie e la sera fanno le extracomunitarie mezze nude, ragazze dell'Est che si spogliano senza accorgersi che ci sono 18 telecamere a riprenderle e nella loro innocenza fanno sesso con 3 uomini contemporaneamente... insomma: adesso che è notte, un minimo di TV seria non a pagamento... nulla da ridire sulle tipe: son belle figliole, ed un grazie grande grande alle loro mamme ci vuole.
Mi pare giusto: un contentino ai vari fessacchiotti come me, a fine serata, serve, no? Così domani, la mia piccola lista, potrà ricominiciare da zero, e non da 7.

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lunedì 12 marzo 2007

Ho voglia di me

Direi che un sequel, difficilmente pareggia l'originale... insomma, da sempre, ripetersi è più difficile che esplodere... infatti dubito (ma spero di sbagliarmi!) che vinceremo nuovamente in mondiali di calcio, nel 2010.
Comunque, tanto per non sottrarmi alla "regola del sequel" tanto amata, ieri mi son recato al cine(mah!) per il seguito di 3MSC.
Sala al 40%, anche se in Italia il nuovo film tratto dal romanzo di Moccia ha sbancato i botteghini con il record di biglietti venduti nella prima settimana di programmazione. Età media: adolescenti che 3MSC l'avevano visto accompagnati dai genitori... gli stessi adolescenti un po' cresciutelli che invece 3MSC l'avevano visto da soli... le solite famiglie della Domenica.
Il film è bello, bellino, belloccio... non ha una trama vera, ma in fin dei conti non ho diritto di criticare, e non critico: anzi... mi è piaciuto, anche se vedere una Moto Guzzi Griso che parte al primo colpo dopo 2 anni di fermo nel box (...e nemmeno un grammo di polvere o le ruote sgonfie!) mi ha fatto pensare al volo che devo comprare la stessa batteria che usa Scamarcio... praticamente, una centrale nucleare piccola piccola sotto la sella.
OK... il film si fa vedere, il tempo vola, e poi ecco i titoli di coda. Babi in questi 2 anni abbondanti si è un po' imputtanita.
Alla gente in sala non è piaciuto, forse nemmeno a me, in un primo momento. Il punto è che io, 3MSC, l'avevo visto, e la storia di Step e Babi era troppo bella, troppo romantica... ok, romanticismo a 30 anni dovrebbe essere diverso da quello di 2 adolescenti che...
Cazzate!
Romanticismo è sempre e per sempre, e non necessariamente è un odore di lavanda, ma spesso è anche l'odore del grasso e della benzina.
Il punto è che sono passati 2 anni e 1/2 da quando ero al cinema per vedere 3MSC, e mentre Step e Babi sono nuovamente sullo schermo, con alle spalle qualche anno di carriera ed un TOT di soddisfazioni professionali, io mi ritrovo 2 anni e 1/2 dopo ad essere più cattivo, più grande, più stanco, più arrabbiato, forse meno desideroso di vedere storie dolci e sdolcinate.
Il vero punto è che il tempo è passato in me, e non sullo schermo, e vedere un sequel che segna un punto di 2 anni e 1/2 di distanza, un po' lascia correre la mente a troppi pensieri che non sempre fanno piacere.
Così mi accorgo che a volte, non godo a pieno di momenti belli, solo perché mi accorgo che sono troppi i momenti brutti che mi collegano a questi. Però ho voglia di salvare una frase da un film che troppo facilmente potrà esser etichettato come inutile sequenza (...odio i critici: anziché criticare, potrebbero produrre!): "La vita è troppo breve per non viverla bella!"...
Ho voglia di me, perchè dentro me c'è qualcosa, una bellezza ed un pensiero, che prima di poter piacere al resto del mondo, ricordo chiaramente quanto piacesse a me...
Ho voglia di me.

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venerdì 9 marzo 2007

Nevica cioccolata

Penombra del mattino, di un Lunedì semplice... non si lavora, e non è festa: solo che oggi non ho voglia di lavorare, e prolungo così già con la mente il mio intento di restare a letto.
Freddo attorno, la casa è vuota da quando lei è andata via.
La casa è vuota da 2 anni, ma sembra ieri, quando a Settembre quella mattina il Cielo era di un color blu gioiello. Sembrava un giorno di festa, era un matrimonio... sembrava un giorno di festa, anche se poi era un funerale.
Finito, tutto è finito lì, in quel momento. Tutto era stato falso sino a quel momento, ma non me ne ero accorto: ero troppo innamorato.
Son passati 2 anni, e tutto ora resta solo un ricordo, e continuo a dormire sempre e solo in questa metà di letto ormai troppo grande, che mi riprometto di riempire ancora di gemiti e sospiri ed affannosi respiri, e mi dico sempre che potrò iniziare da domani.
Dire "domani" è pi` dolce che "mai", perché domani potrò dire ancora così. Intanto, resto qui, a letto... sento il vento fischiare tra gli stenditoi metallici fuori dalle finestre, e percepisco chiaramente lo sciabordare dei pneumatici sull'asfalto bagnato: forse nevica, perché non odo il click incessante della pioggia.
Quando piove, forse è Dio che sta videogiocando a ping-pong e fa troppi click con il suo mouse.
Resto a letto, e so che non mi alzerò per fare colazione... la preparavo io, un tempo: la preparai anche quel giorno, quando lei se ne stette lì nel letto, girando a lungo e rimirando il suo caffè, maledettamente buono quella mattina: avevo bagnato la tazza nel cacao, e lasciato un goccio di panna sul fondo, prima di versarci l'espresso. L'odore era forte e dolce, e saziava i pensieri e le narici.
Lei non lo bevve mai, quel caffè: mi chiedo perchè le cose meno belle accadono sempre quando ci siamo preoccupati di farne una bellissima.
Le cose belle accadono quando non ce ne accorgiamo, e spesso è la storia, o il giornale del giorno dopo, a raccontarci quel che abbiam perso, semplicemente per non guardare fuori dalla nostra finestra, o dentro la nostra coscienza.
Così, lei andò via... aveva promesso, io avevo creduto... lei non poteva mantenere, ed andò via, lasciandomi con le sue promesse vuote, riempite a metà dai miei sforzi.
Non lo bevve mai, quel caffè. Da allora resto a letto... certe mattina mi alzo, quasi sempre... cammino e lavoro, sorrido e mantengo un decoro. Dico che domani sarà meglio, ma intanto ho festeggiato per 2 volte Ferragosto, e da molto tempo il mio letto è sfatto al mattino solo per metà.
Oggi resto a letto, ci resto sul serio... mi ricarico, e da domani sarò pronto a respirare tutta la vita possibile. Oggi resto a letto... tanto è solo un banale Lunedì di Gennaio, in cui fa freddo, c'è vento e quasi sicuramente nevica.
Resto a letto. Sinceramente, non accendo nemmeno la radio per sentir le previsioni meteo: lo so che è freddo e nevica... nulla di nuovo da vedere: da piccolo mi sarei precipitato a veder la neve fiocchettare, ma ormai la conosco a memoria...
[Giornale radio, edizione straordinaria - Irripetibile fenomeno sulla nostra città: in questo Lunedì di Gennaio, dal Cielo, nevica cioccolata...]

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giovedì 8 marzo 2007

Celeste indegno

Celeste come il Cielo quando il giorno appare bello,
poi non piove eppur si suda, ed il cotone si attacca alla pelle...
Celeste come il Mare in alcune ore della processione solare,
poi diviene nero, e così far l'Amore in auto, con l'odore del sale ancora addosso...


Celeste è un colore indegno di esser posato sugli occhi di alcune donne, e talora mi accorgo che non meritano i miei occhi di avere un color così dolce, perché le mattine in cui mi sveglio e non sono degno di esser me avanti ad uno specchio, quelle mattine vorrei avere occhi capaci di non vedere il bello attorno, perché vedendo il bello attorno a me, comprendo quanto stupida sia la paura di star bene che ogni tanto ci prende...
Paura di star bene, paura di vivere momenti dolci, intensi come il Celeste di un Cielo o di un Mare che da troppo non mi copra, non mi bagna...
C'era un tempo in cui mettevo occhiali neri per non far vedere i miei occhi, e forse m'accorgo che adesso lo faccio per esser io a non vederli.
Credo che domani mattina fisserò lo specchio per godere i cambiamenti della mia pelle, farò colazione cercando la sfumatura più bella attraverso i vetri del mio balcone, e che piova o sia Sole, sarà un giorno bellissimo, che i miei occhi potranno vedere, degnamente Celesti...
Occorre imparare a vedere sul serio il bello attorno, sino ai colori indefinibili dell'odore del caffè che sorridendo berrò...

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lunedì 5 marzo 2007

Sul diritto di esser selvaggio

Dicono che sia morto un ufficiale delle forze dell'ordine, qualche tempo fa... era una partita di calcio... forse l'ha ucciso un 17enne, forse non l'ha ucciso nessuno. Qualche bacchettone perbenista ha detto che è una cosa ignobile, qualche ciuccio con i paraocchi ha detto di sospendere i campionati, qualche fessacchiotto ha cercato di alzare qualche muro in più.
Evidentemente, nel 1989, quando a Berlino le Trabant attraversavano la porta di Brandeburgo, questa gente o non era nata, o era già nata per vivere inutilmente.
Quante vite inutili, purtroppo, ci sono tra noi. Che peccato.
Son cose che capitano: basta saper distinguere la gente, "...quella giusta dalla no", direbbero Battisti/Mogol.
Chi crede di pulire le macchie di sangue con un colpo di spugna, semplicemente mi fa schifo.
Qualche anno fa, mi risulta sia morto un tal Giuliani, da qualche parte a Genova... dicono sia stato ucciso da un ufficiale delle forze dell'ordine, e c'è chi dice sia morto
perché tentava di ammazzare qualcuno... a chi giova la verità? Puniremo qualcuno, e poi? Forse che il Giuliani fosse l'unico ad aver perso il controllo, in quei giorni?
Giustificare la violenza è impossibile... negli stadi di calcio, per le vie di Bologna o Bari, nelle case e nelle camere da letto, la violenza c'è, perché è parte del nostro essere umani... "umani", non "uomini".
Forse, c'è gente stufa di esser presa per i fondelli, ragazzi che non hanno mai conosciuto la legalità negli ZEN di Palermo, perché la legalità non si è mai presentata loro... forse ci sono donne che si vergognano di esser donne, e credono sia giusto esser ammaccate di ignoranza. Forse, chi si limita a condannare questo, senza pensare a costruire il futuro e la cultura, è in realtà il vero "violento"... quello che non ha controllo del proprio corpo ed ego.
Buttar giù il muro è uno step... costruire poi le case, le fabbriche ed i principi morali e di vita è il passo vero che distingue chi sa solo aprir bocca da chi sa anche rimboccarsi le maniche, dopo aver filtrato con la mente gli eventi.
Voglio esser selvaggio, e se servirà violento, ma mai stupido... a tutti coloro che hanno pensato a blindare il calcio, a speculare sulla fame e la rabbia... a tutti coloro che si limitano a ghettizzare e cancellare i problemi, senza avere le palle di risolverli, un semplice e sorridente "Fuck U!"... è alla gente così che penso quando colpisco a sangue il muro, a mani nude...

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domenica 4 marzo 2007

Raffreddore e cose del genere

Ok, niente di anomalo, niente di allarmante: un raffreddore con in aggiunta i sintomi dell'influenza (stagione, stagione!), e nulla pi`! Sufficiente per rovinare una giornata di riposo (?) quale la Domenica dovrebbe essere, sufficiente per non farmi capire e/o combinare niente avanti a questo monitor...
Quando siamo raffreddati, tutto ha meno gusto e meno piacere: non abbiam voglia di fare l'Amore o di mangiare qualcosa di buono, se ci alleniamo sudiamo prima e rendiamo molto meno, vorremmo restare a letto ma il naso è sempre chiuso.
Per me, il raffreddore - come ogni altro malanno che mi costringe a letto - è un momento che per un po' mi riporta indietro ai tempi in cui ero piccolo piccolo, in cui c'era sempre qualcuno pronto ad occuparsi di me, in cui il tempo era lento, in cui guardare i telefilm sorseggiando latte caldo era quasi un mezzo gaudio: un giorno di scuola mancato, niente compiti, tutti pronti a coccolarmi.
Oggi, ogni volta che c'è un telefilm, o un film, o qualsiasi evento piacevole immaginabile, lo vivo sempre di corsa, sempre con il pensiero che dopo avrò altro da svolgere. Non riesco pi` da tempo a controllare... il tempo! Il "mio" tempo!
...it's an error, babe! It's an error! Così direbbe Bono Vox...
Così, me ne vado a letto, raffreddato, appesantito nella testolina semivuota... guarderò il mio orologio sveglia segnare un orario insolito: di solito vado a letto alle 2 ed oltre, ed invece, nemmeno mezzanotte, e sarò sotto le coperte, con un po' di MP3 nelle orecchie, magari qualche vecchia sigla di cartoon.
Devo imparare a riprendere in mano il possesso del mio tempo... sembra facile, ma visto che non so nemmeno quando l'ho perso, non sarà facile, ritrovarlo...

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venerdì 2 marzo 2007

Primi vagiti

Le prime parole su questo blog, tornare alla possibilità di scrivere al mondo... un po' come quando si nasce, e si piange (bel modo di venire al mondo!): primi vagiti, prime parole e pensieri.
Perchè ha un senso condividere il proprio log con il mondo? ...forse con nessuno, forse solo con la tastiera su cui picchietto, forse solo... forse solo con me stesso?
Non sarebbe poco, non sarebbe male: condividere con me stesso qualcosa che al mondo non ha nulla di uguale, e quindi le mie riflessioni.
Avete mai notato che quando parlate con qualcuno dei vostri pensieri e dubbi o paure, poi vi sentite diversamente? Forse mi accorgo così che se sono qui su questo blog non è per sognare ammiratori segreti, ma per raccontare a qualche milione di persone qualcosa che essenzialmente voglio raccontare solo a me, e che magari trovo il coraggio di dire solo avanti a questo schermo, in questo modo così strano, così normale.
Quasi mezzanotte, dopo ore di studi, corse, parole.
Quasi mezzanotte ed ho imparato che saper parlare con il mondo non vuol sempre dire saper parlare con sè stessi.

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giovedì 1 marzo 2007

Oggi non piove...

Notte, piena notte... non piove, dorme la bimba che vive oltre il mio soffitto, dorme la mia città, qualcuno ancora guarda la TV, qualcuno fa l'Amore, qualcuno piange o si sente solo... una ballerina bionda balla seminuda in qualche locale di Milano o Parigi.
Qualcuno muore, somewhere.
Blog, quotidiano pensiero da rivolgere a se stessi, e non al mondo...
Non ho sonno, ma non posso restare sempre sveglio... ho troppe cose da fare, troppe idee da far volare, e troppi spazi da colmare.
Non ho voglia di dormire... mi piace continuare ad immaginare che ci sia ancora un pezzo di pianeta da scoprire, fuori e dentro me, e condividere il nome di un colore nuovo che non so dove potrò trovare, che non so che calore o emozione possa dare, né con che nome chiamare... ma non ho voglia di dormire: solo cercando, forse potrò trovare.
Non ho voglia di dormire: devo imparare ad avere occhi svegli per vedere quello che c'è, ma non riesco ad afferrare.
Notte, piena notte... si ricomincia a sognare...

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