lunedì 26 maggio 2008

100 di questi blog

...e così son arrivato al centesimo blog. Così, quasi scherzando.
In 100 blog ne accadono tante, di cose... quasi morto, quasi trasferito negli U.S.A., quasi single o quasi sposato.

Quasi.

Troppo spesso è un semplice "quasi" che divide i nostri giorni dall'essere eccellenti... giorni "quasi" eccellenti, e quindi, solo semplici giorni.

Giorni dietro una scrivania, giorni di routine, giorni sempre uguali e giorni nei quali non ci accorgiamo che la vita sta volando via.

Eppure è tutto un attimo: l'attimo in cui capisci che non "devi" rispondere al telefono, ma che qualcuno ti sta chiamando. Non è la stessa cosa... ed il mio tempo vale.

A chi dice di amarmi, a chi dice di odiarmi, ed a me che mi guardo nello specchio sempre di corsa ogni mattina... sempre più di corsa...

A chi dice di volermi uccidere, a chi vorrebbe proteggermi, a chi vorrebbe farmi credere che può far di me quel che vuole...

A chi si scopa ogni sera una tipa diversa, e chi scopa via la morte lasciando il giorno tra le labbra del suo amore, ed a chi invece scopa via la vita non accorgendosi aggiungendo errore su errore...

A chi mi chiederà di capire chi io sia, rispondo che sono "quasi" a casa mia.

...e poco conta se solo ora ho capito che sono vivo solo quando cavalco il lato oscuro di me stesso: si può amare anche illuminati di luce di Luna.

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giovedì 22 maggio 2008

Giorni di luce

Finiranno, in effetti già lo so.
Non saranno, non dureranno, e mi sorpasseranno.
Ogni cosa sorpasserà me, adesso, ed il pianeta intero.

Masterizzerò un nuovo CD che presto mi annoierà, e tornerò a cantare "Wish you were here", ed emozionarmi ancora.
Scaricherò un film in anteprima, e non finirò di vederlo.
Penserò ad una nuova idea, e ne avrò una in più prima di finire di realizzarla.

Questi giorni di luce, questi giorni non hanno rime, nè assonanze, ma vaghe sonorità ipnotiche. La poesia di questi giorni è una poesia fatta di quel qualcosa che non so capire. Una poesia chiusa negli occhi delle prostitute lungo le strade che faccio mentre sono in auto, o nel sound degli scarichi della Kawasaki che oggi ha ripreso a cantare.

La poesia degli oggetti che un tempo parlavano piano, ed oggi restano in silenzio, perchè nel mio poco tempo, non trovano spazio.

Giorni di luce, a volte violacea.
Il mondo mi sta cambiando addosso, e sto correndo così tanto da non avere il tempo di notarlo.

Please, datemi un motivo per fermarmi, anche un attimo, come fra le tette immense di una donna che abbia voglia di far l'Amore per scacciar via la morte.

Stand-by mentre sto correndo...

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domenica 18 maggio 2008

A little crush

Da grande sono indeciso su quel che farò: l'Uomo Ragno, oppure Bat Man? Diciamo che l'Uomo Ragno mi è sempre stato simpatico, ma la parte più nera di me, dice che dovrei fare Bat Man...

Per ora, non lo so... nel dubbio, mi alleno con ragni e pipistrelli.

Il mondo intorno a noi si mescola spesso tanto follemente con il mondo interno a noi, al punto che perdiamo la capacità di distinguerli. Camminiamo verso una meta che spesso non ci appartiene, non è quella desiderata, non quella sognata, ma solo quella presente sulla strada nella quale ci ritroviamo.

A volte, tagliare il traguardo, significa in realtà essere infinitamente distanti da dove vorremmo, o dovremmo essere.

Just a world away.

Non ci accorgiamo che l'Amore ci sfiora mentre corriamo sulla nostra moto, o che qualcuno si interessa a noi, a quel che siamo, quel che siamo davvero.

Crush, every little crush...

A volte qualcuno ci porge una sedia, e crediamo sia poco... a volte qualcuno si preoccupa del nostro sorriso, e di colpo sarebbe bello poter rubare un po' di Sole per dire grazie.

Inizia la notte, inizia il mio nero: adesso lavoro, penso e sono, adesso che tutto è lontano, in fondo alla mia stanza, riflesso, ci sono solo io.

Soundtrack di questa notte: David Bowie, "Thursday's child"... ma fino a quando basterà la notte?

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mercoledì 14 maggio 2008

All I need is love

Quasi mezzanotte di un giorno iniziato tante, tante ore fa.
Erano le 6 e 30, jeans e chiavi della coupè, che anche nei momenti difficili ho ancora voglia di continuare a girare con 4 metri e mezzo di auto... Bisceglie, Giovinazzo, prime telefonate, caffè, via per Trani... 2 soste per parole veloci (...parole, parole, parole...), e senza aver avuto tempo di pigiare "play" sul lettore CD dell'auto, ecco l'ufficio, telefonate, ancora caffè, clienti (...quelli importanti, non posso passarli ad un account!), e poi, problemi vari...
Pranzo, in ritardo di 60 minuti perchè se un account ha bisogno di qualcuno, quel qualcuno son solo io!
Un piatto di riso (...e non abito a Pechino!), e poi via... "avrei" 2 ore per dedicarmi a... nulla: arriva una telefonata, e devo spostarmi a correggere virgole, ma è giusto così...
No, cavolo... ho lasciato la coupè senza grattino, ma anche questa volta mi è andata bene! Bancomat (...non ne trovavo mai il tempo, ed ero ormai senza un centesimo da 7 giorni, e non potevo offrire nè cappuccini, nè altro!), e via per Andria, ex S.S. 98, lasciandomi la solita bruna a sinistra ad attirare sguardi di uomini con la "u" minuscola, per 3 lunghe ore di consulenza.
Statale 231, sono le 10 di sera: ho voglia di una doccia, un piatto caldo, e finalmente schiaccio il maledetto "play" sul lettore CD della Hyundai... c'è Elisa, "Sleeping in your hand", ma mi sento così solo, così lontano da tutto, forse anche da me.
Ripenso alla possibilità di mollare tutto: Los Angeles, una vita diversa, un lavoro strapagato, e dovrei solo accettare, ma... forse non ho le palle, o forse fin troppo grosse, per non mollare qui chi su me si affida.
...ma io a chi mi affido?
All I need is love, e talora mi chiedo se sia chieder troppo.
Così ora che la notte per me inizia, che la musica mi gira in cuffia, che la mia amica di penna giapponese si è appena svegliata, mentre Jim in California saluta il tardo pomeriggio, rendendomi conto di quanto relativo sia il tempo, anche solo pensando che - al di là dello schifo per i soldi - non riesco a trovare neanche il tempo di spenderli, al di là di tutto, mi siedo qui, spengo i cellulari, stacco il telefono, inizio a spuntare la lista delle cose da fare, guardo il file contenente il mio romanzo e gli sussurro che neanche stanotte sarò con lui...
Mi verso un amaro, lo bevo scrivendo al mondo, o ai quei quattro gatti che alla fine mi leggono... mi pare zucchero questo Jagermaister, dopo un giorno così.
All I need is love... and I think isn't too much what I'm looking 4!

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lunedì 12 maggio 2008

I soldi mi fanno schifo

...tra una notte che non vale ed un giorno che non viene, mi ritrovo qui, dove tutte le cose sono iniziate.

Ormai sono anni, tanti tanti anni, che una parte consistente di me, vive qui. Credo fosse il 1997, l'anno in cui compresi per la prima volta che un PC poteva essere qualcosa in più di un semplice editor di testi, o ausilio grafico... non ero interessato alla programmazione, nè ai videogame, ma alla Rete, alla grande Rete, si... lo ero.

L'idea di poter salutare qualcuno in Giappone mentre mia nonna bestemmiava in dialetto stretto, mi faceva sentir strano: forse in quel tempo non pensavo all'idea di poter far denaro con una tecnologia tale, ma di certo mi affascinava.

A dire il vero, ancor oggi non credo molto al denaro, non ci penso. I soldi mi fanno schifo, sempre più: voglio guadagnarli per spenderli, per poter far regali, per poter comprare case ed automobili, un bel vestito e poi... e poi sognare, lavorare, guadagnare, ma non me ne frega nulla di averli o no. Mi basta poter pagare un caffè (...o un cappuccino, stanti le ultime richieste!) a chi mi pare OK, mi basta aver soldi per la benzina nel serbatoio della mia Kawasaki, ed il tempo di cambiarle olio e candele, e poi del resto non mi importa un cavolo.

Se nel 1997 iniziava la mia avventura nel mondo del web, oggi, 10 e più anni dopo, mi ritrovo ad un passo da una cosa che non mi sarei mai aspettato di riuscire a fare: coronare un risultato, 18 mesi di lavoro folle, senza avere quasi nessuna possibilità di riuscita... a breve sarà completo il "progetto Square", per il quale ho lavorato 18 lunghi mesi, senza un centesimo (...anzi!), senza un aiuto, se non i pochi membri della mia square (...ed il mitico Dave!), senza un conforto (...mai nessuno a credere in me, eh?)...

Così, adesso, mi ritrovo con 10 kg in più, tasso di colesterolo da far abbassare, stress a 1.000, ma non durerà... la soddisfazione di aver cavato il famoso ragno dal buco me la porterò addosso come l'odore del sesso di una donna dai biondi capelli comparsa come un angelo nel mio letto.

Fondamentalmente, era il 1997 e pensavo che fare qualcosa con sentimento sarebbe stato sufficiente per vivere. Sbagliavo, e sbaglio ancora quando lo penso, ma alla fine ho capito che ho la testa dura, e non posso comportarmi per quel che non sono: il "progetto Square" è un progetto fatto di sentimento, passione, arte, coerenza... se porterà denaro, non me ne frega niente: tanto già so che lo consumerei male.

Quel che so, è che perderò 10 kg, si abbasserà il colesterolo e tornerò a sorridere, e mi porterò addosso non forse qualche milione di euro, ma un sorriso che non finirà, decisamente non finirà...

Amo credere, amo vivere, amo amare.

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