giovedì 27 agosto 2009

Lo slip nero che tanto rende figo

Mattina apatica, caldissima qui in città. Ufficio sino alle 11 e 30, poi via con il mitico Attila (no, non lo conoscete... ma lo conoscerete!) per una veloce commissione, e poi alle 12 sono a 100 metri da casa mia, 39 gradi o circa e voglia di buttarsi in acqua. Però il fato mi è avverso, ed incontro M. (...meglio un po' d'anonimato!), mia vecchia amica, in compagnia del suo boy dal simpatico nome di G., ma soprannominato J. dagli amici. Io non sono suo amico, chiarisco. Lei era ed è la tipica bellona / belloccia che vive di superficialità, tentativi di lavoro con ovvio licenziamento per colpa del datore imbecille (sono tutti imbecilli), quattro chiacchiere sul governo ladro (indipendentemente dalla fazione politica, ma Berlusca pare essere cmq peggiore) e poi via a fare occhi dolci a G. detto J. e particolari sulla sua attività di figo di professione: la mattina corre per 10 km, poi lavora in azienda (...lui è un manager), poi palestra all'ora di pranzo, rientro in ufficio con la cravatta perfetta, qualcosina da mangiare, e poi la sera qualche attività culturale e si esce a cena e dopocena. Inorridito per la perfezione a cui io non posso aspirare, mi sciolgo non solo per il caldo quando G. detto J. apre bocca per dire che usa solo slip o boxer neri, perchè in questo modo quando ci sono le "perdite" (da lui definite "sgommate") non si notano, e questo inoltre fa presa sulle ragazze. Poi conclude dicendo che per chi fa vita dura come la sua, certe cose sono normali. Ovviamente, la mia amica M. a questo punto ormai non è innamorata: è ormai in crisi mistica d'amore per G. detto J. e ripete che ha sempre sognato un uomo così. Tornato a casa, ho controllato i miei slip bianchi, che evidentemente sono tipici di noi perdenti. Per oggi, non mi sono cagato addosso... se l'avessi fatto, si sarebbe notato. Non effettuerò un controllo sui boxer di G. detto J. e mi auguro per M. che oggi il caro G. detto J. non abbia avuto perdite.

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