giovedì 17 settembre 2009

Meccaniche di un insieme di persone perfettamente inutili

Cronaca di un giorno qualsiasi: ennesimo scandalo per esponenti politici di governo, e subito battibecco e parole grosse da parte dell’opposizione. Questo oggi. Invece, per domani, si prevede l'esatto contrario: una qualche prostituta incriminerà un esponente dell'opposizione, e via alla girandola di smentite e attacchi. I giornali ed i TG avranno le loro 2 o 3 pagine da riempire, i blog si animeranno, verranno fuori i soliti termini di "fascista" e "comunista", spesso usati anche da ragazzini nemmeno maggiorenni, e poi nel weekend tarallucci e vino, ed a prostitute ci andranno padri di famiglia, fidanzati modello e (ovviamente) parlamentari, assessori e dirigenti vari. È normale: governati e governanti si ritrovano solo e sempre nelle bassezze di un provincialismo che da tempo riempie le nostre città, grandi o piccole che siano. Non è notizia fuori dalla norma il pestaggio di 2 omosessuali a Roma: il "fesso" che non rispetta le diversità c'è da sempre e sempre ci sarà. Evento brutto, sicuramente, ma la cosa che in effetti spaventa è il razzismo verso gli omosessuali, il falso moralismo imperante. Non è possibile evitare che qualcuno, tra 60.000.000 di italiani, non sia un nostalgico hitleriano o un invasato simpatizzante talebano! Il problema esiste, e si pone quando la storia viene travisata, rivista, adeguata e trasformata in ignoranza. Ecco che di colpo il ventennio fascista diviene adorazione, e c'è chi crea gruppi di ronde a immagine e somiglianza delle squadracce nere degli anni '20. Idem per la versione di sinistra… pardon: comunista. E questa è la cronaca di un'Italia ormai ben oltre la soglia del fantomatico anno 2000, di cui più nessuno parla: il 2000 non ci ha dato nulla di così meraviglioso come invece ci aveva promesso (astronavi, auto volanti, vestiti luccicanti…). Alla fine, pensandoci, le meccaniche che regolano la vita di noi tutti non sono così diverse, qualunque sia il nostro status sociale, o le nostre idee. Si è tutti un po' ipocriti e voltabandiera. In fondo, qualcuno ha detto tanto tempo fa "Se non si è comunisti da giovani e fascisti da grandi, non si è capito nulla della vita!". Tradotto? È facile dividere la ricchezza, quando non c'è… poi, appena accumulata (o intravista), ognuno per sè. E tutti guardano i porno e leggono l’oroscopo, ma nessuno lo dice: eppure non c'è nulla di male. Però queste sono le logiche marmoree di una metropoli, come di un paesino di provincia che "gioca" a fare la provincia, ma si ritrova ad avere una classe imprenditoriale senza alcuna voglia di investire, un popolo costantemente dedito al lamento, ed un governo locale nella norma. E sia chiaro che l'espressione "nella norma" non è certo un complimento. Ecco perchè pian piano la passione si spegne, l'amore per le cose finisce, e non avanza nulla: "no more". Nulla oltre. Resta poco per passare i giorni: un happy hour in centro, le battone sulla statale, la discoteca improvvisata dove non si paga l'ingresso, la ciucca con gli amici, la vertenza sindacale all'ex-datore che ha chiuso la fabbrica con le lacrime al cuore, lasciando spazio al collega che invece continua a lavorare "sottobanco" ma, chissà perchè, di vertenze e problemi continua a non riceverne. Le generazioni più giovani crescono così come ingranaggi in meccaniche vacue, dove lo spirito di sacrificio è scarso, le aspettative poche (a meno di non voler fare l’ombrellina durante la Moto GP), e i desideri sono limitati a 1.000 euro al mese, un lavoro da disprezzare a priori ed una zuffa di galline in TV per poterla commentare. No passion, no love, no more.

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