Editoriale su Square Aprile 2009
(tratto da SQUARE, edizione Aprile 2009)
Mattino, 7 e 57: appena chiusa la portiera della mia coupè, l'autoradio Kenwood diffonde MP3 dalla USB Sony. Risorgo dal box e dirigo la mia Hyundai verso l'ufficio. Ancora un freddo giorno di un inverno che non è mai nato, e forse per questo non vuol morire. Io, la mia auto, la musica: il volume è così alto che lo specchietto retrovisore trema, mentre sono in strada. Colpa degli U2: "Magnificent". Un altro giorno che mi separa solo dal giorno che seguirà: anche oggi ci sarà da affrontare un problema commerciale, dare un parere su una soluzione grafica, sostituire un fornitore che ha perso l'amore per il proprio lavoro, trovare qualcuno in grado di sistemare lo scanner di David, rispondere a 33 telefonate di gente che cerca solo un orecchio con cui sfogare un momento di amarezza, offrire 3 caffè e farsene offrire altrettanti, accorgersi che la barba andava fatta il giorno prima. Sulle statali le prostitute dell'Est sono sempre al telefono, e mi chiedo se abbiano un contratto aziendale H3G o si giochino i guadagni in telefonate: forse si sentono sole, attorniate di finestrini abbassati. Arrivo a destinazione, parcheggio e tiro fuori la portadocumenti Roncato, inforco i Ray-Ban e dedico 30 minuti del mio orologio Lorenz ad un appuntamento, poi torno in strada: la Wind mi invia un SMS per dirmi che ho ricevuto un accredito di 0,03 euro, e intanto chiamo Attila per i primi gossip commerciali della giornata e David per le news editoriali. Adesso Wind mi informa che ne ho spesi 2 e 33 di euro, ma io sorrido: ho pur sempre un credito di 0,03. Auto, play, e via, avanti così fino alle 19 o poco più, tra un intervallo di TG e 33 e-mail di cui 20 spam e 8 da cestino: quella che proponeva il Viagra meritava di esser presa in considerazione insieme all'offerta speciale sulle escort di lusso (è tutto in saldo!) e così la inoltro a David e Claudio, non si può mai sapere. SMS di Valentina: mi odia perchè ancora non ho ancora scritto questo editoriale, e lei non vede l'ora di correggere i miei errori di punteggiatura, che invece io definisco semplicemente "diverse opinioni grammaticali". Scivola così un giorno, passano le 20 e sarà inutile chiamare in tipografia Stampa-Sud perchè è tardi e Paolo è a calcetto: tutto chiuso ormai. David invece ha appena iniziato a lavorare, con una mano su Facebook ed una su Photoshop, e così adesso si dovrà sorbire il mio stress, ma per fortuna lui è in grado di far finta di ascoltare mentre continua a lavorare: io mi sfogo e son contento e lui ha prodotto un po' di pagine di Square. Visto che nessuno risponderà al telefono, metto mano alle e-mail sul mio portatile Acer, e via a far preventivi & contabilità. Ormai l'LCD Philips dice che i programmi di fascia pre-serale sono in chiusura, e il cervello è in tilt: può bastare per oggi. Una sosta in bagno per pisciar via una giornata che domani dovrà nuovamente esser bevuta. Mi approssimo al vetro della finestra, e guardo al di là della silice trasparente: non piove e c'è solo vento. Voglia di pizza, ma non da solo. Scorro la rubrica del Nokia per trovare qualcuno con cui leggere il menù, visto che David ha già impegni con Isa. Elimino gli antipatici e quelli fuori città, e gli OK son tutti spenti. Abbandono l'ufficio e mi rimetto in marcia verso l'auto, salutando il lampione che al mattino avevo visto stagliarsi sullo sfondo del cielo blu, ed ora è acceso d'arancio per dare un po' di luce alle pietre bianche delle case fuori dalla redazione. Una signora in età da necrologio è dietro una finestra a guardare la strada: ho fame, metto in moto e realizzo che mangerò da solo mentre scorgo le luci post-industriali di Barletta (*).Garage, mi stringo nel mio lungo cappotto nero e sono in pizzeria. Ordino una 4 formaggi e aspetto leggendo il credito residuo Wind, controllando l'agenda per il giorno dopo e origliando le chiacchiere degli altri avventori. Penso alla signora alla finestra vista poco prima, e penso alle prostitute dell'Est che all'alba torneranno sulla strada. Penso alle TV accese 24 ore su 24 a far compagnia a chi non ne ha. Penso ai cellulari spenti e a quelli accesi, ma distanti. Guardo gli occhi delle persone che incrocio mentre ordinano una pizza + birra da portar via e si accodano a me nell'attesa, e penso agli innamorati che passano su un rumoroso motorino 2 tempi proprio mentre tiro fuori il portafogli, cercando spiccioli tra gli scontrini dei bar e i biglietti da visita raccolti oggi. Mi separano solo due isolati da casa: ormai non ho nemmeno più voglia di vedere nessuno. Apro la porta in equilibrio precario tra chiavi e pizza, poi velocemente via i jeans e la cravatta, e non servirà apparecchiare perchè il cartone sarà la mia tovaglia. Zapping, una macchia di salsa sulla mia camicia: fuck! SMS di qualcuno/a che scrive: "Scusa: non c'era segnale! Mi avrebbe fatto piacere una birra anzichè questa solitudine con la TV". Sorrido e brindo tra i chiarori del teleschermo e la pizza fredda: condannato alla solitudine per assenza di segnale. In contumacia.
(*) Città della Puglia, ex polo industriale specializzato in manifattura tessile e calzaturiera di pessima qualità, oggi in decadenza per via di classi imprenditoriali di bassa cultura e lungimiranza.
Mattino, 7 e 57: appena chiusa la portiera della mia coupè, l'autoradio Kenwood diffonde MP3 dalla USB Sony. Risorgo dal box e dirigo la mia Hyundai verso l'ufficio. Ancora un freddo giorno di un inverno che non è mai nato, e forse per questo non vuol morire. Io, la mia auto, la musica: il volume è così alto che lo specchietto retrovisore trema, mentre sono in strada. Colpa degli U2: "Magnificent". Un altro giorno che mi separa solo dal giorno che seguirà: anche oggi ci sarà da affrontare un problema commerciale, dare un parere su una soluzione grafica, sostituire un fornitore che ha perso l'amore per il proprio lavoro, trovare qualcuno in grado di sistemare lo scanner di David, rispondere a 33 telefonate di gente che cerca solo un orecchio con cui sfogare un momento di amarezza, offrire 3 caffè e farsene offrire altrettanti, accorgersi che la barba andava fatta il giorno prima. Sulle statali le prostitute dell'Est sono sempre al telefono, e mi chiedo se abbiano un contratto aziendale H3G o si giochino i guadagni in telefonate: forse si sentono sole, attorniate di finestrini abbassati. Arrivo a destinazione, parcheggio e tiro fuori la portadocumenti Roncato, inforco i Ray-Ban e dedico 30 minuti del mio orologio Lorenz ad un appuntamento, poi torno in strada: la Wind mi invia un SMS per dirmi che ho ricevuto un accredito di 0,03 euro, e intanto chiamo Attila per i primi gossip commerciali della giornata e David per le news editoriali. Adesso Wind mi informa che ne ho spesi 2 e 33 di euro, ma io sorrido: ho pur sempre un credito di 0,03. Auto, play, e via, avanti così fino alle 19 o poco più, tra un intervallo di TG e 33 e-mail di cui 20 spam e 8 da cestino: quella che proponeva il Viagra meritava di esser presa in considerazione insieme all'offerta speciale sulle escort di lusso (è tutto in saldo!) e così la inoltro a David e Claudio, non si può mai sapere. SMS di Valentina: mi odia perchè ancora non ho ancora scritto questo editoriale, e lei non vede l'ora di correggere i miei errori di punteggiatura, che invece io definisco semplicemente "diverse opinioni grammaticali". Scivola così un giorno, passano le 20 e sarà inutile chiamare in tipografia Stampa-Sud perchè è tardi e Paolo è a calcetto: tutto chiuso ormai. David invece ha appena iniziato a lavorare, con una mano su Facebook ed una su Photoshop, e così adesso si dovrà sorbire il mio stress, ma per fortuna lui è in grado di far finta di ascoltare mentre continua a lavorare: io mi sfogo e son contento e lui ha prodotto un po' di pagine di Square. Visto che nessuno risponderà al telefono, metto mano alle e-mail sul mio portatile Acer, e via a far preventivi & contabilità. Ormai l'LCD Philips dice che i programmi di fascia pre-serale sono in chiusura, e il cervello è in tilt: può bastare per oggi. Una sosta in bagno per pisciar via una giornata che domani dovrà nuovamente esser bevuta. Mi approssimo al vetro della finestra, e guardo al di là della silice trasparente: non piove e c'è solo vento. Voglia di pizza, ma non da solo. Scorro la rubrica del Nokia per trovare qualcuno con cui leggere il menù, visto che David ha già impegni con Isa. Elimino gli antipatici e quelli fuori città, e gli OK son tutti spenti. Abbandono l'ufficio e mi rimetto in marcia verso l'auto, salutando il lampione che al mattino avevo visto stagliarsi sullo sfondo del cielo blu, ed ora è acceso d'arancio per dare un po' di luce alle pietre bianche delle case fuori dalla redazione. Una signora in età da necrologio è dietro una finestra a guardare la strada: ho fame, metto in moto e realizzo che mangerò da solo mentre scorgo le luci post-industriali di Barletta (*).Garage, mi stringo nel mio lungo cappotto nero e sono in pizzeria. Ordino una 4 formaggi e aspetto leggendo il credito residuo Wind, controllando l'agenda per il giorno dopo e origliando le chiacchiere degli altri avventori. Penso alla signora alla finestra vista poco prima, e penso alle prostitute dell'Est che all'alba torneranno sulla strada. Penso alle TV accese 24 ore su 24 a far compagnia a chi non ne ha. Penso ai cellulari spenti e a quelli accesi, ma distanti. Guardo gli occhi delle persone che incrocio mentre ordinano una pizza + birra da portar via e si accodano a me nell'attesa, e penso agli innamorati che passano su un rumoroso motorino 2 tempi proprio mentre tiro fuori il portafogli, cercando spiccioli tra gli scontrini dei bar e i biglietti da visita raccolti oggi. Mi separano solo due isolati da casa: ormai non ho nemmeno più voglia di vedere nessuno. Apro la porta in equilibrio precario tra chiavi e pizza, poi velocemente via i jeans e la cravatta, e non servirà apparecchiare perchè il cartone sarà la mia tovaglia. Zapping, una macchia di salsa sulla mia camicia: fuck! SMS di qualcuno/a che scrive: "Scusa: non c'era segnale! Mi avrebbe fatto piacere una birra anzichè questa solitudine con la TV". Sorrido e brindo tra i chiarori del teleschermo e la pizza fredda: condannato alla solitudine per assenza di segnale. In contumacia.
(*) Città della Puglia, ex polo industriale specializzato in manifattura tessile e calzaturiera di pessima qualità, oggi in decadenza per via di classi imprenditoriali di bassa cultura e lungimiranza.
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