<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss'><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487</id><updated>2010-02-17T18:37:46.306+01:00</updated><title type='text'>francescogiannini.com</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/blog.htm'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default?start-index=26&amp;max-results=25'/><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://www.francescogiannini.com/atom.xml'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>157</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-5660654877303573069</id><published>2010-02-17T18:26:00.003+01:00</published><updated>2010-02-17T18:37:46.315+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose banali di ogni giorno'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammenti di pensiero organizzato e coerente'/><title type='text'>Piccole variazioni senza fuoco e senza vento sul tema dell'evoluzione di un'impresa</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/001_CS_02_2010_Copertina-740057.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 283px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/001_CS_02_2010_Copertina-740021.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pomeriggio, lento ed indolente. C'è stata frenesia e velocità sino a qualche minuto fa, e volendo ci sono milioni di cose da fare: urgenze, idee, necessità, elementi che preferibilmente sarebbe il caso non rimandare nemmeno di 20 secondi.&lt;br /&gt;La radio mi tiene compagnia interrotta dal frequente squillo del cellulare o del citofono: sono solo in ufficio in questo mentre, e mi tocca fare tutto da me. Niente di male, nulla di strano: è il normale lavoro.&lt;br /&gt;Mentre mangio riso ricoperto di cioccolata, l'esplosione di zucchero mi rimette un attimo in sesto: mi ero perso, forse un po' rincoglionito da un'antitetanica e altri 3 punti sulla mia pelle (credo di averne ormai quasi 100...). Lotto tra me e me all'idea di un caffè da solo o un caffè in compagnia, e butto giù poche righe in un post, in questo post.&lt;br /&gt;Mi accorgo che con il mondo &lt;strong&gt;contro&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;stile&lt;/em&gt; si sono superati i 3.000 fan su FaceBook, che la rivista cartacea va a ruba, che il telefono e le e-mail si fanno vive di continuo, e che quello che nel dicembre 2006 appariva solo un impossibile traguardo, adesso è diventato un traguardo possibile.&lt;br /&gt;Mi accorgo che non sono più solo, e che c'è gente che con me lotta e lavora ogni giorno, comprendendo le mie difficoltà di imprenditore e al tempo stesso dando l'anima e soprattutto la fiducia nelle idee che oggi non posso più definire mie, ma di un team.&lt;br /&gt;Mi accorgo che i clienti iniziano a fidarsi ciecamente di noi, e che ci ritengono sempre più spesso altamente professionali: magari un po' cari, ma professionali. Una bella cosa da sentirsi dire...&lt;br /&gt;Mi accorgo che passo quasi 14 ore al giorno in questo ufficio, che un tempo era vuoto e bianco, ed oggi è pieno come un uovo... e mi accorgo che i miei capelli sono sempre più bianchi, il mio volto più stanco, la mia barba più lunga.&lt;br /&gt;Eppure, non mi sono mai sentito così giovane, così denso, così vivo...&lt;br /&gt;Eppure, fra 1.000 difficoltà, credo. E non sono il solo... non è poco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-5660654877303573069?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/5660654877303573069/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=5660654877303573069' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/5660654877303573069'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/5660654877303573069'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2010/02/piccole-variazioni-senza-fuoco-e-senza.html' title='Piccole variazioni senza fuoco e senza vento sul tema dell&apos;evoluzione di un&apos;impresa'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-8294719535948323880</id><published>2009-12-16T09:35:00.002+01:00</published><updated>2009-12-16T10:06:13.000+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;editoriale'/><title type='text'>Oltre il padre, l'uomo</title><content type='html'>testo || francesco giannini&lt;br /&gt;da &lt;a href="http://www.controstile.com"&gt;Controstile n° 5&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/Immagine1-758844.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 284px; height: 400px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/Immagine1-757822.png" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Bimbo, bimbo mio, ormai ci siamo. Sei vicino, molto, al momento in cui verrai al mondo. Forse adesso il mondo attorno a te è calamitato dall’idea che a breve ci sarà il parto, gli auguri, preparativi pre e post, vestitini… adesso tutto appare bloccato, quasi si possa solo ruotare attorno al momento in cui piangerai per la prima volta. Adesso. Poi, pian piano, tutto si normalizzerà… diverrà normale sentirti piangere qualche volta al giorno, vederti attaccato al latte, e curiosare con gli occhi attorno alla tua culla. Quando tutto si sarà spento, i toni smorzati, diverrà normale vederti crescere, e normale apparirà a te il nostro quotidiano, così come strano eppur normale, dopo un po’, diverrà guardare l’avvicinarsi della nascita di un altro bimbo come te. Si, un altro… perché, anche se tu sei speciale perché sei “mio”, ogni giorno, nascono bimbi, belli e importanti come te, circondati di felicità, balocchi e speranze, e grandi aspettative. Ogni giorno tutto inizia da un pianto, e non solo in questo villaggio metropolitano decotto di sole mediterraneo: ogni giorno, in ogni istante, in ogni luogo del mondo, la magia si ripete. Però, mentre adesso ti vedo e ti sento tamburellare pochi centimetri sotto la pelle di tua madre, ammortizzato ancora dal suo corpo, penso e vedo un po’ più in là del sigaro fumato all’annuncio della tua nascita, e percorro con la mente la strada che mi porta ogni giorno da casa al lavoro, e ritorno. Ci sono due barboni, ogni mattina alle 6 e mezzo, su una panchina del parco, con cartoni e stracci, e bottiglie di vino vuote. Non li ho mai visti in volto, ma sono lì da un paio d’anni. Ormai conto sulla loro presenza, e se non li vedessi, penso che mi preoccuperei. Eppure, mi vergogno, ma in due anni non mi sono mai fermato a lasciar nulla per loro… qualche volta mi è capitato di ritrovarmi tra le mani abiti da metter via, e ho pensato che forse anziché buttarli, avrei potuto… ma poi, ogni volta, qualcosa me lo ha impedito. In due anni, non ci sono riuscito. Non ho voluto, alla fine: questa è la verità, scomoda per me. E sempre sulla strada, al semaforo prima della tangenziale, c’è sempre quel ragazzo arabo con una barba nera nera, che chiede di lavarmi il parabrezza. Lui è più fortunato: ogni tanto ho qualche spicciolo, ogni tanto no. Sarà un annetto che lui è lì. Una volta gli ho dato un paio di scarpe che non piacevano a mia moglie, e lui le ha accettate senza pensarci due volte. Così, caro bimbo mio, mentre con la mente imbocco la tangenziale, mi accorgo che sei fermo fermo nel ventre materno. Forse dormi, ma io continuo a parlarti, o forse parlo di me con te, con la speranza che nascendo tu possa vedermi per quel che sono al di là della figura che per te sarò: oltre il padre, l’uomo. E così, svoltando sulla tangenziale, ci sono le puttane, le solite di una vita, che praticamente qui in città abbiamo visto crescere e cambiare: me le ricordo quando erano bionde e giovani, ed oggi le vedo un po’ sfatte e con i capelli vaporosi e tinti di rosso. A volte, mi verrebbe voglia di salutarle e fare due chiacchiere con loro. Vado oltre, cerco parcheggio nella giungla di ogni mattina, per poi bere un caffè al solito bar posando lo sguardo sul quotidiano, nei due minuti di attesa: qualche danno ambientale, qualche arresto, la solita tragedia familiare, episodi di razzismo. Nulla di nuovo. Pago 70 centesimi ed esco, con gli occhi verso il portone dell’azienda e la mente a te che respiri del respiro del mio amore lasciato sul letto in attesa di te: il mio cappotto firmato contrasta con il giubbino liso e fuori moda di un ragazzo che fotocopia curriculum nella copisteria accanto al bar. Forse uno di quei curriculum sarà sulla mia scrivania, tra poche ore. Una giornata in ufficio, l’sms di tua madre che dirà di fare un salto al supermercato per comprare pesce del Mediterraneo, le chiacchiere delle due contabili sugli uomini, ed il racconto dell’ennesima scopata con una rumena ad opera del dirigente del secondo piano nella pausa pranzo. Un invito per un weekend in barca al quale rispondo gentilmente di no dicendo di soffrire mal di mare: in realtà, pannolini e latte in polvere costano, e non sono ricco. Rientro a casa, e tu sei ancora nel ventre materno, che ascolti il TG: l’Iran continua a progettare l’atomica, in medio oriente una donna si è fatta saltare in aria squartandosi con una bomba, e nel pesce del Mediterraneo c’è il mercurio. Nell’approfondimento giornalistico della sera, il Ministro delle Banalità comunica che tu, ancor prima di nascere, hai un debito di 45mila euro nei confronti dello Stato e dovrai farti un culo così per tutta la vita per pagare la pensione a me, che a fine mese non ci arrivo quasi, e lo stesso cappotto firmato lo uso da 10 inverni, perché tanto “il nero è sempre di moda”. Caro figlio mio, che a giorni sarai qui tra le mie braccia, perdona questa mia incapacità, nell’averti preparato questa terra, che un bimbo come te, millenni addietro, preparò bellissima per tutti. Perdonami, e impegnati, perché sogno che almeno tu potrai giungere dove io non riesco a giungere, e fare in modo che io possa così gioire nel vedere te: oltre il figlio, l’uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-8294719535948323880?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/8294719535948323880/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=8294719535948323880' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/8294719535948323880'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/8294719535948323880'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/12/oltre-il-padre-luomo.html' title='Oltre il padre, l&apos;uomo'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2193455407495462858</id><published>2009-12-01T15:38:00.002+01:00</published><updated>2009-12-01T15:40:17.052+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose banali di ogni giorno'/><title type='text'>Il maglione scacciacrisi</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/01122009181-706054.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 300px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/01122009181-705438.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una doccia, e poi a piedi verso l'ufficio. Indossando un maglione di lana, da 4 soldi, avuto in regalo anni e anni prima. Tanti anni prima. Una vita prima. Non importa: con quel maglione addosso, mi sento dannatamente bene. Una volta in ufficio, accendere 2 candele profumate, e un bruciaessenze... avere ai piedi gli anfibi più rotti che sani, ma dannatamente comodi, ai quali non si vuole rinunciare, ma che certo non sono la calzatura di un manager di facciata. Appendere il lungo cappotto nero all'ingresso, accendere la radio ed il PC, rendersi conto che il 2009 si è appena chiuso, economicamente parlando, e che adesso ci sono 30 giorni a disposizione per sognare, programmare... provare.&lt;br /&gt;Non è certo un momento facile per l'economia, per la vita di molte persone, per la mia in particolare... nulla di nuovo sotto il sole: tanta gente è sulla mia stessa onda.&lt;br /&gt;Ma c'è il team, c'è la voglia, c'è che siamo ancora a galla, e c'è che non siamo per niente stanchi.&lt;br /&gt;C'è un potere nascosto dentro la lana di questo maglione, che riesce a farmi star bene... c'è tanto, tantissimo da fare, e tanto da imparare, ma non fa paura. Non si è arreso questo maglione dopo 15 anni, perchè dovrei arrendermi io?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2193455407495462858?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2193455407495462858/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2193455407495462858' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2193455407495462858'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2193455407495462858'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/12/il-maglione-scacciacrisi.html' title='Il maglione scacciacrisi'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-7653829791008362171</id><published>2009-11-11T16:07:00.002+01:00</published><updated>2009-11-11T16:08:13.899+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;editoriale'/><title type='text'>Editoriale di Controstile edizione Novembre</title><content type='html'>&lt;em&gt;L'arte non chiede mai a nessuno di fare nulla, di pensare nulla, di essere nulla. Esiste come esiste l'albero, si può&lt;br /&gt;ammirare, ci si può sedere alla sua ombra, si possono&lt;br /&gt;coglierne banane, si può tagliarne legna da ardere, si può fare assolutamente tutto quel che si vuole. (Ezra Pound)&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accendo la TV, in un qualsiasi momento, in un qualsiasi giorno. RAI o Mediaset la differenza è poca, almeno in termini di talk-show: ne sono presenti a iosa, più o meno sboccati, più o meno seri. In alcuni gli ospiti sono praticamente di casa, e citarli diventa un puro esercizio di memoria: Parietti, Sgarbi, Lory Del Santo, la Giacobini [direttrice di Diva &amp; Donna, ndr], Zecchi, Signorini. Ovviamente andrebbero aggiunti un buon numero di rappresentanti politici, praticamente eletti dal popolo sovrano per esser presenti in Parlamento, ed invece costantemente in TV: non mancano quasi mai La Russa, Franceschini, Gasparri, Bersani… e così mantengo anche la par condicio. Certo, per quanto concerne i soggetti politici, sarebbe stata ben miglior cosa eleggere dei portavoce al di fuori dei nostri stipendiati… non dimentichiamo che i suddetti sono dei dipendenti statali, anzi: sono “i dipendenti statali” per antonomasia, pagati da noi tutti. In una giornata lavorativa di 8 ore, per 5 anni, ognuno dei circa 1.000 parlamentari potrebbe svolgere “non-so-quante-cose”… eppure, ancora non riesco a notare le differenze tra una legislatura e la successiva. E dopo questa indigestione di TV e personaggi, mi chiedo se almeno in tutte queste quintalate di parole, ci sia qualcosa di buono. Ci sono le critiche televisive, ci sono gli insegnamenti d’arte dei docenti intervistati, ma per funzionare bene, questo sistema, deve creare un dibattito, e così si prende un pinco pallino “x”, si prende una sua frase e/o azione e lo si butta nell’arena (…ehm, non necessariamente quella su RAI 1): ragione o torto? Si presentano gli schieramenti e si parte… è giunto il momento di “cucinare” l’oggetto di discussione. Così, per anni si è parlato di Gigi D’Alessio: costola mafiosa di inutile presenza o cantautore di talento con un background di napoletanità? Giusto un inizio, per poi proseguire con le tette di Cristina Del Basso, con i reality. Alla fine, si attende il giorno successivo e si guardano gli ascolti: se sono stati buoni, allora ha avuto un senso tutto questo “fare casino”. Diversamente, si deve rivedere qualcosa. Alcuni ospiti sono polivalenti: parlano amabilmente di politica internazionale e gossip, di geologia e transumanza. Ovvio, come molti immaginano, in TV ogni intervento “scandaloso ed inatteso” è in realtà fortemente previsto e nulla è lasciato al caso. Nulla è vero nello show, ma tutto è verosimile. In poche parole, in camerino tutti gli ospiti hanno tempo per studiare la propria parte e calarsi nel proprio personaggio. In alcuni casi, non si può negare che gli interventi siano anche utili, volti a dare spunti di riflessione a noi, poveri teleutenti. Non dimentico mai che alla fine non conta avere risposte corrette se poi le domande erano imperfette. La risposta a una domanda imperfetta, per quanto corretta, sarà sempre sbagliata. In ciò la TV svolge un ruolo importante, fornendo domande, tante domande. A volte invece c’è un cavalcare l’onda “contro” qualcosa, contro la Anna Tatangelo nazionalpopolare, contro le mutande della Simona Ventura: che le indossi oppure no, a me non interessa. È un cavalcare l’onda contro l’orrendo show della puttana barese D’Addario o della riesumata Stefania Ariosto (ve la ricordate?). A volte c’è un bel confronto tra idee diverse, come capitava con eleganza fino a qualche anno fa da Maurizio Costanzo, o (in alcuni rari casi) in diretta per pochi intimi su La 7 con Lerner, o con Matrix. Ma alla fine, sono i numeri a premiare, a dare un risultato… e i numeri giungono quando si urla, quando si creano scandali. In politica alla fine ci sono le elezioni e sul mercato discografico ci sono i dischi venduti ed i download dei brani, le presenze ai concerti… gli incassi ai botteghini al cinema: sono anni che condanniamo i cinepolpettoni natalizi ed i tormentoni musicali estivi, ma ogni anno c’è al primo posto un classico “Vacanze di Natale”. Sarà perché gli italiani vogliono un po’ di leggerezza sometimes? Eppure quante tonnellate di critica si è beccato il nostro De Sica Junior, con o senza la coppia con Boldi? Magari meno critiche di quante, a loro tempo, hanno raccolto Alvaro Vitali e la Fenech per i famosi/famigerati “B-movies” o “trash-movies”, oggi pellicole di culto. Magari tra 10 anni elogeremo De Sica. Alla fine, si può criticare infinitamente il simpatico Gigi D’Alessio, ma ad un suo concerto c’è il pienone ogni volta. E le canzoni sono tutte cantate a squarciagola dal pubblico: un motivo ci sarà. E continuiamo a definire un “ragazzone simpatico” Tiziano Ferro, dicendo “l’arte è altro”… poi non conta se ad ogni sua uscita i palazzetti si riempiono e la gente trasuda passione. Forse dovremmo iniziare ad ammettere che non solo è bravo, ma è un artista. Lo dice la gente. Magari la gente dovrebbe imparare a riprendere il ruolo centrale che ha sempre avuto nella storia. Sarà pur vero che sui libri di storia ci sono i nomi di imperatori e grandi, ma Napoleone o Cesare sono stati quel che oggi il mondo ricorda, grazie alla loro capacità di muovere le folle. Furono “estensioni” del pensiero popolare, talora “estensioni errate”, ma pur sempre amplificatori della voce del popolo. La gente dovrebbe riprendere prepotentemente il proprio ruolo centrale, riprendere la fiducia in se stessa. Lo esige l’arte, lo esige la storia. E la storia, parafrasando l’immenso Karol Wojtyla, dice di spalancarsi e di “non avere paura”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-7653829791008362171?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/7653829791008362171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=7653829791008362171' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/7653829791008362171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/7653829791008362171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/11/editoriale-di-controstile-edizione.html' title='Editoriale di Controstile edizione Novembre'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2557151061936580247</id><published>2009-10-23T13:16:00.003+02:00</published><updated>2009-10-23T13:17:53.866+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;editoriale'/><title type='text'>Divide et impera</title><content type='html'>tratto da &lt;a href="http://www.controstile.com"&gt;controstile.com&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dare a tutti la parvenza di possedere un piccolo potere, un piccolissimo feudo da amministrare, ed in cambio ritrovarsi agnellini tranquilli da poter controllare con semplicità. Una strategia che affonda le radici nella notte dei tempi, o almeno nella mente dei primi statisti in grado di capire che rinunciando a un piccolo pezzo delle loro fortune, le avrebbero però conservate con facilità nel tempo (ah… la grande Roma imperiale!). Questo, in origine, il senso di questo modo di fare. Ma il tempo – si sa – non sempre restituisce dignità alle idee. O forse, più che il tempo, il fattore che sempre rovina le cose è quello squisitamente umano: è l’interpretazione che diamo pian piano ai gesti dei grandi della storia. Così, oggi, ci ritroviamo in una società che della “divisione” e della “proprietà privata” ha fatto un’icona totale, e le previsioni sono in peggioramento. Si tende a “privatizzare” l’impossibile, a rendere di proprio esclusivo controllo ogni oggetto, ogni sentimento, ogni comportamento. Al di là degli oggetti puramente tali. Si divorzia perché si trova oppressiva la presenza del coniuge, che poi sarebbe la persona tanto amata da esser stata portata all’altare. Si divorzia perché la presenza del coniuge impedisce di vivere quella libertà a cui pare non si possa rinunciare. Ognuno vuole conservare ad libitum quel piccolo feudo di vita incontrollabile, restando imperatore unico del proprio destino. Questo però non va bene, perché spesso, nelle “guerre di famiglia”, restano sul campo dei feriti bambini, figli costretti a fare veci di un pacchetto postale tra le abitazioni dei due ex. Ovviamente, tralasciando in ogni modo possibile l’Amore, che qui pare proprio esser stato dimenticato. Volendo affacciarsi oltre la sfera familiare, toccando il mondo dell’economia, si sfiora il ridicolo, magari studiando (si fa per dire) l’ecosistema (inteso come “sistema economico”, ma anche come “ambiente degli animali imprenditori”) delle regioni del Sud della nostra ancora poco amalgamata Italia: sorgono spesso realtà artigianali o industriali quasi sempre a conduzione familiare, raramente in grado di espandersi con dei dipendenti qualificati, e in ogni caso sempre isolate. Non riescono mai a fare “sistema” tra loro. Un esempio interessante lo ritroviamo proprio in questo numero di controstile, nel servizio dedicato alla moda “made in BAT” [a partire da pagina 9, ndr]: le realtà più forti e capaci, alla fine, restano isolate, quando addirittura non vivono dei fenomeni di divisione. Senza andar troppo lontano, basti ricordare il caso vissuto in primis da controstile stesso: a lungo si è tentata una strategia di alleanze con aziende complementari, quando addirittura con aziende analoghe/concorrenti, per poi giungere invece alla rottura del team. Lavorando nella direzione dell’unione, si è finito con il creare una frattura interna. Il perché? Sempre la stessa risposta andrebbe bene per ognuno dei casi sopra citati: una coppia “scoppia” perché il partner che si ritrova faccia a faccia con una richiesta di maggiore libertà, teme che questa libertà verrà utilizzata contro di lui. Si tratta di paura. Stessa cosa a livello economico: poniamo il caso che tre o più aziende tessili si uniscano, dividendosi tipologie di produzione, magari con una struttura dedicata alla produzione di abbigliamento sportivo, una per le t-shirt in cotone, ed una per la maglieria… e magari centralizzando azioni necessarie quali il marketing e l’amministrazione: ciò significherebbe realizzare maggiori economie di scala per ogni singolo prodotto, risparmiare parecchio denaro in termini di comunicazione e amministrazione, potendosi permettere inoltre un maggiore potere di trattativa sul mercato. Magari sarebbe possibile creare dei corsi di formazione per i futuri manager… sarebbe perfetto… e basta fare un salto nella provincia marchigiana per vivere e respirare il cosiddetto “sistema Marche”, cioè quanto appena da me indicato sopra. Non ho inventato niente: mi sono limitato a “guardare”. E neppure troppo lontano. Eppure, nel Sud, questo sistema non funziona… anzi: appena le aziende raggiungono un certo risultato economico… scoppiano e si dividono. Non si può che sorridere, infine, quando si fa un tuffo nel mondo dell’editoria, che noi di controstile ben conosciamo per ovvi motivi: esistono quintali e quintali di carta straccia e di scandalistici fotocopia (...ma avete notato che hanno tutti un logo rosso posto in alto sulla sinistra?)… alcuni addirittura pubblicizzati da transessuali che fino a pochi anni prima erano prostitute in vendita su internet… c’è poco di cui andare fieri! Poi esistono mucchi selvaggi di free-press che pubblicizzano pub e pizzerie con l’aggiunta di notiziole prese pari pari da Wikipedia, visto che queste iniziative pseudo editoriali non hanno la forza per crearsi una redazione, un “pensiero”, e difenderlo con la propria linea di informazione. Non hanno tempo per i contenuti, e non hanno rispetto per il lettori, che - ovviamente - non esistono per tali prodotti. Esiste tutto e ancor più di tutto… ci si potrebbe perdere in anni di lettura entrando in un’edicola. Eppure, basterebbe mettere sotto uno stesso fantomatico tetto una decina di questi aborti editoriali locali, che presi singolarmente sono solo inchiostro rubato alle tipografie, per poter creare invece un gruppo forte, in grado di gestire un territorio provinciale, in grado di poter mantenere una piccola redazione, un serio team commerciale in grado di meritare così il rispetto della clientela e farla crescere grazie ad una consulenza seria, e non ad una inutile guerra dei prezzi al ribasso, che come risultato ha quello di ribassare anche la qualità dei clienti. Questo sogno sarebbe bello per tutti, meglio per tutti, e professionalmente appagante. Invece, noi di controstile per primi, dopo mesi di contatti verso le testate geograficamente più vicine, ci siamo ritrovati addirittura ad aver assistito alla nascita di nuove iniziative aventi scopo dichiarato di “rubare” o “soppiantare” clientela ad altre che invece sono in piedi da anni, colpevoli solo di non aver innovato e di essersi un po’ cullate del mercato conquistato. Insomma: siamo tutti un po’ i soliti provincialotti della bassa Italia. Povera nostra Italia. Qui c’è poco da incazzarsi con lo Stato: manca nei cittadini la voglia di “fare sistema”… poi ovviamente manca l’educazione, che deve essere fornita attraverso le istituzioni. Ma la voglia di base manca, totalmente. E continuando a marciare divisi, ognuno con il proprio piccolo “impero di cartone” da difendere, continueremo a consumare risorse in una guerra dei poveri che non favorirà né il giornalismo, né le fabbriche, né i servizi… e nemmeno l’Amore: ma quanto è bello litigare con la propria dolce metà, ma sapendo dall’inizio del litigio che il fine è solo quello di trovare una soluzione per vivere meglio la propria storia d’Amore? Forse, è proprio questo il problema… se nelle coppie si giunge al divorzio, è perché manca l’Amore di base… e se nella nostra società ci sono così tante fratture, forse è perché manca l’Amore per la nostra società stessa. E ho sempre scritto “Amore” con la “A” maiuscola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2557151061936580247?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2557151061936580247/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2557151061936580247' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2557151061936580247'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2557151061936580247'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/10/divide-et-impera.html' title='Divide et impera'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2927473155521977249</id><published>2009-09-22T17:07:00.003+02:00</published><updated>2009-09-22T17:17:13.279+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A volte facciamo politica'/><title type='text'>Santoro e Berlusconi mi hanno pagato un coffee</title><content type='html'>Dice, mentre sorseggia il suo caff&amp;egrave;: "Ovvio che non vedrai poi Annozero, vero?"... e ridacchia. Il caff&amp;egrave; &amp;egrave; piacevole berlo in compagnia, e deve restare un piacere. Anche quando chi hai accanto in quel momento ha in mente poche cose e una propensione al fancazzismo non da poco.&lt;br /&gt;Ma non &amp;egrave; questo il punto. Non conta, e nemmeno merita di esser raccontato. Il punto &amp;egrave; che nasce una discussione anche con il barista e altri 2...&lt;br /&gt;"Berlusca si, oppure no..." ...e si ode anche un "Noemi per&amp;ograve; &amp;egrave; carina" o anche un elegante "Santoro lo fa per soldi" e via dicendo.&lt;br /&gt;Non ho risposto. Si rispondevano tra loro.&lt;br /&gt;Tra me e me ho pensato... se Emilio Fede &amp;egrave; un giornalista filo-berlusconiano, che nessuno si sogna di cacciare, perch&amp;egrave; cacciare Santoro, che &amp;egrave; un filo-ANTIberlusconiano? In fin dei conti, l'importante &amp;egrave; nella sincerit&amp;agrave; con cui si porgono contenuti... dire che Santoro sia neutrale equivale a sostenere che Emilio Fede sia comunista bertinottiano!".&lt;br /&gt;Ripenso che alla fine di tutto ci&amp;ograve;, con gente del genere in giro, Berlusca resta al suo posto alternativamente ai fantoccini di sinistra, e sottobraccio continuano a malgovernare un paese misero come una conversazione da bar. E si arricchisce Travaglio, Fede, Vespa, ed i vari protagonisti di show eclatanti che di eclatante non hanno nulla: le tangenti di Di Pietro esistevano da 30 anni. Chi fa impresa da tanto, lo sa.&lt;br /&gt;No. Non sono una bella cosa le tangenti... o l'uso personale di fondi pubblici... o mille trucchetti che non stiamo a spiegare... non sono 1 bella cosa, ma dopo tanto casino, sono una cosa ancora esistente. Ovvio: il problema non lo si vede, mentre si resta distratti da Vespa, Santoro, Travaglio... &amp;amp; Co!&lt;br /&gt;Ma io ringrazio questa distrazione... e cos&amp;igrave; alla domanda non ho risposto, e sono andato via.&lt;br /&gt;A dire il vero, non ho nemmeno pagato il caff&amp;egrave;.&lt;br /&gt;Grazie a Berlusca e SanSantoro.&lt;br /&gt;Cose da pazzi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2927473155521977249?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2927473155521977249/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2927473155521977249' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2927473155521977249'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2927473155521977249'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/09/santoro-e-berlusconi-mi-hanno-pagato-un.html' title='Santoro e Berlusconi mi hanno pagato un coffee'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-3216877228327226375</id><published>2009-09-18T15:50:00.002+02:00</published><updated>2009-09-18T15:58:19.120+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose di lavoro'/><title type='text'>In Italia non manca il lavoro ma la cultura del lavoro</title><content type='html'>&lt;p&gt;Questa &amp;egrave; "pari pari" la risposta che ho ricevuto da un candidato... premetto, non sono impazzito, ma ho realmente ricevuto una e-mail di risposta ad un chiarissimo annuncio da me posizionato, ho chiamato, e mi son sentito dire...&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;em&gt;Non ho mai pensato di vendere spazi pubblicitari e la parola "agente rivenditore" mi fa anche un po' senso. Si tratta evidentemente di un errore.&lt;/em&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Ora mi chiedo... al di là dell'ovvio fatto che la persona in questione ha mandato in giro curriculum a raffica, "centrando" anche lavori che non azzeccano nulla con la sua qualifica... e questa condotta di invio folle di curriculum &amp;egrave; assolutamente ovvia... il punto &amp;egrave; che oggi come oggi non sappiamo nemmeno rispondere con cortesia, e ci permettiamo di giudicare. Ebbene... il curriculum della persona in questione &amp;egrave; inerente il mondo dei free-lance in ambito di realizzazione siti web. Cio&amp;egrave;? Qui arriva la cosa divertente: questa persona lavora esclusivamente grazie agli ordini che le vengono passati da aziende come la mia. Aziende che hanno al loro attivo degli agenti venditori, i quali si fanno il culo, vendono, e permettono di vivere a gente cos&amp;igrave;.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;In poche parole, questa persona dimostra di avere la lungimiranza di una giovane donna vergine in visita senza protezione ad un braccio di stupratori condannati a morte: lei dice che gli agenti fanno senso... poi, mi piacer&amp;agrave; vedere con quali lavori si porter&amp;agrave; il pane a casa.&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Assurdo.&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-3216877228327226375?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/3216877228327226375/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=3216877228327226375' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/3216877228327226375'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/3216877228327226375'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/09/in-italia-non-manca-il-lavoro-ma-la.html' title='In Italia non manca il lavoro ma la cultura del lavoro'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2751609287148403736</id><published>2009-09-17T20:18:00.002+02:00</published><updated>2009-09-17T20:24:52.032+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;editoriale'/><title type='text'>Meccaniche di un insieme di persone perfettamente inutili</title><content type='html'>Cronaca di un giorno qualsiasi: ennesimo scandalo per esponenti politici di governo, e subito battibecco e parole grosse da parte dell’opposizione. Questo oggi. Invece, per domani, si prevede l'esatto contrario: una qualche prostituta incriminer&amp;agrave; un esponente dell'opposizione, e via alla girandola di smentite e attacchi. I giornali ed i TG avranno le loro 2 o 3 pagine da riempire, i blog si animeranno, verranno fuori i soliti termini di "fascista" e "comunista", spesso usati anche da ragazzini nemmeno maggiorenni, e poi nel weekend tarallucci e vino, ed a prostitute ci andranno padri di famiglia, fidanzati modello e (ovviamente) parlamentari, assessori e dirigenti vari. &amp;Egrave; normale: governati e governanti si ritrovano solo e sempre nelle bassezze di un provincialismo che da tempo riempie le nostre citt&amp;agrave;, grandi o piccole che siano. Non &amp;egrave; notizia fuori dalla norma il pestaggio di 2 omosessuali a Roma: il "fesso" che non rispetta le diversit&amp;agrave; c'&amp;egrave; da sempre e sempre ci sar&amp;agrave;. Evento brutto, sicuramente, ma la cosa che in effetti spaventa &amp;egrave; il razzismo verso gli omosessuali, il falso moralismo imperante. Non &amp;egrave; possibile evitare che qualcuno, tra 60.000.000 di italiani, non sia un nostalgico hitleriano o un invasato simpatizzante talebano! Il problema esiste, e si pone quando la storia viene travisata, rivista, adeguata e trasformata in ignoranza. Ecco che di colpo il ventennio fascista diviene adorazione, e c'&amp;egrave; chi crea gruppi di ronde a immagine e somiglianza delle squadracce nere degli anni '20. Idem per la versione di sinistra… pardon: comunista. E questa è la cronaca di un'Italia ormai ben oltre la soglia del fantomatico anno 2000, di cui pi&amp;ugrave; nessuno parla: il 2000 non ci ha dato nulla di così meraviglioso come invece ci aveva promesso (astronavi, auto volanti, vestiti luccicanti…). Alla fine, pensandoci, le meccaniche che regolano la vita di noi tutti non sono cos&amp;igrave; diverse, qualunque sia il nostro status sociale, o le nostre idee. Si &amp;egrave; tutti un po' ipocriti e voltabandiera. In fondo, qualcuno ha detto tanto tempo fa "Se non si è comunisti da giovani e fascisti da grandi, non si &amp;egrave; capito nulla della vita!". Tradotto? &amp;Egrave; facile dividere la ricchezza, quando non c'&amp;egrave;… poi, appena accumulata (o intravista), ognuno per s&amp;egrave;. E tutti guardano i porno e leggono l’oroscopo, ma nessuno lo dice: eppure non c'&amp;egrave; nulla di male. Per&amp;ograve; queste sono le logiche marmoree di una metropoli, come di un paesino di provincia che "gioca" a fare la provincia, ma si ritrova ad avere una classe imprenditoriale senza alcuna voglia di investire, un popolo costantemente dedito al lamento, ed un governo locale nella norma. E sia chiaro che l'espressione "nella norma" non è certo un complimento. Ecco perch&amp;egrave; pian piano la passione si spegne, l'amore per le cose finisce, e non avanza nulla: "no more". Nulla oltre. Resta poco per passare i giorni: un happy hour in centro, le battone sulla statale, la discoteca improvvisata dove non si paga l'ingresso, la ciucca con gli amici, la vertenza sindacale all'ex-datore che ha chiuso la fabbrica con le lacrime al cuore, lasciando spazio al collega che invece continua a lavorare "sottobanco" ma, chiss&amp;agrave; perch&amp;egrave;, di vertenze e problemi continua a non riceverne. Le generazioni pi&amp;ugrave; giovani crescono cos&amp;igrave; come ingranaggi in meccaniche vacue, dove lo spirito di sacrificio &amp;egrave; scarso, le aspettative poche (a meno di non voler fare l’ombrellina durante la Moto GP), e i desideri sono limitati a 1.000 euro al mese, un lavoro da disprezzare a priori ed una zuffa di galline in TV per poterla commentare. No passion, no love, no more.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2751609287148403736?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2751609287148403736/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2751609287148403736' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2751609287148403736'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2751609287148403736'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/09/meccaniche-di-un-insieme-di-persone.html' title='Meccaniche di un insieme di persone perfettamente inutili'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2985986801392510744</id><published>2009-08-27T18:01:00.002+02:00</published><updated>2009-08-27T18:10:46.417+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Me and the sweet jungle'/><title type='text'>Lo slip nero che tanto rende figo</title><content type='html'>Mattina apatica, caldissima qui in citt&amp;agrave;. Ufficio sino alle 11 e 30, poi via con il mitico Attila (no, non lo conoscete... ma lo conoscerete!) per una veloce commissione, e poi alle 12 sono a 100 metri da casa mia, 39 gradi o circa e voglia di buttarsi in acqua. Per&amp;ograve; il fato mi &amp;egrave; avverso, ed incontro M. (...meglio un po' d'anonimato!), mia vecchia amica, in compagnia del suo boy dal simpatico nome di G., ma soprannominato J. dagli amici. Io non sono suo amico, chiarisco. Lei era ed &amp;egrave; la tipica bellona / belloccia che vive di superficialit&amp;agrave;, tentativi di lavoro con ovvio licenziamento per colpa del datore imbecille (sono tutti imbecilli), quattro chiacchiere sul governo ladro (indipendentemente dalla fazione politica, ma Berlusca pare essere cmq peggiore) e poi via a fare occhi dolci a G. detto J. e particolari sulla sua attivit&amp;agrave; di figo di professione: la mattina corre per 10 km, poi lavora in azienda (...lui &amp;egrave; un manager), poi palestra all'ora di pranzo, rientro in ufficio con la cravatta perfetta, qualcosina da mangiare, e poi la sera qualche attivit&amp;agrave; culturale e si esce a cena e dopocena. Inorridito per la perfezione a cui io non posso aspirare, mi sciolgo non solo per il caldo quando G. detto J. apre bocca per dire che usa solo slip o boxer neri, perch&amp;egrave; in questo modo quando ci sono le "perdite" (da lui definite "sgommate") non si notano, e questo inoltre fa presa sulle ragazze. Poi conclude dicendo che per chi fa vita dura come la sua, certe cose sono normali. Ovviamente, la mia amica M. a questo punto ormai non &amp;egrave; innamorata: &amp;egrave; ormai in crisi mistica d'amore per G. detto J. e ripete che ha sempre sognato un uomo cos&amp;igrave;. Tornato a casa, ho controllato i miei slip bianchi, che evidentemente sono tipici di noi perdenti. Per oggi, non mi sono cagato addosso... se l'avessi fatto, si sarebbe notato. Non effettuer&amp;ograve; un controllo sui boxer di G. detto J. e mi auguro per M. che oggi il caro G. detto J. non abbia avuto perdite.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2985986801392510744?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2985986801392510744/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2985986801392510744' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2985986801392510744'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2985986801392510744'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/08/lo-slip-nero-che-tanto-rende-figo.html' title='Lo slip nero che tanto rende figo'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-1027757102918079506</id><published>2009-08-21T13:22:00.003+02:00</published><updated>2009-08-24T19:34:28.389+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;editoriale'/><title type='text'>Giusto un passo dopo il punto di non ritorno</title><content type='html'>Ci sono artisti bravi, cos&amp;igrave; bravi da rendere ai nostri occhi semplice e ovvio ogni loro movimento. Indimenticabile Diego Armando Maradona mentre ipnotizzava il pallone (e le difese avversarie) durante i mondiali messicani dell'86... e sono ancora convinto  che non sia poi cos&amp;igrave; difficile diventare un rocker: lo hanno fatto gli U2, posso farlo anche io. Ci sono vite stupende, almeno da osservare da un punto privilegiato quale &amp;egrave; quello di chi una vita non la vive: pu&amp;ograve; risultare semplice leggere i gossip sui giornali scandalistici e commentare in modo ironico lo stile di vita di qualcuno, per poi per&amp;ograve; non accorgersi mai che in realt&amp;agrave;, persino essere una modella non sia assolutamente semplice... tante ore in palestra, rinunciare ai cibi ed alle ore piccole, a tanti eccessi cos&amp;igrave; banali che alla fine sono quasi normali. Insomma: nulla &amp;egrave; poi cos&amp;igrave; semplice quando lo si vive in prima persona. Pare semplice leggere la missione di un pilota di caccia intento a dover volare verso una meta sapendo che se non rifornir&amp;agrave; in volo il suo velivolo, semplicemente, precipiter&amp;agrave; per mancanza di carburante... c'&amp;egrave; un punto di non ritorno per ogni cosa, e magari, anche sapendo con certezza che pochi kilometri avanti ci sar&amp;agrave; un aereo pieno di combustibile pronto a darne a iosa, la paura, superato il punto di non ritorno, un po' c'&amp;egrave; sempre. &amp;Egrave; la paura di doversi affidare agli altri, la paura di essere noi quelli presenti ad un appuntamento, ma senza la necessaria controparte per renderlo efficace. Un po' il romanzo di una vita qualsiasi, tranne quelle dei grandi campioni: loro hanno fatto un po' da soli, e magari si sono anche fatti molto male, ma hanno fatto da soli. Chi ricorderebbe mai i dribbling di Maradona se il buon caro Diego quel dannato pallone l'avesse passato? Quel briciolo enorme di incoscienza che alla fine rende le cose pi&amp;ugrave; belle, storiche, degne di memoria. Cos&amp;igrave; &amp;egrave; il momento in cui si varca il punto di non ritorno, e si viene invasi di uno strano senso di felicit&amp;agrave;, di tranquillit&amp;agrave;, di euforia: i giochi sono fatti, e anche se innanzi potremmo avere la fine, c'&amp;egrave; qualcosa che a quel punto di prende e ci trascina oltre l'attimo, oltre le difficolt&amp;agrave;. E di punti di non ritorno, in questo particolare momento storico, ne stiamo vivendo tutti, tanti: &amp;egrave; un punto di non ritorno una firma su una richiesta di mutuo, mentre il lavoro &amp;egrave; altalenante ed il fondo del portafogli inizia ad emergere, cos&amp;igrave; come &amp;egrave; un punto di non ritorno (antico come il mondo) la scelta di tradire o non tradire le proprie fedi, siano esse religiose, affettive, ideologiche. Un po' come essere una prostituta: non si può esserlo "solo ogni tanto"... o lo si &amp;egrave;, o non lo si &amp;egrave;. In chiusura di questo numero di &lt;strong&gt;contro&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;stile&lt;/em&gt;, la nostra Pamela dir&amp;agrave; "o bianco o nero", ed io sono in pieno accordo, perch&amp;egrave; non si pu&amp;ograve; sempre vivere nel mezzo, nel centro della strada... essere l&amp;igrave; a mezzo campo a decidere se dribblare o passare, lasciando la squadra avversaria avanzare... o fare come lo Zar Nicola II, sanguinario e dubbioso, forse meno cattivo di quanto la storia l'abbia dipinto, magari semplicemente un uomo un po' indeciso. E cos&amp;igrave; nell'indecisione, pu&amp;ograve; capitare di superare il punto di non ritorno, e di perdere cos&amp;igrave; tanto tempo da non riuscire nemmeno a giungere alla meta. Per questo &amp;egrave; importante avere dei valori forti da rispettare, valori nei quali credere, valori da difendere... i mezzi cambiano, le mode cambiano, le persone cambiano, ma i veri valori restano. &amp;Egrave; lecito fermarsi, ragionarci su, rifletterci e farsi forse anche 1.000 e pi&amp;ugrave; domande, per poi ad un certo punto smettere i panni dell'avvoltoio attendista, e darsi da fare. Un po' quello che con &lt;strong&gt;contro&lt;/strong&gt;&lt;em&gt;stile&lt;/em&gt; abbiamo fatto noi tutti, nel nostro staff: abbiamo preso il coraggio a 4 mani, scelto una sede, fatto fronte ai costi di un avvio veloce, e deciso di proseguire lungo una strada difficile, in un momento difficile, in condizioni... "non facili", semplicemente perch&amp;egrave; crediamo nei nostri valori, e poco ci importa se c'&amp;egrave; chi dice no: ci sar&amp;agrave; sempre. Strano mi parrebbe ricevere una schiera di approvazioni. E le emozioni, quelle pi&amp;ugrave; profonde, sono bellissime: il dubbio, la paura, l’euforia, la voglia di non fermarsi mai, di proseguire forti come sempre... un mix forte, dolce, efficace, in grado di cambiare l'aspetto di una giornata, rendendola solare, anche se piove... o fredda, anche con 33 °C appena fuori dal balcone della mia stanza. Il mondo &amp;egrave; mosso da Amore, sesso, soldi... ognuno li ordini come meglio crede, ma alla fine, i valori in cui credere sono pochi, e grandi come poche cose al mondo possono essere grandi. Ognuno scelga se inseguire i fondoschiena di fiamme scelte tra le foto di Facebook / Badoo, o i soldi di un jackpot al Superenalotto, o l'Amore fatto di baci sotto le stelle e di casette piccole piccole, ma dense e piene d'Amore. I valori, quelli grandi, nel tempo non cambiano. Come non cambia la dolce stupida euforia che si prova dopo essersi lanciati nel vuoto, quando ancora non sappiamo se il paracadute si aprir&amp;agrave;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-1027757102918079506?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/1027757102918079506/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=1027757102918079506' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/1027757102918079506'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/1027757102918079506'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/08/giusto-un-passo-dopo-il-punto-di-non.html' title='Giusto un passo dopo il punto di non ritorno'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-1773182133790580521</id><published>2009-07-18T16:51:00.003+02:00</published><updated>2009-07-18T16:56:34.647+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose banali di ogni giorno'/><title type='text'>Cose leggermente fuori dalla norma</title><content type='html'>A pochi km da casa, a 80 all'ora con la mia auto, notando...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La vera domanda non &amp;egrave; "Come hanno fatto a...", bens&amp;igrave; "Perch&amp;egrave; l'hanno fatto!".&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/16072009064-757404.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/16072009064-757014.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/16072009063-733516.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/16072009063-733277.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/16072009062-733214.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/16072009062-732955.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-1773182133790580521?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/1773182133790580521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=1773182133790580521' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/1773182133790580521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/1773182133790580521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/07/cose-leggermente-fuori-dalla-norma.html' title='Cose leggermente fuori dalla norma'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-9101585434515098584</id><published>2009-07-08T21:34:00.003+02:00</published><updated>2009-07-08T21:39:01.316+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Frammenti di pensiero organizzato e coerente'/><title type='text'>Solo in alcuni momenti</title><content type='html'>Ci sono cose che non possono essere di ogni istante, perch&amp;egrave; le si possono assaporare solo in alcuni momenti. Certo, non sempre il loro gusto &amp;egrave; quello buono.&lt;br /&gt;Sotto assedio, sempre sotto assedio, con alla base della mia fortezza il tempo, lo stress, le bugie e i falsi ideali, sempre con la voglia di fare / dire / sognare / costruire e ricreare.&lt;br /&gt;Come i monaci zen, che disegnano sulla sabbia per poi distruggere e rifare.&lt;br /&gt;Il fine di tutto questo, non lo vedo.&lt;br /&gt;Un amico, qualche incomprensione, qualche screzio, ma son errori veniali.&lt;br /&gt;Tutto &amp;egrave; diverso, e niente sar&amp;agrave; mai pi&amp;ugrave; come prima. Per&amp;ograve; poi le cose si trasformano, e pare non sia cos&amp;igrave; solo Michael Jackson: anni a parlare, per restare sotto assedio. Lui, come tutti noi che abbiamo voglia di far sentire la nostra voce.&lt;br /&gt;Lui ha urlato pi&amp;ugrave; forte, al mondo, e sotto la sua fortezza ha ritrovato il mondo intero. Io vivo a bassa voce, e subisco meno.&lt;br /&gt;Potr&amp;ograve; essere sbagliato, condannato, sempre additato, ma non posso non provare ad ascoltare, quando qualcuno canta.&lt;br /&gt;Solo in alcuni momenti ci accorgiamo che basta poco a stare bene, e superare le incomprensioni. Eppure, come sempre, su poche incomprensioni, inciampiamo.&lt;br /&gt;In effetti, un senso di vuoto, &amp;egrave; quanto resta.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-9101585434515098584?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/9101585434515098584/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=9101585434515098584' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/9101585434515098584'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/9101585434515098584'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/07/solo-in-alcuni-momenti.html' title='Solo in alcuni momenti'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-9135675590991268399</id><published>2009-07-03T19:16:00.002+02:00</published><updated>2009-07-03T19:21:39.350+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose di lavoro'/><title type='text'>Il potere dei sogni e il potere dei soldi</title><content type='html'>Se per i soldi si uccide, per i sogni si muore...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ogni mese in redazione, tanto per cambiare, l'ultimo dei pezzi a giungere &amp;egrave; il mio. Sempre il mio. Eppure proprio l'editoriale meriterebbe di essere un po' pi&amp;ugrave; considerato da me che da sempre lo scrivo, e invece no: sempre scritto di getto, di fretta, scritto talora nella sala d'attesa di uno studio medico, talora nella sala d'aspetto di un aeroporto (come in questo caso), altre volte nel cuore della notte, altre praticamente dettato al direttore artistico, "..zzato nero" perch&amp;egrave; deve attendere me per chiudere il magazine ed inviarlo in stampa. Pare quasi che, tanta responsabilit&amp;agrave; (cio&amp;egrave; la pagina d'apertura di una rivista) sia poi poco considerata. Poi, a ben riflettere, pare non essere questo un caso isolato della vita odierna: da 30 anni molti terremotati dell'Irpinia ancora vedono chiaramente ogni giorno i segni del disagio iniziato nei primi anni '80, e ultimamente il ricordo &amp;egrave; limpido anche causa Abruzzo. La responsabilit&amp;agrave; di chi doveva agire, latita. Non discutiamo delle lungaggini politiche, e cio&amp;egrave; di quelle intraprese proprio da chi di responsabilit&amp;agrave; ne ha a iosa. Cos&amp;igrave;, appurato che io per primo non mi sottraggo alla regola fissa di prendere un po' alla leggera alcuni compiti, mi soffermo a riflettere sul potere che i soldi hanno ogni volta che appaiono. O che scompaiono, come in questo periodo. Un potere strano, fatto di persone che repentinamente cambiano atteggiamento, di rancori covati a lungo,e di mezze verit&amp;agrave;. In fin dei conti, come nessuno può sottrarsi alla regola delle responsabilit&amp;agrave; non prese adeguatamente, nessuno di noi (siamo tutti Maddalena) pu&amp;ograve; dire di non aver mai arrotondato il conto della spesa al ritorno dal supermercato, lasciando qualche euro in meno alla mamma, e magari aver fatto cifra pari in pizzeria: tanto, quando si &amp;egrave; in tanti, scappa che il proprio conto risulti pagato. Il potere dei soldi affascina, innegabilmente. Un jackpot da 80 milioni di euro in mano mia si trasformerebbe istantaneamente in una settimana di bagordi incontrollati, per poi magari rientrare un po' nei ranghi. Sfido chiunque a darmi torto o a fare il contrario. Per&amp;ograve;, se il potere dei soldi &amp;egrave; repentino, subitaneo, ancor pi&amp;ugrave; pericoloso pu&amp;ograve; essere il potere dei sogni. Se per i soldi si uccide, per i sogni si muore. La storia &amp;egrave; piena di nomi eternati su di una lapide per non aver accettato compromessi, per esser restati fieri ed eretti anche innanzi allo strapotere del denaro. Il denaro pu&amp;ograve; comprare un killer, ma non un eroe, n&amp;egrave; un uomo. In questo senso, il potere dei sogni, &amp;egrave; immenso... forse pi&amp;ugrave; lento a maturare, ma un uomo in grado di sognare, &amp;egrave; un uomo in grado di passare sopra ogni forma di denaro, di ricchezza. No, non &amp;egrave; cos&amp;igrave; semplice... pi&amp;ugrave; facile a dirsi, che a farsi. Per&amp;ograve;, tutto ci&amp;ograve; &amp;egrave; vero, ed &amp;egrave; rappresentato da coloro che sui libri di storia meritano un capitolo intitolato direttamente con il loro nome. Gente che ha fatto politica davvero, imprenditori che hanno amato la propria fabbrica ed i propri collaboratori, uomini sinceri che hanno tirato dritto avanti ad ogni stop della vita, con caparbiet&amp;agrave;, dirigendosi forse n&amp;egrave; verso il successo, n&amp;egrave; verso i soldi, ma direttamente al cuore dei propri sogni, sfiorando per qualche istante la felicit&amp;agrave;. E qualche istante di felicit&amp;agrave;, non &amp;egrave; poco: nessun jackpot mette in palio un sorriso. Le responsabilit&amp;agrave; spaventano, i soldi corrompono e tramutano, i sogni eternano. Il mix tra questi tre elementi, &amp;egrave; degno di esser considerato prossimo alla perfezione. No, non &amp;egrave; semplice. Cos&amp;igrave;, ascoltando la chiamata al gate per l'imbarco, salvo su file questi miei pensieri e continuo il percorso, forse cercando ancora di trovare la mia direzione, andando controcorrente, contro la logica, contro i soldi, mai contro i sogni, controversamente, controstile...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-9135675590991268399?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/9135675590991268399/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=9135675590991268399' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/9135675590991268399'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/9135675590991268399'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/07/il-potere-dei-sogni-e-il-potere-dei.html' title='Il potere dei sogni e il potere dei soldi'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-5854794867398886985</id><published>2009-06-13T09:54:00.004+02:00</published><updated>2009-06-13T09:57:26.153+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose banali di ogni giorno'/><title type='text'>Piccole grandi cose</title><content type='html'>Nuova sede per la Revoluxio... &amp;egrave; dalle piccole cose che nascono le grandi vittorie. Notare il portachiavi, regalo di una persona speciale...&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/13062009041-781795.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/13062009041-781751.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-5854794867398886985?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/5854794867398886985/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=5854794867398886985' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/5854794867398886985'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/5854794867398886985'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/06/piccole-grandi-cose.html' title='Piccole grandi cose'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-5391419777292293730</id><published>2009-06-03T14:11:00.003+02:00</published><updated>2009-06-03T14:23:39.137+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='A volte facciamo politica'/><title type='text'>Tiananman</title><content type='html'>Tiananman... per molti un modo di dire, per qualcuno un ricordo confuso (io avevo 10 anni circa all'epoca), per altri un modo per esaltare questo o quel partito.&lt;br /&gt;Una porcheria, nulla di pi&amp;ugrave;.&lt;br /&gt;Stime variabili tra i 200 e i 12.000 morti... si, assolutamente fuori scala la possibilit&amp;agrave; di errore, ma quando si parla di governo totalitario, questi sono i risultati.&lt;br /&gt;Totalitarismo... scrivo veloce questo mio pensiero perch&amp;egrave; parlando di Tiananman, un mio interlocutore parlava di "Cina comunista"... io preferisco parlare di regime totalitario, stupido. Mi rendo conto che nella definizione partitica massacro di Tiananman si nasconde la radice dell'odio. Quella radice cos&amp;igrave; dura a estirparsi. In fin dei conti, nessuna ideologia nasconde solo malvagit&amp;agrave;, ma anzi... per assurdo, persino nelle idee hitleriane si nascondevano spiragli di luce, ma questo certo non giustifica quanto la storia oggi insegna. Il nazionalsocialismo divenne totalitario, e come tale un errore. Stessa cosa che oggi accade ancora in Cina.&lt;br /&gt;Pertanto, solo un breve feroce pensiero rivolto ai martiri di Tiananman: il dialogo forse non potr&amp;agrave; fermare i carri armati, ma certamente, il dialogo pu&amp;ograve; sfidare il tempo, senza arrugginire.&lt;br /&gt;Onore a chi ha messo il suo sangue a disposizione del dialogo.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/Tianasquare-715173.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 207px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/Tianasquare-715170.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ah, curiosit&amp;agrave;... divertitevi a sfogliare i quotidiani in questi giorni (click online, è sufficiente) e noterete come viene diversamente apostrofata la vicenda Tiananman in questo anniversario. In effetti, siamo ancora distanti dalla volont&amp;agrave; di dialogare, cos&amp;igrave; comodamente incasellati nel difendere le nostre ridicole posizioni.&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-5391419777292293730?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/5391419777292293730/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=5391419777292293730' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/5391419777292293730'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/5391419777292293730'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/06/tiananman.html' title='Tiananman'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2225375669050119973</id><published>2009-05-12T20:48:00.005+02:00</published><updated>2009-05-12T20:59:20.863+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio senso dell&apos;Amore'/><title type='text'>1909, 1933, 1977</title><content type='html'>&lt;strong&gt;Lettera dalla trincea, 21 luglio 1969&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nasten'ka Nasten'ka...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora t’Amo, e scrivo sempre il tuo nome due volte, e vorrei forse pronunciarlo infinitamente sfiorando la tua pelle, che invece &amp;egrave; da me lontana. Sono avvolto dal niente. Attorno a me c'&amp;egrave; tanta gente, il filo spinato, la radio che trasmette onde d'attesa e paura: a volte nel silenzio c'&amp;egrave; un sottile terrore. Cos&amp;igrave; tanto rumore, da riempire il ventre. Questa &amp;egrave; la guerra, vista da vicino, molto vicino. Oggi non &amp;egrave; una giornata fredda, e sul fronte nemico tutto tace. Ogni tanto riesco anche a respirare. A volte da lontano il suono del vento ci fa letteralmente gelare il sangue, ma poi in un soffio tutto si riscalda: qui dicono che sia la stessa sensazione di una pallottola nel cuore, che alterna la paura al gelo, al calore, e poi all'abbandono. Ho paura: non ho voglia di provare il vento, quello che soffia una volta sola per poi lasciarti nella calma piatta. Ogni volta che sparo, i miei occhi si appoggiano al proiettile, e quasi lo vedo mentre cerca la fronte di un uomo al di l&amp;agrave; della trincea, che non mi conosce, eppur mi odia. Lo odio anche io. Ho paura, ed ho paura di non esser pi&amp;ugrave; capace di smettere di provare odio verso chi non conosco. Il tenente Drogo fra poco giunger&amp;agrave; per il cambio della guardia, e nell'attesa graffio questi fogli con la punta arida di un lapis, e perdona la mia calligrafia indecente e tremula tra i solchi di terra che sono ormai la mia culla, il mio letto, il mio tempo. Il mio tutto. Perdona il cattivo odore di queste pagine, ed il ritardo con cui ti giungeranno, mia Nasten'ka. Perdona me, se puoi, per la distanza da cui t'Amo ancora. Ho paura, e non posso smettere di creare mostri nella mia mente. Li combatto con il ricordo di te, di noi, e con il sogno di un ritorno ad una vita diversa da questa, o forse con un ritorno alla vita, perché questa non pu&amp;ograve; definirsi tale. Non pi&amp;ugrave;. Talora leggo Bukowski, e mi pare cos&amp;igrave; distante Hollywood. Il capitano Picard, ogni volta che ne parliamo, dice sempre che Hollywood non esiste, e che a 100 km da qui non c'&amp;egrave; una citt&amp;agrave;, e non c'&amp;egrave; una civilt&amp;agrave;... e non c'&amp;egrave; sua moglie, n&amp;egrave; ci sei tu. Esiste solo il nemico, accovacciato l&amp;igrave;, nel cuore di una trincea a 100 metri da questa mia. Mi aggrappo cos&amp;igrave; a te, a questa carta sporca di fango asciugato dal sole, al pensiero che un giorno avr&amp;ograve; una casa dove amarti sempre, ma senza prato... "detesto i prati. Tutti hanno un prato con l'erba. [...] E quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri, si diventa tutti gli altri”. &lt;strong&gt;(*)&lt;/strong&gt; Nasten'ka, cos&amp;igrave; lontana dalle mie dita, e da cos&amp;igrave; tanto tempo... a volte mi chiedo se sapr&amp;ograve; poi un giorno nuovamente esser delicato sui tuoi fianchi, ora che le mie mani conoscono solo il metallo del mio fucile, e la pelle liscia e profumata delle vecchie battone gi&amp;ugrave; al paese. Quando la guerra era solo una parola sul dizionario, ne ho dilapidate tante di fortune tra bordelli e le signore addobbate alle repliche della "Boh&amp;egrave;me", o truccando la mia Lambretta 125... e i tanti soldi degli anni trascorsi in Francia non son serviti a tenermi lontano da qui. Da tanto non leggo una tua lettera: qui al fronte da un po' non giunge quasi niente, e le poche notizie dal mondo non sono poi cos&amp;igrave; buone. Ho paura, ma in fin dei conti mi pare tutto normale. Ho paura perch&amp;egrave; mi accorgo che mi pare normale tutto questo. A volte vorrei mollare il fucile, camminare sino alla trincea nemica e una volta giunto l&amp;igrave;, chiedere se anche per loro sia normale aspettare di vedermi fare capolino con l'elmetto tra il filo spinato per usarmi come bersaglio. Non lo so se sapr&amp;ograve; mai uscirne. Mentre sono qui, penso a mio nonno, a mio padre, a me... dopo di me, potrebbe esserci il nulla, forse un nome in un sacrario, forse nemmeno quello, o forse la mia foto sulla parete della cucina di una casa che non conosco. La paura si traduce in molte forme, in molti volti che non riesco a focalizzare, come non riesco pi&amp;ugrave; a ricordare nemmeno il volto di mia madre. Perso qui, nel ventre di questa pianura, pian piano dimentico tutto, e m'accorgo di non ricordare quasi nulla di quella che era una vita normale, fatta di sere al cinema e birre al bar, discutendo di carburatori e le gomme migliori per la mia Alfa GT Junior... e non ricordo nemmeno il gusto di un bacio, Nasten'ka, o dei tuoi occhi, del tuo sorriso. Ho paura, ho paura di averlo dimenticato per sempre, ed ho paura che non mi aiuterai a riscoprirlo. Non ne parlo con nessuno, e nessuno parla di nulla, qui. Si resta in silenzio, e nel silenzio delle parole non dette, continuo a tenere la posizione, qui in trincea. In attesa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;(*)&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;da “Quello che importa &amp;egrave; grattarmi sotto le ascelle”, di... vabb&amp;egrave;, tanto non importa a nessuno!&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2225375669050119973?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2225375669050119973/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2225375669050119973' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2225375669050119973'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2225375669050119973'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/05/1909-1933-1977-lettera-dalla-trincea-21.html' title='1909, 1933, 1977'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-7287660921992434177</id><published>2009-05-11T23:46:00.002+02:00</published><updated>2009-05-11T23:48:15.487+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Il mio senso dell&apos;Amore'/><title type='text'>Dal sommario del prossimo Square Magazine...</title><content type='html'>Perch&amp;egrave; non ha una spiegazione la passione: nasce cos&amp;igrave;, senza troppe domande. Un po’ come la fede, come l’Amore, come la voglia di fermarsi a guardare i bimbi rincorrersi nel parco, disattivando la suoneria del proprio cellulare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Passione che batte senza un perch&amp;egrave;, affondando le radici in un continuo inno alla vita, che si rinnova in una continua sfida ad osare, ad andare "un po’ pi&amp;ugrave; in l&amp;agrave;" di quanto si possa realmente andare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Perch&amp;egrave; farebbe molto male accorgersi, una volta giunti al punto di non ritorno, di essere rimasti spaventosamente vicino al punto di partenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non mi sono reinventato cattivo, ma solo depurato di ogni oscena ingenuit&amp;agrave;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;(Diego Jadranska)&lt;/em&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-7287660921992434177?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/7287660921992434177/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=7287660921992434177' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/7287660921992434177'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/7287660921992434177'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/05/dal-sommario-del-prossimo-square.html' title='Dal sommario del prossimo Square Magazine...'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2321571843380394415</id><published>2009-04-20T18:36:00.006+02:00</published><updated>2009-04-20T19:05:18.466+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='L&apos;editoriale'/><title type='text'>Editoriale su Square Aprile 2009</title><content type='html'>&lt;i&gt;&lt;a href="http://issuu.com/squaremagazine/docs/square_aprile2009"&gt;(tratto da SQUARE, edizione Aprile 2009)&lt;/a&gt;&lt;/i&gt;&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Mattino, 7 e 57: appena chiusa la portiera della mia coup&amp;egrave;, l'autoradio Kenwood diffonde MP3 dalla USB Sony. Risorgo dal box e dirigo la mia Hyundai verso l'ufficio. Ancora un freddo giorno di un inverno che non &amp;egrave; mai nato, e forse per questo non vuol morire. Io, la mia auto, la musica: il volume &amp;egrave; cos&amp;igrave; alto che lo specchietto retrovisore trema, mentre sono in strada. Colpa degli U2: "Magnificent". Un altro giorno che mi separa solo dal giorno che seguir&amp;agrave;: anche oggi ci sar&amp;agrave; da affrontare un problema commerciale, dare un parere su una soluzione grafica, sostituire un fornitore che ha perso l'amore per il proprio lavoro, trovare qualcuno in grado di sistemare lo scanner di David, rispondere a 33 telefonate di gente che cerca solo un orecchio con cui sfogare un momento di amarezza, offrire 3 caff&amp;egrave; e farsene offrire altrettanti, accorgersi che la barba andava fatta il giorno prima. Sulle statali le prostitute dell'Est sono sempre al telefono, e mi chiedo se abbiano un contratto aziendale H3G o si giochino i guadagni in telefonate: forse si sentono sole, attorniate di finestrini abbassati. Arrivo a destinazione, parcheggio e tiro fuori la portadocumenti Roncato, inforco i Ray-Ban e dedico 30 minuti del mio orologio Lorenz ad un appuntamento, poi torno in strada: la Wind mi invia un SMS per dirmi che ho ricevuto un accredito di 0,03 euro, e intanto chiamo Attila per i primi gossip commerciali della giornata e David per le news editoriali. Adesso Wind mi informa che ne ho spesi 2 e 33 di euro, ma io sorrido: ho pur sempre un credito di 0,03. Auto, play, e via, avanti cos&amp;igrave; fino alle 19 o poco pi&amp;ugrave;, tra un intervallo di TG e 33 e-mail di cui 20 spam e 8 da cestino: quella che proponeva il Viagra meritava di esser presa in considerazione insieme all'offerta speciale sulle escort di lusso (&amp;egrave; tutto in saldo!) e cos&amp;igrave; la inoltro a David e Claudio, non si può mai sapere. SMS di Valentina: mi odia perch&amp;egrave; ancora non ho ancora scritto questo editoriale, e lei non vede l'ora di correggere i miei errori di punteggiatura, che invece io definisco semplicemente "diverse opinioni grammaticali". Scivola cos&amp;igrave; un giorno, passano le 20 e sar&amp;agrave; inutile chiamare in tipografia Stampa-Sud perch&amp;egrave; &amp;egrave; tardi e Paolo &amp;egrave; a calcetto: tutto chiuso ormai. David invece ha appena iniziato a lavorare, con una mano su Facebook ed una su Photoshop, e cos&amp;igrave; adesso si dovrà sorbire il mio stress, ma per fortuna lui &amp;egrave; in grado di far finta di ascoltare mentre continua a lavorare: io mi sfogo e son contento e lui ha prodotto un po' di pagine di Square. Visto che nessuno risponder&amp;agrave; al telefono, metto mano alle e-mail sul mio portatile Acer, e via a far preventivi &amp; contabilit&amp;agrave;. Ormai l'LCD Philips dice che i programmi di fascia pre-serale sono in chiusura, e il cervello &amp;egrave; in tilt: pu&amp;ograve; bastare per oggi. Una sosta in bagno per pisciar via una giornata che domani dovr&amp;agrave; nuovamente esser bevuta. Mi approssimo al vetro della finestra, e guardo al di l&amp;agrave; della silice trasparente: non piove e c'&amp;egrave; solo vento. Voglia di pizza, ma non da solo. Scorro la rubrica del Nokia per trovare qualcuno con cui leggere il men&amp;ugrave;, visto che David ha gi&amp;agrave; impegni con Isa. Elimino gli antipatici e quelli fuori citt&amp;agrave;, e gli OK son tutti spenti. Abbandono l'ufficio e mi rimetto in marcia verso l'auto, salutando il lampione che al mattino avevo visto stagliarsi sullo sfondo del cielo blu, ed ora &amp;egrave; acceso d'arancio per dare un po' di luce alle pietre bianche delle case fuori dalla redazione. Una signora in et&amp;agrave; da necrologio &amp;egrave; dietro una finestra a guardare la strada: ho fame, metto in moto e realizzo che manger&amp;ograve; da solo mentre scorgo le luci post-industriali di Barletta (*).Garage, mi stringo nel mio lungo cappotto nero e sono in pizzeria. Ordino una 4 formaggi e aspetto leggendo il credito residuo Wind, controllando l'agenda per il giorno dopo e origliando le chiacchiere degli altri avventori. Penso alla signora alla finestra vista poco prima, e penso alle prostitute dell'Est che all'alba torneranno sulla strada. Penso alle TV accese 24 ore su 24 a far compagnia a chi non ne ha. Penso ai cellulari spenti e a quelli accesi, ma distanti. Guardo gli occhi delle persone che incrocio mentre ordinano una pizza + birra da portar via e si accodano a me nell'attesa, e penso agli innamorati che passano su un rumoroso motorino 2 tempi proprio mentre tiro fuori il portafogli, cercando spiccioli tra gli scontrini dei bar e i biglietti da visita raccolti oggi. Mi separano solo due isolati da casa: ormai non ho nemmeno più voglia di vedere nessuno. Apro la porta in equilibrio precario tra chiavi e pizza, poi velocemente via i jeans e la cravatta, e non servir&amp;agrave; apparecchiare perch&amp;egrave; il cartone sar&amp;agrave; la mia tovaglia. Zapping, una macchia di salsa sulla mia camicia: fuck! SMS di qualcuno/a che scrive: "Scusa: non c'era segnale! Mi avrebbe fatto piacere una birra anzich&amp;egrave; questa solitudine con la TV". Sorrido e brindo tra i chiarori del teleschermo e la pizza fredda: condannato alla solitudine per assenza di segnale. In contumacia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;i&gt;(*) Citt&amp;agrave; della Puglia, ex polo industriale specializzato in manifattura tessile e calzaturiera di pessima qualit&amp;agrave;, oggi in decadenza per via di classi imprenditoriali di bassa cultura e lungimiranza.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2321571843380394415?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2321571843380394415/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2321571843380394415' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2321571843380394415'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2321571843380394415'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/04/il-mio-editoriale-su-square-aprile-2009.html' title='Editoriale su Square Aprile 2009'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-2338955550762248631</id><published>2009-03-24T14:58:00.003+01:00</published><updated>2009-03-24T15:01:13.380+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose di lavoro'/><title type='text'>Marzo del 2009</title><content type='html'>Lavorare, pensare, urlare, arrabbiarsi... qualcosa alla fine creare, per avere il senso di poterla lasciare oltre il tempo...&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" menu="false" quality="high" scale="noscale" salign="l" flashvars="mode=embed&amp;amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml&amp;amp;backgroundColor=000000&amp;amp;autoFlip=true&amp;amp;autoFlipTime=6000&amp;amp;documentId=090309112355-d1daca94a8294ad5b8d82591e3ff7274&amp;amp;docName=squaremarzo&amp;amp;username=squaremagazine&amp;amp;loadingInfoText=SQUARE%20%7C%7C%20num.%2006%20-%20Marzo%202009&amp;amp;et=1237903104388&amp;amp;er=47" style="width:420px;height:150px" name="flashticker" align="middle"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div style="width:420px;text-align:left;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com/squaremagazine/docs/squaremarzo?mode=embed&amp;amp;layout=http%3A%2F%2Fskin.issuu.com%2Fv%2Fcolor%2Flayout.xml&amp;amp;backgroundColor=000000&amp;amp;autoFlip=true&amp;amp;autoFlipTime=6000" target="_blank"&gt;Open publication&lt;/a&gt; - Free &lt;a href="http://issuu.com" target="_blank"&gt;publishing&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-2338955550762248631?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/2338955550762248631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=2338955550762248631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2338955550762248631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/2338955550762248631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/03/marzo-del-2009.html' title='Marzo del 2009'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-4392405754978571458</id><published>2009-03-18T10:50:00.003+01:00</published><updated>2009-03-18T11:01:17.351+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie e cose del genere'/><title type='text'>Sagome e necrologi</title><content type='html'>La sagoma &amp;egrave; quella di una donna, sugli ottanta e forse qualcosa oltre, che pareva quasi cercasse il proprio nome tra i necrologi... &amp;egrave; rimasta l&amp;igrave; a lungo, e mi ha fatto raggelare il sangue. Uno strano senso di distanza dai problemi di ogni giorno.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/18032009-734432.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/18032009-734424.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-4392405754978571458?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/4392405754978571458/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=4392405754978571458' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/4392405754978571458'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/4392405754978571458'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/03/sagome-e-necrologi.html' title='Sagome e necrologi'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-293871471318294968</id><published>2009-03-10T14:41:00.005+01:00</published><updated>2009-03-10T14:46:18.547+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose banali di ogni giorno'/><title type='text'>La cattiveria</title><content type='html'>A volte la cattiveria si nasconde dove meno crediamo... mentre mi aggiravo tra gli scaffali di una nota catena di ipermercati, ho trovato quanto sotto...&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/14022009-773357.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/14022009-773222.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;...mi chiedo cosa possano aver fatto di cos&amp;igrave; grave queste pantofole...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-293871471318294968?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/293871471318294968/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=293871471318294968' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/293871471318294968'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/293871471318294968'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/03/la-cattiveria.html' title='La cattiveria'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-508225569433438214</id><published>2009-03-06T17:23:00.002+01:00</published><updated>2009-03-06T17:25:54.124+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Storie e cose del genere'/><title type='text'>80 e 70 e nulla oltre</title><content type='html'>Entrambi malati, hanno deciso di farla finita. Una coppia britannica, marito e moglie, ha scelto la Svizzera per la dolce morte. Una decisione destinata a sollevare nuove polemiche perch&amp;egrave; Peter e Penny Duff non erano persone qualunque: lui era divenuto miliardario importando vino, Peter Duff era il patron del festival di Bath, la pi&amp;ugrave; rinomata localit&amp;agrave; termale d'Inghilterra.&lt;br /&gt;80 anni lui, 70 lei... al di l&amp;agrave; delle considerazioni morali, uno strano senso d'Amore pervade questa storia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-508225569433438214?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/508225569433438214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=508225569433438214' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/508225569433438214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/508225569433438214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/03/80-e-70-e-nulla-oltre.html' title='80 e 70 e nulla oltre'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-3160126326813705899</id><published>2009-02-23T13:26:00.002+01:00</published><updated>2009-03-06T17:27:16.641+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose di lavoro'/><title type='text'>Febbraio vuol dire quinto numero</title><content type='html'>L'&amp;egrave; dura di questi tempi, ma la bellezza ripaga tutto.&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" flashvars="mode=preview&amp;amp;previewLayout=white&amp;amp;username=SQUAREmagazine&amp;amp;docName=squaremagazine_febbraio2009&amp;amp;documentId=090210184751-4b7a9fafffe241c0a7de54723509aecd&amp;amp;autoFlip=true&amp;amp;backgroundColor=000000&amp;amp;layout=grey" style="width:425px;height:165px" name="flashticker" align="middle"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-3160126326813705899?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/3160126326813705899/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=3160126326813705899' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/3160126326813705899'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/3160126326813705899'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/02/febbraio-vuol-dire-quinto-numero.html' title='Febbraio vuol dire quinto numero'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-3860800767217606248</id><published>2009-02-02T14:33:00.003+01:00</published><updated>2009-02-02T14:38:45.909+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose di lavoro'/><title type='text'>Con la mente dentro gli anni '80</title><content type='html'>A volte capita di non riuscire a dormire perch&amp;egrave; la mente &amp;egrave; ancora in guerra, ancora attiva, e non smette di pensare. Passano cos&amp;igrave; ore, pensieri, idee...&lt;br /&gt;Forse mi accorgo solo in questi istanti di vivere nell'insoddisfazione, di non essere felice come vorrei, nonostante viva grandi amori, di cuore e pensieri.&lt;br /&gt;Forse finch&amp;egrave; non smetter&amp;ograve; di essere inquieto, avr&amp;agrave; un senso comunicare.&lt;br /&gt;Ero a cena, sabato sera... un tavolo non distante dal mio ospitava alcuni miei vecchi clienti, che da tempo ho lasciato perdere... erano sempre l&amp;igrave;, a parlare della loro BMW e al tempo stesso della crisi, a valutare cosa fare, senza aver mai compreso il loro tempo, figli di un padre che ha lasciato loro in eredit&amp;agrave; un'azienda avviata, ma rimasta nella mente degli attuali conduttori, ben radicata negli anni '80.&lt;br /&gt;C'&amp;egrave; cos&amp;igrave; poco da parlare in un mondo cos&amp;igrave;, eppure di sabato sera ricordo il brusio infernale del ristorante: un brusio vacuo. Quanto sarebbe utile in questi istanti il silenzio...&lt;br&gt;&lt;br /&gt;Approfitto... questo &amp;egrave; &lt;a href="http://www.revoluxio.com"&gt;SQUARE&lt;/a&gt; di Gennaio 2009...&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;embed src="http://static.issuu.com/webembed/viewers/style1/v1/IssuuViewer.swf" type="application/x-shockwave-flash" quality="high" scale="noscale" salign="l" flashvars="mode=preview&amp;amp;previewLayout=white&amp;amp;username=SQUAREmagazine&amp;amp;docName=www.squaremagazine.it&amp;amp;documentId=090130094228-46bbabaa049d42edb7b139937bad137d&amp;amp;autoFlip=true&amp;amp;backgroundColor=000000&amp;amp;layout=grey" style="width:425px;height:167px" name="flashticker" align="middle"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;div style="width:425px;text-align:left;"&gt;&lt;a href="http://issuu.com" target="_blank"&gt;Get your own&lt;/a&gt; - &lt;a href="http://issuu.com/squaremagazine/docs/www.squaremagazine.it?mode=embed&amp;amp;documentId=090130094228-46bbabaa049d42edb7b139937bad137d&amp;amp;layout=grey" target="_blank"&gt;Open publication&lt;/a&gt;&lt;a href="http://issuu.com/embed/guide?documentId=090130094228-46bbabaa049d42edb7b139937bad137d&amp;amp;width=425&amp;amp;height=301" target="_blank"&gt;&lt;img src="http://static.issuu.com/webembed/previewers/style1/v1/m3.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-3860800767217606248?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/3860800767217606248/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=3860800767217606248' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/3860800767217606248'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/3860800767217606248'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/02/con-la-mente-dentro-gli-anni-80.html' title='Con la mente dentro gli anni &apos;80'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-7051697006848828487.post-6626142860727071567</id><published>2009-01-29T18:10:00.003+01:00</published><updated>2009-01-29T18:12:59.732+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cose banali di ogni giorno'/><title type='text'>Alla fine resta sempre un piacere</title><content type='html'>Sporgersi dal balcone e guardare nel lunotto di un'automobile qualcosa di familiare... inutile negarlo: &amp;egrave; bello!&lt;br&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/CRW_2369-733710.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://www.francescogiannini.com/uploaded_images/CRW_2369-733664.jpg" border="0" alt="" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/7051697006848828487-6626142860727071567?l=www.francescogiannini.com%2Fblog.htm' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/6626142860727071567/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='https://www.blogger.com/comment.g?blogID=7051697006848828487&amp;postID=6626142860727071567' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/6626142860727071567'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/7051697006848828487/posts/default/6626142860727071567'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://www.francescogiannini.com/2009/01/alla-fine-resta-sempre-un-piacere.html' title='Alla fine resta sempre un piacere'/><author><name>Francesco Giannini</name><uri>http://www.blogger.com/profile/01634874951871354957</uri><email>joshua.francesco@tiscali.it</email><gd:extendedProperty xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' name='OpenSocialUserId' value='05316878943523362758'/></author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></entry></feed>