Il potere dei sogni e il potere dei soldi
Se per i soldi si uccide, per i sogni si muore...
Ogni mese in redazione, tanto per cambiare, l'ultimo dei pezzi a giungere è il mio. Sempre il mio. Eppure proprio l'editoriale meriterebbe di essere un po' più considerato da me che da sempre lo scrivo, e invece no: sempre scritto di getto, di fretta, scritto talora nella sala d'attesa di uno studio medico, talora nella sala d'aspetto di un aeroporto (come in questo caso), altre volte nel cuore della notte, altre praticamente dettato al direttore artistico, "..zzato nero" perchè deve attendere me per chiudere il magazine ed inviarlo in stampa. Pare quasi che, tanta responsabilità (cioè la pagina d'apertura di una rivista) sia poi poco considerata. Poi, a ben riflettere, pare non essere questo un caso isolato della vita odierna: da 30 anni molti terremotati dell'Irpinia ancora vedono chiaramente ogni giorno i segni del disagio iniziato nei primi anni '80, e ultimamente il ricordo è limpido anche causa Abruzzo. La responsabilità di chi doveva agire, latita. Non discutiamo delle lungaggini politiche, e cioè di quelle intraprese proprio da chi di responsabilità ne ha a iosa. Così, appurato che io per primo non mi sottraggo alla regola fissa di prendere un po' alla leggera alcuni compiti, mi soffermo a riflettere sul potere che i soldi hanno ogni volta che appaiono. O che scompaiono, come in questo periodo. Un potere strano, fatto di persone che repentinamente cambiano atteggiamento, di rancori covati a lungo,e di mezze verità. In fin dei conti, come nessuno può sottrarsi alla regola delle responsabilità non prese adeguatamente, nessuno di noi (siamo tutti Maddalena) può dire di non aver mai arrotondato il conto della spesa al ritorno dal supermercato, lasciando qualche euro in meno alla mamma, e magari aver fatto cifra pari in pizzeria: tanto, quando si è in tanti, scappa che il proprio conto risulti pagato. Il potere dei soldi affascina, innegabilmente. Un jackpot da 80 milioni di euro in mano mia si trasformerebbe istantaneamente in una settimana di bagordi incontrollati, per poi magari rientrare un po' nei ranghi. Sfido chiunque a darmi torto o a fare il contrario. Però, se il potere dei soldi è repentino, subitaneo, ancor più pericoloso può essere il potere dei sogni. Se per i soldi si uccide, per i sogni si muore. La storia è piena di nomi eternati su di una lapide per non aver accettato compromessi, per esser restati fieri ed eretti anche innanzi allo strapotere del denaro. Il denaro può comprare un killer, ma non un eroe, nè un uomo. In questo senso, il potere dei sogni, è immenso... forse più lento a maturare, ma un uomo in grado di sognare, è un uomo in grado di passare sopra ogni forma di denaro, di ricchezza. No, non è così semplice... più facile a dirsi, che a farsi. Però, tutto ciò è vero, ed è rappresentato da coloro che sui libri di storia meritano un capitolo intitolato direttamente con il loro nome. Gente che ha fatto politica davvero, imprenditori che hanno amato la propria fabbrica ed i propri collaboratori, uomini sinceri che hanno tirato dritto avanti ad ogni stop della vita, con caparbietà, dirigendosi forse nè verso il successo, nè verso i soldi, ma direttamente al cuore dei propri sogni, sfiorando per qualche istante la felicità. E qualche istante di felicità, non è poco: nessun jackpot mette in palio un sorriso. Le responsabilità spaventano, i soldi corrompono e tramutano, i sogni eternano. Il mix tra questi tre elementi, è degno di esser considerato prossimo alla perfezione. No, non è semplice. Così, ascoltando la chiamata al gate per l'imbarco, salvo su file questi miei pensieri e continuo il percorso, forse cercando ancora di trovare la mia direzione, andando controcorrente, contro la logica, contro i soldi, mai contro i sogni, controversamente, controstile...
Ogni mese in redazione, tanto per cambiare, l'ultimo dei pezzi a giungere è il mio. Sempre il mio. Eppure proprio l'editoriale meriterebbe di essere un po' più considerato da me che da sempre lo scrivo, e invece no: sempre scritto di getto, di fretta, scritto talora nella sala d'attesa di uno studio medico, talora nella sala d'aspetto di un aeroporto (come in questo caso), altre volte nel cuore della notte, altre praticamente dettato al direttore artistico, "..zzato nero" perchè deve attendere me per chiudere il magazine ed inviarlo in stampa. Pare quasi che, tanta responsabilità (cioè la pagina d'apertura di una rivista) sia poi poco considerata. Poi, a ben riflettere, pare non essere questo un caso isolato della vita odierna: da 30 anni molti terremotati dell'Irpinia ancora vedono chiaramente ogni giorno i segni del disagio iniziato nei primi anni '80, e ultimamente il ricordo è limpido anche causa Abruzzo. La responsabilità di chi doveva agire, latita. Non discutiamo delle lungaggini politiche, e cioè di quelle intraprese proprio da chi di responsabilità ne ha a iosa. Così, appurato che io per primo non mi sottraggo alla regola fissa di prendere un po' alla leggera alcuni compiti, mi soffermo a riflettere sul potere che i soldi hanno ogni volta che appaiono. O che scompaiono, come in questo periodo. Un potere strano, fatto di persone che repentinamente cambiano atteggiamento, di rancori covati a lungo,e di mezze verità. In fin dei conti, come nessuno può sottrarsi alla regola delle responsabilità non prese adeguatamente, nessuno di noi (siamo tutti Maddalena) può dire di non aver mai arrotondato il conto della spesa al ritorno dal supermercato, lasciando qualche euro in meno alla mamma, e magari aver fatto cifra pari in pizzeria: tanto, quando si è in tanti, scappa che il proprio conto risulti pagato. Il potere dei soldi affascina, innegabilmente. Un jackpot da 80 milioni di euro in mano mia si trasformerebbe istantaneamente in una settimana di bagordi incontrollati, per poi magari rientrare un po' nei ranghi. Sfido chiunque a darmi torto o a fare il contrario. Però, se il potere dei soldi è repentino, subitaneo, ancor più pericoloso può essere il potere dei sogni. Se per i soldi si uccide, per i sogni si muore. La storia è piena di nomi eternati su di una lapide per non aver accettato compromessi, per esser restati fieri ed eretti anche innanzi allo strapotere del denaro. Il denaro può comprare un killer, ma non un eroe, nè un uomo. In questo senso, il potere dei sogni, è immenso... forse più lento a maturare, ma un uomo in grado di sognare, è un uomo in grado di passare sopra ogni forma di denaro, di ricchezza. No, non è così semplice... più facile a dirsi, che a farsi. Però, tutto ciò è vero, ed è rappresentato da coloro che sui libri di storia meritano un capitolo intitolato direttamente con il loro nome. Gente che ha fatto politica davvero, imprenditori che hanno amato la propria fabbrica ed i propri collaboratori, uomini sinceri che hanno tirato dritto avanti ad ogni stop della vita, con caparbietà, dirigendosi forse nè verso il successo, nè verso i soldi, ma direttamente al cuore dei propri sogni, sfiorando per qualche istante la felicità. E qualche istante di felicità, non è poco: nessun jackpot mette in palio un sorriso. Le responsabilità spaventano, i soldi corrompono e tramutano, i sogni eternano. Il mix tra questi tre elementi, è degno di esser considerato prossimo alla perfezione. No, non è semplice. Così, ascoltando la chiamata al gate per l'imbarco, salvo su file questi miei pensieri e continuo il percorso, forse cercando ancora di trovare la mia direzione, andando controcorrente, contro la logica, contro i soldi, mai contro i sogni, controversamente, controstile...
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