venerdì 18 settembre 2009

In Italia non manca il lavoro ma la cultura del lavoro

Questa è "pari pari" la risposta che ho ricevuto da un candidato... premetto, non sono impazzito, ma ho realmente ricevuto una e-mail di risposta ad un chiarissimo annuncio da me posizionato, ho chiamato, e mi son sentito dire...

Non ho mai pensato di vendere spazi pubblicitari e la parola "agente rivenditore" mi fa anche un po' senso. Si tratta evidentemente di un errore.

Ora mi chiedo... al di là dell'ovvio fatto che la persona in questione ha mandato in giro curriculum a raffica, "centrando" anche lavori che non azzeccano nulla con la sua qualifica... e questa condotta di invio folle di curriculum è assolutamente ovvia... il punto è che oggi come oggi non sappiamo nemmeno rispondere con cortesia, e ci permettiamo di giudicare. Ebbene... il curriculum della persona in questione è inerente il mondo dei free-lance in ambito di realizzazione siti web. Cioè? Qui arriva la cosa divertente: questa persona lavora esclusivamente grazie agli ordini che le vengono passati da aziende come la mia. Aziende che hanno al loro attivo degli agenti venditori, i quali si fanno il culo, vendono, e permettono di vivere a gente così.

In poche parole, questa persona dimostra di avere la lungimiranza di una giovane donna vergine in visita senza protezione ad un braccio di stupratori condannati a morte: lei dice che gli agenti fanno senso... poi, mi piacerà vedere con quali lavori si porterà il pane a casa.

Assurdo.

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venerdì 3 luglio 2009

Il potere dei sogni e il potere dei soldi

Se per i soldi si uccide, per i sogni si muore...

Ogni mese in redazione, tanto per cambiare, l'ultimo dei pezzi a giungere è il mio. Sempre il mio. Eppure proprio l'editoriale meriterebbe di essere un po' più considerato da me che da sempre lo scrivo, e invece no: sempre scritto di getto, di fretta, scritto talora nella sala d'attesa di uno studio medico, talora nella sala d'aspetto di un aeroporto (come in questo caso), altre volte nel cuore della notte, altre praticamente dettato al direttore artistico, "..zzato nero" perchè deve attendere me per chiudere il magazine ed inviarlo in stampa. Pare quasi che, tanta responsabilità (cioè la pagina d'apertura di una rivista) sia poi poco considerata. Poi, a ben riflettere, pare non essere questo un caso isolato della vita odierna: da 30 anni molti terremotati dell'Irpinia ancora vedono chiaramente ogni giorno i segni del disagio iniziato nei primi anni '80, e ultimamente il ricordo è limpido anche causa Abruzzo. La responsabilità di chi doveva agire, latita. Non discutiamo delle lungaggini politiche, e cioè di quelle intraprese proprio da chi di responsabilità ne ha a iosa. Così, appurato che io per primo non mi sottraggo alla regola fissa di prendere un po' alla leggera alcuni compiti, mi soffermo a riflettere sul potere che i soldi hanno ogni volta che appaiono. O che scompaiono, come in questo periodo. Un potere strano, fatto di persone che repentinamente cambiano atteggiamento, di rancori covati a lungo,e di mezze verità. In fin dei conti, come nessuno può sottrarsi alla regola delle responsabilità non prese adeguatamente, nessuno di noi (siamo tutti Maddalena) può dire di non aver mai arrotondato il conto della spesa al ritorno dal supermercato, lasciando qualche euro in meno alla mamma, e magari aver fatto cifra pari in pizzeria: tanto, quando si è in tanti, scappa che il proprio conto risulti pagato. Il potere dei soldi affascina, innegabilmente. Un jackpot da 80 milioni di euro in mano mia si trasformerebbe istantaneamente in una settimana di bagordi incontrollati, per poi magari rientrare un po' nei ranghi. Sfido chiunque a darmi torto o a fare il contrario. Però, se il potere dei soldi è repentino, subitaneo, ancor più pericoloso può essere il potere dei sogni. Se per i soldi si uccide, per i sogni si muore. La storia è piena di nomi eternati su di una lapide per non aver accettato compromessi, per esser restati fieri ed eretti anche innanzi allo strapotere del denaro. Il denaro può comprare un killer, ma non un eroe, nè un uomo. In questo senso, il potere dei sogni, è immenso... forse più lento a maturare, ma un uomo in grado di sognare, è un uomo in grado di passare sopra ogni forma di denaro, di ricchezza. No, non è così semplice... più facile a dirsi, che a farsi. Però, tutto ciò è vero, ed è rappresentato da coloro che sui libri di storia meritano un capitolo intitolato direttamente con il loro nome. Gente che ha fatto politica davvero, imprenditori che hanno amato la propria fabbrica ed i propri collaboratori, uomini sinceri che hanno tirato dritto avanti ad ogni stop della vita, con caparbietà, dirigendosi forse nè verso il successo, nè verso i soldi, ma direttamente al cuore dei propri sogni, sfiorando per qualche istante la felicità. E qualche istante di felicità, non è poco: nessun jackpot mette in palio un sorriso. Le responsabilità spaventano, i soldi corrompono e tramutano, i sogni eternano. Il mix tra questi tre elementi, è degno di esser considerato prossimo alla perfezione. No, non è semplice. Così, ascoltando la chiamata al gate per l'imbarco, salvo su file questi miei pensieri e continuo il percorso, forse cercando ancora di trovare la mia direzione, andando controcorrente, contro la logica, contro i soldi, mai contro i sogni, controversamente, controstile...

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martedì 24 marzo 2009

Marzo del 2009

Lavorare, pensare, urlare, arrabbiarsi... qualcosa alla fine creare, per avere il senso di poterla lasciare oltre il tempo...

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lunedì 23 febbraio 2009

Febbraio vuol dire quinto numero

L'è dura di questi tempi, ma la bellezza ripaga tutto.

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lunedì 2 febbraio 2009

Con la mente dentro gli anni '80

A volte capita di non riuscire a dormire perchè la mente è ancora in guerra, ancora attiva, e non smette di pensare. Passano così ore, pensieri, idee...
Forse mi accorgo solo in questi istanti di vivere nell'insoddisfazione, di non essere felice come vorrei, nonostante viva grandi amori, di cuore e pensieri.
Forse finchè non smetterò di essere inquieto, avrà un senso comunicare.
Ero a cena, sabato sera... un tavolo non distante dal mio ospitava alcuni miei vecchi clienti, che da tempo ho lasciato perdere... erano sempre lì, a parlare della loro BMW e al tempo stesso della crisi, a valutare cosa fare, senza aver mai compreso il loro tempo, figli di un padre che ha lasciato loro in eredità un'azienda avviata, ma rimasta nella mente degli attuali conduttori, ben radicata negli anni '80.
C'è così poco da parlare in un mondo così, eppure di sabato sera ricordo il brusio infernale del ristorante: un brusio vacuo. Quanto sarebbe utile in questi istanti il silenzio...

Approfitto... questo è SQUARE di Gennaio 2009...

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mercoledì 21 gennaio 2009

Square numero zero di Giugno 2008

Di poche parole, di molti fatti... a volte è dolce ricordare il luogo da cui tutto ha avuto inizio...

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