martedì 12 maggio 2009

1909, 1933, 1977

Lettera dalla trincea, 21 luglio 1969

Nasten'ka Nasten'ka...

Ancora t’Amo, e scrivo sempre il tuo nome due volte, e vorrei forse pronunciarlo infinitamente sfiorando la tua pelle, che invece è da me lontana. Sono avvolto dal niente. Attorno a me c'è tanta gente, il filo spinato, la radio che trasmette onde d'attesa e paura: a volte nel silenzio c'è un sottile terrore. Così tanto rumore, da riempire il ventre. Questa è la guerra, vista da vicino, molto vicino. Oggi non è una giornata fredda, e sul fronte nemico tutto tace. Ogni tanto riesco anche a respirare. A volte da lontano il suono del vento ci fa letteralmente gelare il sangue, ma poi in un soffio tutto si riscalda: qui dicono che sia la stessa sensazione di una pallottola nel cuore, che alterna la paura al gelo, al calore, e poi all'abbandono. Ho paura: non ho voglia di provare il vento, quello che soffia una volta sola per poi lasciarti nella calma piatta. Ogni volta che sparo, i miei occhi si appoggiano al proiettile, e quasi lo vedo mentre cerca la fronte di un uomo al di là della trincea, che non mi conosce, eppur mi odia. Lo odio anche io. Ho paura, ed ho paura di non esser più capace di smettere di provare odio verso chi non conosco. Il tenente Drogo fra poco giungerà per il cambio della guardia, e nell'attesa graffio questi fogli con la punta arida di un lapis, e perdona la mia calligrafia indecente e tremula tra i solchi di terra che sono ormai la mia culla, il mio letto, il mio tempo. Il mio tutto. Perdona il cattivo odore di queste pagine, ed il ritardo con cui ti giungeranno, mia Nasten'ka. Perdona me, se puoi, per la distanza da cui t'Amo ancora. Ho paura, e non posso smettere di creare mostri nella mia mente. Li combatto con il ricordo di te, di noi, e con il sogno di un ritorno ad una vita diversa da questa, o forse con un ritorno alla vita, perché questa non può definirsi tale. Non più. Talora leggo Bukowski, e mi pare così distante Hollywood. Il capitano Picard, ogni volta che ne parliamo, dice sempre che Hollywood non esiste, e che a 100 km da qui non c'è una città, e non c'è una civiltà... e non c'è sua moglie, nè ci sei tu. Esiste solo il nemico, accovacciato lì, nel cuore di una trincea a 100 metri da questa mia. Mi aggrappo così a te, a questa carta sporca di fango asciugato dal sole, al pensiero che un giorno avrò una casa dove amarti sempre, ma senza prato... "detesto i prati. Tutti hanno un prato con l'erba. [...] E quando si tende a fare le cose che fanno tutti gli altri, si diventa tutti gli altri”. (*) Nasten'ka, così lontana dalle mie dita, e da così tanto tempo... a volte mi chiedo se saprò poi un giorno nuovamente esser delicato sui tuoi fianchi, ora che le mie mani conoscono solo il metallo del mio fucile, e la pelle liscia e profumata delle vecchie battone giù al paese. Quando la guerra era solo una parola sul dizionario, ne ho dilapidate tante di fortune tra bordelli e le signore addobbate alle repliche della "Bohème", o truccando la mia Lambretta 125... e i tanti soldi degli anni trascorsi in Francia non son serviti a tenermi lontano da qui. Da tanto non leggo una tua lettera: qui al fronte da un po' non giunge quasi niente, e le poche notizie dal mondo non sono poi così buone. Ho paura, ma in fin dei conti mi pare tutto normale. Ho paura perchè mi accorgo che mi pare normale tutto questo. A volte vorrei mollare il fucile, camminare sino alla trincea nemica e una volta giunto lì, chiedere se anche per loro sia normale aspettare di vedermi fare capolino con l'elmetto tra il filo spinato per usarmi come bersaglio. Non lo so se saprò mai uscirne. Mentre sono qui, penso a mio nonno, a mio padre, a me... dopo di me, potrebbe esserci il nulla, forse un nome in un sacrario, forse nemmeno quello, o forse la mia foto sulla parete della cucina di una casa che non conosco. La paura si traduce in molte forme, in molti volti che non riesco a focalizzare, come non riesco più a ricordare nemmeno il volto di mia madre. Perso qui, nel ventre di questa pianura, pian piano dimentico tutto, e m'accorgo di non ricordare quasi nulla di quella che era una vita normale, fatta di sere al cinema e birre al bar, discutendo di carburatori e le gomme migliori per la mia Alfa GT Junior... e non ricordo nemmeno il gusto di un bacio, Nasten'ka, o dei tuoi occhi, del tuo sorriso. Ho paura, ho paura di averlo dimenticato per sempre, ed ho paura che non mi aiuterai a riscoprirlo. Non ne parlo con nessuno, e nessuno parla di nulla, qui. Si resta in silenzio, e nel silenzio delle parole non dette, continuo a tenere la posizione, qui in trincea. In attesa.

(*) da “Quello che importa è grattarmi sotto le ascelle”, di... vabbè, tanto non importa a nessuno!

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lunedì 11 maggio 2009

Dal sommario del prossimo Square Magazine...

Perchè non ha una spiegazione la passione: nasce così, senza troppe domande. Un po’ come la fede, come l’Amore, come la voglia di fermarsi a guardare i bimbi rincorrersi nel parco, disattivando la suoneria del proprio cellulare.

Passione che batte senza un perchè, affondando le radici in un continuo inno alla vita, che si rinnova in una continua sfida ad osare, ad andare "un po’ più in là" di quanto si possa realmente andare.

Perchè farebbe molto male accorgersi, una volta giunti al punto di non ritorno, di essere rimasti spaventosamente vicino al punto di partenza.

Non mi sono reinventato cattivo, ma solo depurato di ogni oscena ingenuità.

(Diego Jadranska)

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sabato 26 luglio 2008

Odio Wanda e poi le altre

Tutto passa, e non c'è ovvietà grande come questa, ma vera.
Mi hanno detto che quando scrivo, lascio un po' della mia anima. Magari alla gente può non piacere o interessare la mia anima, ma il fatto stesso di poterla prendere, è motivo per venir qui... per chiederla.
Quante volte prendiamo qualcosa solo perchè è... gratis? Non rispettiamo le cose che non sudiamo per avere. A volte, troppo spesso, anche i sentimenti...
Alcuni sentimenti sono a pagamento: una puttana la si paga, e per quanto lei non avrà memoria di noi nemmeno dopo 30 secondi, noi la rispettiamo. L'abbiamo pagata.
Una donna innamorata, invece, non si paga. Però non la si apprezza sempre: le si critica il modo di vestire, i chili di troppo, la stanchezza...
Un uomo innamorato non è diverso da una donna innamorata: siamo troppo abituati a fare questo discorso a senso unico, ma...
Un uomo innamorato concede l'anima, come me quando scrivo... la concede e basta, senza chieder nulla, o solo un bicchiere di scotch ogni tanto.
Si cerca di dare conforto quando il lavoro gira storto, o quando qualche amica non manda abbastanza SMS... si è sempre pronti con l'automobile a far da cavalier serventi, e non si discutono le cene con i parenti. Non si discute di nulla possa dar fastidio, e ci si mette i paraocchi per strada perchè anche solo guardare altre donne potrebbe esser reato.
Non si fa l'Amore e non si vive un rapporto di pelle, e quindi nemmeno di cuore.
Si impara a parlare e comunicare per dire quel che si prova e sente, e ci si accorge che poi lei nemmeno legge questo blog.
Ci si fa in 4, forse ci si fa il culo, ed alla fine niente... tutto vuoto, nemmeno una telefonata o un SMS, nemmeno ci si sforza di capire il perchè si possa esser giunti così in basso.
Odio Wanda, e da lei tutte le altre che mi hanno fatto male... ci sono donne che odiano uomini perchè si con comportati da cani, però alla fine restano al loro fianco... ed io mi chiedo se invece l'essermi comportato fino ad oggi in modo (credo) corretto, a qualcosa sia servito.
Io oggi ho il cuore chiuso e non è facile vivere senza aria...
Forse non dovrei concedere dilazioni di pagamento ai miei clienti, non oltre i termini stabiliti, nè dovrei rispondere al telefono dopo le 20,00 o nei festivi.
Forse non dovrei tornare a casa presto per non far preoccupare mia madre, che in fin dei conti si preoccupa per default, nè dovrei lasciarmi ammansire dai consigli paterni.
Forse non dovrei avere più pietà e lasciarmi andare a quel che dentro mi rugge. Ho osservato gli altri piangere e nel pianto continuare a rubare, per esser poi oggi ricchi e con un fazzoletto in mano, ed io che piango solo quando c'è pioggia e vento, d'esser fiero alla fine non mi vanto, perchè derubando solo me stesso del mio tempo, oggi sono tanti anni più vecchio perchè ho vissuto addosso anche le croci di altre pelli.
Odio quindi Wanda, e da lei tutte le altre che non sono state nè donne, nè femmine... solo carne posata su ossa. Io non sono così, e non lo diverrò.

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mercoledì 23 luglio 2008

Quando rifletto allora dico

Se quando parlo non vengo ascoltato, poi mi vien naturale lucidare la mia lama.
Se quando chiedo, non ho risposta, poi mi vien naturale guidare la mia moto.
Se quando creo, mi si scaraventa contro il mondo, poi è ovvio che io preferisca correr contro il vento.
Se quando amo, mi si offre pianto, non mi posso bagnare per sempre nella stessa lacrima.

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giovedì 17 luglio 2008

Katana

C'è sempre qualcosa che si agita, anche quando il mare appare calmo. Le correnti più forti sono quelle che in superficie non traspaiono... e le giornate più calde sono quelle senza sole, quando l'aria ti si appiccica addosso.

Cerco qualcosa di nuovo che non trovo, perchè non so cosa cerco: non è un paradosso, ma quel che già conosco, poi non mi interessa... quel che dall'Amore cerco è il rinnovo continuo di un bacio solo.

Perchè ogni spada taglia poi 1.000 gole sempre e solo dallo stesso filo.

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mercoledì 16 luglio 2008

It's very simple

Mi sono rotto i coglioni.

A chi mi chiede perchè non parli, rispondo solo che è il silenzio di chi si è rotto i coglioni di dire sempre la stessa cosa.

A che serve regalare rose blu se poi chi li riceve stringe fortemente solo le spine?

Non mi arrendo... come sempre, mai mi arrendo, e resto in piedi contro il vento, per quanto forte sia, ma ho voglia di stare un po' in silenzio. Troverò una rosa senza spine: ci riuscirò, perchè amo le sfide... amo vincerle...

Banale e crudele, feroce e veloce al tempo stesso, il pensiero: potrò certo trovare una rosa liscia, il Santo Graal dei miei pensieri... per poi dividerlo con chi, se attorno a me avrò solo il silenzio di chi non mi ha accompagnato nella ricerca, nella lotta?

Miss me...

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lunedì 26 maggio 2008

100 di questi blog

...e così son arrivato al centesimo blog. Così, quasi scherzando.
In 100 blog ne accadono tante, di cose... quasi morto, quasi trasferito negli U.S.A., quasi single o quasi sposato.

Quasi.

Troppo spesso è un semplice "quasi" che divide i nostri giorni dall'essere eccellenti... giorni "quasi" eccellenti, e quindi, solo semplici giorni.

Giorni dietro una scrivania, giorni di routine, giorni sempre uguali e giorni nei quali non ci accorgiamo che la vita sta volando via.

Eppure è tutto un attimo: l'attimo in cui capisci che non "devi" rispondere al telefono, ma che qualcuno ti sta chiamando. Non è la stessa cosa... ed il mio tempo vale.

A chi dice di amarmi, a chi dice di odiarmi, ed a me che mi guardo nello specchio sempre di corsa ogni mattina... sempre più di corsa...

A chi dice di volermi uccidere, a chi vorrebbe proteggermi, a chi vorrebbe farmi credere che può far di me quel che vuole...

A chi si scopa ogni sera una tipa diversa, e chi scopa via la morte lasciando il giorno tra le labbra del suo amore, ed a chi invece scopa via la vita non accorgendosi aggiungendo errore su errore...

A chi mi chiederà di capire chi io sia, rispondo che sono "quasi" a casa mia.

...e poco conta se solo ora ho capito che sono vivo solo quando cavalco il lato oscuro di me stesso: si può amare anche illuminati di luce di Luna.

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mercoledì 14 maggio 2008

All I need is love

Quasi mezzanotte di un giorno iniziato tante, tante ore fa.
Erano le 6 e 30, jeans e chiavi della coupè, che anche nei momenti difficili ho ancora voglia di continuare a girare con 4 metri e mezzo di auto... Bisceglie, Giovinazzo, prime telefonate, caffè, via per Trani... 2 soste per parole veloci (...parole, parole, parole...), e senza aver avuto tempo di pigiare "play" sul lettore CD dell'auto, ecco l'ufficio, telefonate, ancora caffè, clienti (...quelli importanti, non posso passarli ad un account!), e poi, problemi vari...
Pranzo, in ritardo di 60 minuti perchè se un account ha bisogno di qualcuno, quel qualcuno son solo io!
Un piatto di riso (...e non abito a Pechino!), e poi via... "avrei" 2 ore per dedicarmi a... nulla: arriva una telefonata, e devo spostarmi a correggere virgole, ma è giusto così...
No, cavolo... ho lasciato la coupè senza grattino, ma anche questa volta mi è andata bene! Bancomat (...non ne trovavo mai il tempo, ed ero ormai senza un centesimo da 7 giorni, e non potevo offrire nè cappuccini, nè altro!), e via per Andria, ex S.S. 98, lasciandomi la solita bruna a sinistra ad attirare sguardi di uomini con la "u" minuscola, per 3 lunghe ore di consulenza.
Statale 231, sono le 10 di sera: ho voglia di una doccia, un piatto caldo, e finalmente schiaccio il maledetto "play" sul lettore CD della Hyundai... c'è Elisa, "Sleeping in your hand", ma mi sento così solo, così lontano da tutto, forse anche da me.
Ripenso alla possibilità di mollare tutto: Los Angeles, una vita diversa, un lavoro strapagato, e dovrei solo accettare, ma... forse non ho le palle, o forse fin troppo grosse, per non mollare qui chi su me si affida.
...ma io a chi mi affido?
All I need is love, e talora mi chiedo se sia chieder troppo.
Così ora che la notte per me inizia, che la musica mi gira in cuffia, che la mia amica di penna giapponese si è appena svegliata, mentre Jim in California saluta il tardo pomeriggio, rendendomi conto di quanto relativo sia il tempo, anche solo pensando che - al di là dello schifo per i soldi - non riesco a trovare neanche il tempo di spenderli, al di là di tutto, mi siedo qui, spengo i cellulari, stacco il telefono, inizio a spuntare la lista delle cose da fare, guardo il file contenente il mio romanzo e gli sussurro che neanche stanotte sarò con lui...
Mi verso un amaro, lo bevo scrivendo al mondo, o ai quei quattro gatti che alla fine mi leggono... mi pare zucchero questo Jagermaister, dopo un giorno così.
All I need is love... and I think isn't too much what I'm looking 4!

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martedì 1 aprile 2008

Le cose di ogni giorno

Mio padre ha una boccia di plastica, con 3 pesci rossi, ed ogni mattina alle 7 o poco più, cambia l'acqua, e sorride ai pesci nell'acqua trasparente.
Mia madre ha un grembiule ed è sempre stanca, sempre apprensiva, e quando mio padre cambia l'acqua ai pesci, lei è a letto e dorme.
Poi, mio padre torna spesso a letto per un po', io mi alzo dal mio ed apro la loro porta, e per un attimo li guardo, e son felice.
La mia ragazza è un Amore: ha 2 occhi vispi ed il sorriso nel cuore, e mi vuole un bene che non si può descrivere.
Il mondo attorno a me cambia, e talora io non riesco a seguirlo. Non importa: lo so che non potrò sempre correre, e così ho deciso di imparare più spesso a fermarmi.

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lunedì 11 febbraio 2008

Nuvole di notte

Quando diventi così veloce ad operare sul PC da mettere in crisi il processore, forse è il caso di preoccuparsi un po'...

...ma è notte, e c'è bella musica in diffusione nella mia stanza, ho voglia di vedere il domani con gli occhi che mi appartengono, blu di voglia, come il Cielo che domani mi guiderà verso rabbia & sangue, e tante cose belle che non immagino.

Non ci sono nuvole di notte, ma c'è vento, e se mettessi un'armonica fuori dalla mia finestra, la melodia sarebbe dolce e cadenzata, come il ritmo del sesso e del grande seno di una donna che ha voglia di far l'Amore, adesso!

Buonanotte a chi mi ama.

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sabato 9 febbraio 2008

Too much is not enough

Vorrei avere tutto il tempo del mondo, chiuso in un attimo.
Chiuso in questo secondo.

Sono fottutamente innamorato della notte quando placida mi conquista, e posso perdermi nell'infinito correndo, pur non camminando, ma traguardando l'immensità che non mi spaura negli occhi di una donna pura.

Dedicato a chi non comprende.

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lunedì 28 gennaio 2008

Quanto in fondo

...forse sulla superficie, ma potrebbe scivolare via.
...forse un po' più giù, più in fondo di quanto tu non sia mia, non sia mai stata mia.
...forse verrà fuori dopo la prima pioggia, o forse l'ultima, o coverà a lungo sotto la neve.

...forse è lontana, ma c'è, ed in ognuno di noi splende, una maledetta poesia.

Forse una sola strofa, o forse un'ode o forse niente, ma lei è sempre lì splendente.

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venerdì 16 novembre 2007

About la parola Amore

Scrivo un post e penso all'Amore, ed alle infinite forme con cui riviste ogni cuore.
Penso all'Amore di quando non si parla, e ci si fonde con abbracci e sospiri infiniti, ed all'Amore di quando non ci si crede, e si scopre via via che l'oggetto dei nostri pensieri è spesso al di là dei nostri controlli...
Penso all'Amore che non pensa a me, che non pensa come me... penso all'Amore a cui non credo ed a quello che non credo di avere, e mi rendo conto di quanto sia difficile Amare, e quante vie ci siano ogni giorno ogni respiro ogni gemito ogni mentre da esplorare.
Penso di non saper ancora Amare, ma di voler imparare.
Penso che vorrei far l'Amore senza parlare, per poter toccare la passione.
Penso, ma non vorrei pensare...

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sabato 27 ottobre 2007

Oggi compio 30 anni e quasi non me ne accorgo

A volte, analizzo le statistiche del mio sito. Pura curiosità, nulla oltre.
Capita che tra le chiavi di ricerca, si nascondano cose carine... talora cose strane... oggi ho trovato questa key: "scoprire con chi si era sposati nelle vite precedenti e come ritrovarlo"...
Mi ha lasciato un po' stranito, proprio oggi, poi, giorno in cui compio 30 anni, giorno del mio compleanno.
Una donna, o un uomo, alla ricerca di un Amore che non ha mai conosciuto, ma che evidentemente sente forte nel cuore, nell'anima, nell'eco di una primavera che fu.
Una donna, o un uomo, alla ricerca dell'Amore perduto.
Una persona alla ricerca di un Amore tanto grande da esser rimasto dentro, anche oltre la vita, al di là di quel che è stato, di quel che ora non esiste più.
Alla fin fine, è il senso stesso della vita: eternare l'Amore e non farlo mai finire, continuando a rincorrerlo all'infinito, in un ciclo di vite che non si basa sul tempo, ma sulla sete di essere.
Eternare l'Amore, eternare il sentimento, e non l'ego... rincorrere l'essere, e non il possesso dell'essere.
Così, mi giudico fortunato: io in questo giorno d'autunno sono nato 30 anni fa, e da 30 anni cammino, che sia pioggia o vento, sole o neve... cammino, e mi rendo conto che sono innamorato...

Un bacio a Te, mia Rossana... un bacio alle persone che mi fanno sentire vivo, che con me camminano, e mi tengono vivo nella passione che brucia... un bacio all'Amore che porto dentro, e che voglio, fortemente voglio far volare sempre.

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venerdì 12 ottobre 2007

Io non dico

Potrei dire che son triste perchè a volte mi trovo a colloquiare con gente che della mediocrità ha fatto la propria bandiera.
Non lo dico, e nemmeno sono triste.

Potrei dire che son deluso di aver sempre più preso coscienza che molte delle persone che ho incrociato nella mia vita, erano semplicemente fantasmi di vite precedenti.
Non lo dico, e nemmeno son deluso.

Potrei dire che sono stanco di fare le ore piccole per affermare un progetto che ha come unico scopo quello di uscire non dai confini a noi imposti dalle corporation dell'immagine, bensì dai limiti nei quali noi stessi ci siamo chisi.
Non lo dico, e nemmeno sono stanco.

Potrei dire che mi è indifferente vedere un amico passeggiare per strada con lo sguardo perso, avendo da poco perso il padre...
Non lo dico, e nemmeno resto indifferente: mi ha fatto male vederlo.

Io non dico.
Io non dico nulla.

Ero innamorato, resto innamorato, e non c'è niente di più bello di una donna che Ti aspetta e non vede l'ora di far l'Amore con Te, scopando via i pensieri neri di una serie di giornate animate di squallide figure che non faranno mai l'Amore...

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martedì 2 ottobre 2007

Dei doni e delle brutte parole e degli amori senza cuore

Dici che un po' ti faccio ridere.
Dici che un po' ti faccio commuovere.

...ma poi, lo sai cosa diceva Hank?

È bello vivere di emozioni, è bello vivere d'amore.
Resta da capire cosa sia l'amore.

Oggi non sono profondo, o forse lo sono troppo...
Oggi sono stanco.

Non ho il dono della sintesi.

Oggi scrivo ungarettianamente.
Ho corteggiato donne belle.
Ho amato donne bellissime.
Sono stato amato da donne da copertina.
Amo una donna oltre ogni definizione.
Amo.

Non me la tiro: dico il vero.
Non mi chiedere come abbia fatto: me lo sono sempre chiesto.

L'amore è strano.
L'amore è così.
L'amore è tutto ciò che non ci è dato sapere.

Non ho il dono della sintesi.
Spero di avere presto il dono dell'amore.

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venerdì 10 agosto 2007

Frammenti

Senza troppe spiegazioni... un frammento lontano, lontano, lontano.
Non ha senso, o forse si... non ha nome, nè cognome, e se l'avrebbe, non conterebbe.
Non conta nulla quando è un frammento caduto in acqua, affondato, e lasciato lì, indietro, tra le cose che ci portiamo addosso.
Ognuno dedichi un attimo di silenzio a se stesso, chiuda gli occhi e guardi il mondo che si è lasciato dietro: è facile pensare che sarebbe stato migliore... non serve, ma per un attimo, fermo i miei occhi e ticchetto il mio orologio verso ovest...

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domenica 15 luglio 2007

Testamento

Non serve esser passati a miglior vita per stendere un testamento... e non mi riferisco a disposizioni in merito a beni terreni.
Testamento è ciò che si può lasciare per sempre, oltre gli oggetti, oltre la pietra, oltre il ricordo... è l'epitaffio che si può imprimere nell'anima, senza paternità o perchè: semplicemente, questo è il mio motivo di essere, motivo per essere...

Io credo in Te!

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mercoledì 16 maggio 2007

Dedicato a Te

Una cosa bella è essere innamorati... si può essere innamorati di tante cose: innamorati della vita in quanto tale, o dei colori con i quali il Sole si diverte ad illuminare le cose più banali... il cofano della mia auto mentre riflette le luci arancioni dei lampioni stradali, l'odore della pizza mentre si aspetta la propria fetta, il gusto del vino fresco nelle sere di Luglio, quando l'Estate sembra ancora infinita.
Il gusto dell'infinito... strano, ma noi esseri mortali siamo bravi a credere di essere infiniti, sempre consci di non esserlo, ma sempre capaci di crederlo.
Che strano...
Eppure sono innamorato... innamorato dei dribling di Diego Armando Maradona durante i mondiali dell'86, o delle pieghe di Valentino Rossi... del rumore dello scarico della mia Kawasaki, o del tepore del mare della mia città...
Innamorato del suono della mia chitarra, della voce di Maria Callas, del sound degli U2... mi piacciono le favole e sono innamorato della strega di Biancaneve, che a mio avviso è una donna bellissima!
Sono innamorato di tutto il mondo, condensato poi nei 2 occhi neri della donna che Amo, che mi è vicina nei giorni, nelle ore, e che osserva silenziosa il mio procedere nella vita. Sono innamorato della sua capacità di darmi Amore incondizionatamente, della sua capacità di stare in silenzio, della sua bellezza, del suo sorriso, che da solo è in grado di smuovere forse non un pianeta, ma di sicuro il pianeta in me.
Così, se ogni mattina rivolgo un pensiero ad un Dio troppo grande per essere incasellato in una religione terrena, continuo a chiedere solo una cosa: gli occhi dell'anima, per poter ammirare ogni giorno, il più a lungo possibile, l'Amore condensato in 2 occhi neri...

P.S.: Dedicato a Te, Rossana... solo a Te, Rossana...

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