Sinceramente, odio quelle persone che dicono di non fare politica nelle loro canzoni, o nei loro blog... un individuo anche solo dal modo in cui cammina, trasmette un messaggio politico... odio che ritiene che la politica sia un gioco di partiti: la politica è il nostro diritto di esistere e di farci sentire.
Così non nego che questo blog, di tanto in tanto, esprime non il mio pensiero sul mio mondo, ma sul mondo attorno a me, e diviene fortemente politico...
Su RaiUno, fra poche sere, andrà in onda uno speciale sull'immigrazione, mentre ormai è consuetudine la notizia al TG della sera del salvataggio da parte della Guardia Costiera di un certo numero di disperati a bordo di barconi.
Non oso pensare a quanti non siano stati salvati. Non oso pensare... la sensazione di cadere in acqua, di sentirla nel naso, nelle orecchie, di andare giù e sentirla nei polmoni, sentire il gusto salino che si impossessa del proprio corpo...
Tutto questo, per entrare in Italia... anzi: per uscire dal proprio paese.
No, non sono razzista, anzi... penso a quanto male debbano stare questi nostri fratelli che lasciano la loro casa, le loro mogli ed i figli (non sempre hanno denaro sufficiente per portare tutti con sè), ed affrontare la probabilità elevata di morire.
A volte ho pensato che forse, nel loro paese, non hanno mezzi d'informazione... ma sin dai tempi di Giulio Cesare, quando le notizie viaggiavano solo a voce, nell'arco di pochi mesi, tutto l'impero era a conoscenza delle cose importanti. Sono decenni che questi disperati giungono da noi: di certo, sanno bene, nei loro territori natii, che molti, in realtà, fanno una orribile fine.
Ed anche il prezzo del viaggio pare non sia economico... e così, faccio mente locale e mi chiedo: se il viaggio è così rischioso, e la tariffa tale da comportare anni di sacrifici, le risposte si riassumono a due sole: o è una popolazione di emeriti stupidi, oppure nel loro paese stanno male, davvero male... e fino ad oggi, l'essere umano ha dimostrato di essere intelligente, quindi credo che una delle due probabili risposte, sia da escludere.
Andiamo oltre... l'Italia, ed ancor più la Germania, nel secondo dopoguerra, erano a pezzi. Forse oggi non possiamo comprendere, ma erano a pezzi... l'Irlanda, in una carestia della metà dello scorso millennio, divenne così povera, che molta gente morì ammalata per aver mangiato sterco di vacca. Eppure, l'Irlanda, appena 100 anni dopo, era in piedi: non florida, ma in piedi... la Germania, ove non era rimasto in piedi nulla (U.S.A. ed Unione Sovietica specialmente non furono molto accomodanti quando giunsero a Berlino), ha ricostruito... con gli aiuti, ma ha ricostruito.
L'Asia, che 100 anni fa in alcune delle sue zone era totalmente... in epoca preistorica, oggi produce vetture e tecnologia: mentre scrivo, digito su una tastiera "made in vattelapescadove". Non saranno tutti ricchi in Asia, ma non scappano sui barconi: il gioco non vale la candela.
Allora mi rendo conto che l'Africa è un problema più profondo... è un problema che non si è mai voluto nemmeno affrontare, e nemmeno lontanamente quindi tentare di risolvere. Un problema pesante, però, che deve esser risolto.
Manca la volontà... si sono mandati carri armati a presidiare mezzo mondo, ma mai in Africa: forse lì non ci sono risorse facili da sfruttare, e lì occorre fare investimenti, quelli veri, per creare un futuro, ma i grandi magnati della finanza ed i loro esponenti politici, ovviamente non hanno interesse a seminare in questa vita per far raccogliere ai figli dei loro figli.
Io sinceramente sarei ben lieto di rinunciare ad un po' di soldini miei, e di aggiungerli a quelli che la Repubblica Italiana potrebbe risparmiare smaltendo un po' di Enti Statali e strutture inutili annesse (almeno 60/70.000 posti di lavoro di persone inutili, e sovrapagate, come ampiamente dimostrato nel best-seller "La casta"), e fare poi in modo che questi soldi vengano dati (!) ad una o due nazioni del continente nero, per creare con imprese italiane delle infrastrutture, agevolare l'ingresso di aziende italiane in territorio africano, usando manodopera a costo più basso, ma non sfruttato... pian piano, i barconi diminuirebbero, gli scafisti diverrebbero banditi locali in patria loro... avremmo un risparmio in termini di assistenza sociale e costi per i clandestini. Soprattutto, equilibreremmo la bilancia del benessere...
Non accade in 10 giorni... ci vorranno forse 200 anni, però io le palle per iniziare ce le ho: metto i primi 50 euro... adesso ne aspetto altri 50 (di euro) ed almeno 1 (di Ente Statale inutile da chiudere). Così, io avrò un nipote che, giocando con il nipotino di Bush (o di Moore, il suo denigratore preferito, che comunque si imbratta di star system, e di star system "olezza"...), potrà parlare bene di me.
Ovvio: con questa azione, esporteremmo in Africa anche problemi, oltre a benefici, ma credo che sarebbero problemi minori.
Lo dimostra il fatto che nessun italiano paga uno scafista per andare in Nigeria.
Oggi il post era un po' lungo, ma mi andava così... ormai siete un centinaio a leggermi fedelmente (grazie per le e-mail!)... la prossima uscita politica sarà sull'Islam... mi sa che mi beccherò un'atomica dall'Iran!
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