giovedì 27 agosto 2009

Lo slip nero che tanto rende figo

Mattina apatica, caldissima qui in città. Ufficio sino alle 11 e 30, poi via con il mitico Attila (no, non lo conoscete... ma lo conoscerete!) per una veloce commissione, e poi alle 12 sono a 100 metri da casa mia, 39 gradi o circa e voglia di buttarsi in acqua. Però il fato mi è avverso, ed incontro M. (...meglio un po' d'anonimato!), mia vecchia amica, in compagnia del suo boy dal simpatico nome di G., ma soprannominato J. dagli amici. Io non sono suo amico, chiarisco. Lei era ed è la tipica bellona / belloccia che vive di superficialità, tentativi di lavoro con ovvio licenziamento per colpa del datore imbecille (sono tutti imbecilli), quattro chiacchiere sul governo ladro (indipendentemente dalla fazione politica, ma Berlusca pare essere cmq peggiore) e poi via a fare occhi dolci a G. detto J. e particolari sulla sua attività di figo di professione: la mattina corre per 10 km, poi lavora in azienda (...lui è un manager), poi palestra all'ora di pranzo, rientro in ufficio con la cravatta perfetta, qualcosina da mangiare, e poi la sera qualche attività culturale e si esce a cena e dopocena. Inorridito per la perfezione a cui io non posso aspirare, mi sciolgo non solo per il caldo quando G. detto J. apre bocca per dire che usa solo slip o boxer neri, perchè in questo modo quando ci sono le "perdite" (da lui definite "sgommate") non si notano, e questo inoltre fa presa sulle ragazze. Poi conclude dicendo che per chi fa vita dura come la sua, certe cose sono normali. Ovviamente, la mia amica M. a questo punto ormai non è innamorata: è ormai in crisi mistica d'amore per G. detto J. e ripete che ha sempre sognato un uomo così. Tornato a casa, ho controllato i miei slip bianchi, che evidentemente sono tipici di noi perdenti. Per oggi, non mi sono cagato addosso... se l'avessi fatto, si sarebbe notato. Non effettuerò un controllo sui boxer di G. detto J. e mi auguro per M. che oggi il caro G. detto J. non abbia avuto perdite.

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mercoledì 31 dicembre 2008

Le cose che voglio per i prossimi 365 giorni

Questo 2008 schifoso finisce. Mancano poche ore, e sono sicuro, per fortuna, che non si salverà. Tempo di bilanci... sono KO, sono stanco.
Basta con tutto.
Nel 2009 finirò il mio fottutissimo romanzo e lo pubblicherò, e poi lavorerò sodo ma non oltre orario. Diventerò un po' più ricco e perderò 10 kg e mi allenerò come si deve.
Mi sono rotto, basta con tutto.
Basta con chi non ha rispetto del rispetto che io ho sempre portato al mondo.
Se migliorare vuol dire diventare bestie, allora sia.
Perchè sarò una bestia migliore.
Buon 2009.

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mercoledì 24 dicembre 2008

Stop alle comunicazioni

Il cellulare con cui solitamente contattiamo i candidati alle nostre richieste di lavoro... spento.
Pochi minuti dopo, ho messo "off" la linea telefonica Revoluxio, e poi aggiornato e sincronizzato il mio cellulare personale con la rubrica Outlook dopo aver scaricato la posta. Niente di nuovo, sincronia... stop, chiuso Outlook.
Ho buttato un saluto su Facebook, ed ora tocca a Blogger... e poi spegnerò il mio cellulare personale.
Non me ne vogliate: questo Natale è fatto di silenzio, e Amore.
Che possa esser dolce.

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lunedì 17 novembre 2008

Paris

E nulla più...

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martedì 11 novembre 2008

Parigi

Non ci sono, vado a Parigi... pochi giorni, ma sarà diverso.
Ho preso una decisione: lascio il cellulare qui...

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giovedì 24 luglio 2008

Tom Tom

Sarebbe bello se fosse possibile impostare la rotta per conoscere qualcuno...
Non un indirizzo, ma un sogno, o un pensiero: destinazione sorriso, o destinazione intrigo.
Scegliere come punto d'interesse l'arte o la storia, o semplicemente dire ad alta voce al proprio Tom Tom: "Stasera ho voglia di parcheggiare la mia moto accanto al mare, lì dove potrò trovar qualcun con cui guardare le stelle e magari stare anche solo in silenzio, ma stare bene come non sto da tempo!".
Scegliere come destinazione il balcone di Romeo e Giulietta, per poi accorgersi che lei non ha le lunghe trecce, e magari per la prima volta scoprire che il suo accento non è proprio italiano...

"Oh, Romeo Romeo.... perchè sei tu, Romeo?"

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sabato 19 luglio 2008

Di poche parole

Semplicemente, era da un po' di tempo che non mi sentivo così: io, la mia moto, ed il blu del Cielo sopra una striscia d'asfalto.

100 Km dopo aver iniziato a pensare, il mondo torna ad essere blu.

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giovedì 22 maggio 2008

Giorni di luce

Finiranno, in effetti già lo so.
Non saranno, non dureranno, e mi sorpasseranno.
Ogni cosa sorpasserà me, adesso, ed il pianeta intero.

Masterizzerò un nuovo CD che presto mi annoierà, e tornerò a cantare "Wish you were here", ed emozionarmi ancora.
Scaricherò un film in anteprima, e non finirò di vederlo.
Penserò ad una nuova idea, e ne avrò una in più prima di finire di realizzarla.

Questi giorni di luce, questi giorni non hanno rime, nè assonanze, ma vaghe sonorità ipnotiche. La poesia di questi giorni è una poesia fatta di quel qualcosa che non so capire. Una poesia chiusa negli occhi delle prostitute lungo le strade che faccio mentre sono in auto, o nel sound degli scarichi della Kawasaki che oggi ha ripreso a cantare.

La poesia degli oggetti che un tempo parlavano piano, ed oggi restano in silenzio, perchè nel mio poco tempo, non trovano spazio.

Giorni di luce, a volte violacea.
Il mondo mi sta cambiando addosso, e sto correndo così tanto da non avere il tempo di notarlo.

Please, datemi un motivo per fermarmi, anche un attimo, come fra le tette immense di una donna che abbia voglia di far l'Amore per scacciar via la morte.

Stand-by mentre sto correndo...

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domenica 18 maggio 2008

A little crush

Da grande sono indeciso su quel che farò: l'Uomo Ragno, oppure Bat Man? Diciamo che l'Uomo Ragno mi è sempre stato simpatico, ma la parte più nera di me, dice che dovrei fare Bat Man...

Per ora, non lo so... nel dubbio, mi alleno con ragni e pipistrelli.

Il mondo intorno a noi si mescola spesso tanto follemente con il mondo interno a noi, al punto che perdiamo la capacità di distinguerli. Camminiamo verso una meta che spesso non ci appartiene, non è quella desiderata, non quella sognata, ma solo quella presente sulla strada nella quale ci ritroviamo.

A volte, tagliare il traguardo, significa in realtà essere infinitamente distanti da dove vorremmo, o dovremmo essere.

Just a world away.

Non ci accorgiamo che l'Amore ci sfiora mentre corriamo sulla nostra moto, o che qualcuno si interessa a noi, a quel che siamo, quel che siamo davvero.

Crush, every little crush...

A volte qualcuno ci porge una sedia, e crediamo sia poco... a volte qualcuno si preoccupa del nostro sorriso, e di colpo sarebbe bello poter rubare un po' di Sole per dire grazie.

Inizia la notte, inizia il mio nero: adesso lavoro, penso e sono, adesso che tutto è lontano, in fondo alla mia stanza, riflesso, ci sono solo io.

Soundtrack di questa notte: David Bowie, "Thursday's child"... ma fino a quando basterà la notte?

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lunedì 12 maggio 2008

I soldi mi fanno schifo

...tra una notte che non vale ed un giorno che non viene, mi ritrovo qui, dove tutte le cose sono iniziate.

Ormai sono anni, tanti tanti anni, che una parte consistente di me, vive qui. Credo fosse il 1997, l'anno in cui compresi per la prima volta che un PC poteva essere qualcosa in più di un semplice editor di testi, o ausilio grafico... non ero interessato alla programmazione, nè ai videogame, ma alla Rete, alla grande Rete, si... lo ero.

L'idea di poter salutare qualcuno in Giappone mentre mia nonna bestemmiava in dialetto stretto, mi faceva sentir strano: forse in quel tempo non pensavo all'idea di poter far denaro con una tecnologia tale, ma di certo mi affascinava.

A dire il vero, ancor oggi non credo molto al denaro, non ci penso. I soldi mi fanno schifo, sempre più: voglio guadagnarli per spenderli, per poter far regali, per poter comprare case ed automobili, un bel vestito e poi... e poi sognare, lavorare, guadagnare, ma non me ne frega nulla di averli o no. Mi basta poter pagare un caffè (...o un cappuccino, stanti le ultime richieste!) a chi mi pare OK, mi basta aver soldi per la benzina nel serbatoio della mia Kawasaki, ed il tempo di cambiarle olio e candele, e poi del resto non mi importa un cavolo.

Se nel 1997 iniziava la mia avventura nel mondo del web, oggi, 10 e più anni dopo, mi ritrovo ad un passo da una cosa che non mi sarei mai aspettato di riuscire a fare: coronare un risultato, 18 mesi di lavoro folle, senza avere quasi nessuna possibilità di riuscita... a breve sarà completo il "progetto Square", per il quale ho lavorato 18 lunghi mesi, senza un centesimo (...anzi!), senza un aiuto, se non i pochi membri della mia square (...ed il mitico Dave!), senza un conforto (...mai nessuno a credere in me, eh?)...

Così, adesso, mi ritrovo con 10 kg in più, tasso di colesterolo da far abbassare, stress a 1.000, ma non durerà... la soddisfazione di aver cavato il famoso ragno dal buco me la porterò addosso come l'odore del sesso di una donna dai biondi capelli comparsa come un angelo nel mio letto.

Fondamentalmente, era il 1997 e pensavo che fare qualcosa con sentimento sarebbe stato sufficiente per vivere. Sbagliavo, e sbaglio ancora quando lo penso, ma alla fine ho capito che ho la testa dura, e non posso comportarmi per quel che non sono: il "progetto Square" è un progetto fatto di sentimento, passione, arte, coerenza... se porterà denaro, non me ne frega niente: tanto già so che lo consumerei male.

Quel che so, è che perderò 10 kg, si abbasserà il colesterolo e tornerò a sorridere, e mi porterò addosso non forse qualche milione di euro, ma un sorriso che non finirà, decisamente non finirà...

Amo credere, amo vivere, amo amare.

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lunedì 14 aprile 2008

Conto alla rovescia

Ci sono momenti in cui ci si sente "aridi", consumati... altri in cui si è euforici, senza sosta o limite.
Quasi 18 mesi sono passati da quando il "progetto Square" è stato concepito: sono tanti, 18 mesi... tanti per un imprenditore che si gioca tutto, esattamente tutto: fegato, soldi, tranquillità, affetti.
Nel bene o nel male, stiamo andando verso la fine di questa lunga preparazione... sono stanco, ingrassato, distrutto, ma caparbio come sempre.
Prima di perdere il sonno, voglio riuscire a dimostrare a me stesso per primo, chi io davvero sia.
Talora è bello mettere se stessi al proprio posto.

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mercoledì 19 marzo 2008

Quando il tempo finisce

Da un po' manco da queste parti... no, nessuna negazione del blog, e non voglio assentarmi: semplicemente, il tempo cala, diviene poco.

A volte la giornata finisce senza nemmeno aver avuto il tempo di farla iniziare: eventi accaduti al mattino, una volta giunta sera, paiono lontani settimane...

Corro, corro in auto, corro al telefono... corro, e sono stanco, e vorrei poter dormire un po' di più...

Non è questo il momento, ma va bene così: un caffè virtuale a tutti.

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venerdì 23 novembre 2007

Grandi aspettative

È il titolo di un libro di Dickens... un bel libro.
Un libro triste.
La vita fatta di aspettative, la vita fatta di domande inutili, la vita fatta di risposte solo immaginate, la vita fatta di tutte quelle cose che io per primo non conosco.
Oggi ho parlato al cellulare con un paio di persone, ed una delle due era stupida. L'altra, anche.
Pochi giorni addietro una mia vecchia amica ha mostrato segni di rincoglionimento, iniziando fondamentalmente ad anteporre il denaro al pensiero: normale, in tempi di carestia come questi.
Provo ad essere onesto, e sinceramente mi riesca abbastanza facile: conosco altre persone che la pensano come me, e le ammiro.
A volte vorrei fermarmi e far salire in auto una puttana, verso le prime ombre della sera, e portarla a cena e fare 4 chiacchiere con lei. Tolto l'incubo del sesso e del denaro, forse avrei a che fare finalmente con una persona.
Io non amo la povertà, anzi... ma il piattume mentale causato dal denaro e dalla bramosia di un potere che non si può spiegare, mi spaventa sempre più.
Cosa è rimasto di naturale, di vero, di vivo, attorno a noi?
Attorno a me... inizio a fregarmene del noi.
Una vecchia automobile, un'autoradio ed un po' di musica bella, quella fatta di sangue sesso e vino rosso, e tornare a bagnare le mie labbra d'Amore e sudore mentre i vetri si appannano, e mentre fuori è freddo, fregandosene del poi...
Io non so spiegarlo, ma mi inizio seriamente a rompere le palle.
Chi ha voglia di mandare al diavolo il tempo e staccare per davvero?

Un saluto al coglione che mi ha mandato un commento (anonimo o barricato dietro un cazzo di nickname) limitandosi a dire che qui si scrive poco... qui non c'è un nick a proteggere chi io sia, e per questo c'è poca gente: troppe persone vivono di seghe mentali, e troppi maschi vivono di seghe e basta. Io vivo di nomi, puzze, passioni e rabbia e di illusioni.
Se poi tu hai grandi aspettative, esponile pure... e lasciaci il tuo indirizzo, così potremo offrirti un caffè.

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lunedì 5 novembre 2007

Certi giorni sono fatti in un certo modo

Sono cose così: certi giorni non gira una cosa giusta, certi altri appare tutto perfetto... a volte è una via di mezzo, e ti fai il culo correndo a destra e manca per racimolare 2 sorrisi e 3 vaffanculo, qualche gruzzoletto di euro che poi verrà voglia di consumare con qualche rumena sulla strada, e dare il via ad un'economia che in questo momento rende ricca la Romania per via dei numeri sensazionali che evidentemente queste signorine sanno fare.
Non è un blog normale, ma è un blog dedicato a tutte le cose che non vanno bene e che proprio non vogliamo fare andare un po' meglio.
Mi chiedo, rumeni e prostitute a parte... ma ci rendiamo conto della via e della piega che le cose della nostra vita stanno prendendo?
Io sto provando a domare la mia, e l'onda si diverte a travolgermi, ma io non mollo... ma c'è un lassismo seriamente pericoloso attorno a me.
Attorno, punto.
Lasciamo che persone senza scrupoli rovinino i nostri ormai deboli principi etici... lasciamo che una massa di ignoranti possa governarci, e che persone con procedimenti penali (...tanti!) sulle spalle si iscrivano e conducano trattative economiche di rilievo per piccoli risparmiatori, forti della protezione del "galletto" del quartiere.
Lasciamo, lasciamo...
Finchè poi non ci guarderemo indietro e vedremo davvero cosa abbiamo lasciato.
No, tra le cose che vedrete, mi spiace, ma io non ci sarò.

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mercoledì 31 ottobre 2007

Essere professionali

Quasi un blog di servizio... a breve potrebbe esserci qualche piccolo problema di visualizzazione, ma non sarò passato a miglior vita... ci vuole ben altro per farmi fuori.
Semplicemente, cambio provider per i servizi web...

Il mio provider è troppo professionale per me.
Risponde con velocità alle mie richieste...
Ha un customer care eccellente...
Sono persone cortesi...
Il loro back office è velocissimo...

Soprattutto, mettono sullo stesso piano i Clienti... per loro non conta quanto un Cliente renda, ma solo la sua serietà.

Questo è il mio provider... nel senso che è quello che vorrei.
Quello che attualmente uso e pago, al 31 ottobre, ha stabilito ed eternato ogni record di imbecillità, totale incapacità e mancanza di professionalità.

Dovrei stare zitto? Forse è il caso... fate finta di non aver letto nulla, e raccomando a tutti voi di prendere hosting da solohosting.it perchè sono i migliori.

Che vita, che vita...

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domenica 30 settembre 2007

Voglia di stare

...appena tornato, dalla terra di Calabria. Un pezzo d'Italia dove non posso non amettere di star bene.
Ci sono andato per lavoro, ma è facile lasciarci il cuore, in un mondo fatto di tanto sole, colore, sapore (piccante) e mescolanza di YouTube e donne vestite di nero dietro le finestre.
C'è qualcosa che non cambia mai: la mentalità di un popolo non cambia, ma si evolve insieme al resto del mondo, e cambia il modo in cui si esprime, ma resta sempre uguale.
Inizio a credere che nemmeno io cambierò mai, e mi limiterò ad evolvere le mie abitudini ed i miei modi di fare, restando però sempre sempre sempre uguale...
Oggi ho poca voglia di scrivere, ed avrei solo voglia di stare.
Voglia di stare.

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giovedì 16 agosto 2007

Gli uomini di una volta

A volte capita, così per gioco o per caso, nei discorsi... ci sono donne che cercano gli uomini di una volta, quelli che non si fanno più... quelli che chiedono poco, o forse nulla, e prendono e basta, e talora danno.
Nulla di male contro di loro, anzi...
Poi ci son le donne che vogliono quelli belli da tronista, belli da patinata, belli da pinzetta e ceretta... quelli che insomma, con addosso una gonna ed i tacchi a spillo, tranquillamente potrebbero battere marchette sull'Adriatica con dei nomi quali "Luana", o "Valentina"... vabbè: de gustibus...
Ci son gli uomini che si nascondono dietro la spontaneità: incontrano una donna e la chiedono direttamente... loro son sinceri e spontanei. Verrebbe (a me) da dire "poveri". Però loro lo dicono con il sorriso perchè han studiato PNL...
Ci son infine gli uomini che son occupati a scrivere blog, lavorare e studiare: questi forse non saranno gli uomini di una volta, ma di certo fra 50 anni, lo saranno...

P.S.: Con simpatia, a tutte le donne che cercano "gli uomini di una volta"...

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mercoledì 18 luglio 2007

In questo momento si trova fuori stanza...

Un tempo non troppo lontano, ho lavorato per un'azienda di pubblicità legale (bandi di gara, Gazzetta Ufficiale, etc. etc.). Vi ho lavorato per 3 anni e mezzo... lasciamo perdere i dettagli, perchè non è di questo che voglio parlare, ma di un curioso ricordo...
Presso questa azienda, era attivo un call-center: i principali clienti erano amministrazioni ed enti pubblici, e le addette chiamavano i vari uffici preposti agli approvvigionamenti, per proporre il servizio di pubblicità. Io, avendo ruolo di direttore commerciale, controllavo i commenti di tutto il call-center, e sinceramente, circa il 6-7 commenti su 10 recitavano "Il sig. Tizio è fuori stanza!", oppure "Mr. Caio non è ancora arrivato!", o un laconico "È in ferie!", magari ripetuto con una frequenza che lascia pensare che le ferie durino circa 4-5 mesi ogni anno.
Notizia di ieri, 12 arresti a Perugia, in una struttura ospedaliera, per assenteismo. Mi è tornata alla mente la mia vecchia esperienza lavorativa, ed il fatto che spesso, questi impiegati "fuori stanza", erano al lavoro presso stutture di poche persone... amministrazioni comunali spesso di 2 o 3 persone.
Così, faccio mente locale e mi rendo conto che alla fin fine, non saranno certo quei 12 simpatici lavoratori (?) perugini a meritare l'odio della nazione, no? Esistono migliaia di onesti assenteisti che hanno solo l'accortezza di non dare troppo nell'occhio quando sono "fuori stanza"... per non parlare di quelli che realmente e fisicamente timbrano il cartellino, per poi dedicarsi alla navigazione su siti porno o alla buona vecchia fantozziana battaglia navale con il vicino di scrivania...
Mi chiedo: perchè non vogliono lavorare? Perchè tutte queste scorciatoie della mente umana, per dequalificare un uomo a questo livello, sino al punto di vivere come parassita sulle spalle di quei pochi che hanno un ideale, un onore, e lo perseguono? Quanto siamo piccoli, fragili, stupidi, meschini... ci basta il nostro piccolo mondo per essere felici, e non comprendiamo che dividendolo con altri, la nostra porzione crescerà... ma è la rabbia e l'invidia di avere in comune le cose belle che forse ci frena.
Così, mi chiedo: nella mente del signore "fuori stanza" impiegato in un vattelapesca dove in Italia, la notizia dei 12 di Perugia, ha fatto pensare "Da domani sarò una persona seria ed onesta!" oppure "Scemi: si son fatti prendere, loro... ma io..."...
La risposta, non chiedetela a me... sono fuori blog!

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giovedì 28 giugno 2007

Il senso dello Stato

Non esiste. Non in chi dovrebbe esistere.

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venerdì 22 giugno 2007

Oggi politica con patate lesse

Sinceramente, odio quelle persone che dicono di non fare politica nelle loro canzoni, o nei loro blog... un individuo anche solo dal modo in cui cammina, trasmette un messaggio politico... odio che ritiene che la politica sia un gioco di partiti: la politica è il nostro diritto di esistere e di farci sentire.
Così non nego che questo blog, di tanto in tanto, esprime non il mio pensiero sul mio mondo, ma sul mondo attorno a me, e diviene fortemente politico...
Su RaiUno, fra poche sere, andrà in onda uno speciale sull'immigrazione, mentre ormai è consuetudine la notizia al TG della sera del salvataggio da parte della Guardia Costiera di un certo numero di disperati a bordo di barconi.
Non oso pensare a quanti non siano stati salvati. Non oso pensare... la sensazione di cadere in acqua, di sentirla nel naso, nelle orecchie, di andare giù e sentirla nei polmoni, sentire il gusto salino che si impossessa del proprio corpo...
Tutto questo, per entrare in Italia... anzi: per uscire dal proprio paese.
No, non sono razzista, anzi... penso a quanto male debbano stare questi nostri fratelli che lasciano la loro casa, le loro mogli ed i figli (non sempre hanno denaro sufficiente per portare tutti con sè), ed affrontare la probabilità elevata di morire.
A volte ho pensato che forse, nel loro paese, non hanno mezzi d'informazione... ma sin dai tempi di Giulio Cesare, quando le notizie viaggiavano solo a voce, nell'arco di pochi mesi, tutto l'impero era a conoscenza delle cose importanti. Sono decenni che questi disperati giungono da noi: di certo, sanno bene, nei loro territori natii, che molti, in realtà, fanno una orribile fine.
Ed anche il prezzo del viaggio pare non sia economico... e così, faccio mente locale e mi chiedo: se il viaggio è così rischioso, e la tariffa tale da comportare anni di sacrifici, le risposte si riassumono a due sole: o è una popolazione di emeriti stupidi, oppure nel loro paese stanno male, davvero male... e fino ad oggi, l'essere umano ha dimostrato di essere intelligente, quindi credo che una delle due probabili risposte, sia da escludere.
Andiamo oltre... l'Italia, ed ancor più la Germania, nel secondo dopoguerra, erano a pezzi. Forse oggi non possiamo comprendere, ma erano a pezzi... l'Irlanda, in una carestia della metà dello scorso millennio, divenne così povera, che molta gente morì ammalata per aver mangiato sterco di vacca. Eppure, l'Irlanda, appena 100 anni dopo, era in piedi: non florida, ma in piedi... la Germania, ove non era rimasto in piedi nulla (U.S.A. ed Unione Sovietica specialmente non furono molto accomodanti quando giunsero a Berlino), ha ricostruito... con gli aiuti, ma ha ricostruito.
L'Asia, che 100 anni fa in alcune delle sue zone era totalmente... in epoca preistorica, oggi produce vetture e tecnologia: mentre scrivo, digito su una tastiera "made in vattelapescadove". Non saranno tutti ricchi in Asia, ma non scappano sui barconi: il gioco non vale la candela.
Allora mi rendo conto che l'Africa è un problema più profondo... è un problema che non si è mai voluto nemmeno affrontare, e nemmeno lontanamente quindi tentare di risolvere. Un problema pesante, però, che deve esser risolto.
Manca la volontà... si sono mandati carri armati a presidiare mezzo mondo, ma mai in Africa: forse lì non ci sono risorse facili da sfruttare, e lì occorre fare investimenti, quelli veri, per creare un futuro, ma i grandi magnati della finanza ed i loro esponenti politici, ovviamente non hanno interesse a seminare in questa vita per far raccogliere ai figli dei loro figli.
Io sinceramente sarei ben lieto di rinunciare ad un po' di soldini miei, e di aggiungerli a quelli che la Repubblica Italiana potrebbe risparmiare smaltendo un po' di Enti Statali e strutture inutili annesse (almeno 60/70.000 posti di lavoro di persone inutili, e sovrapagate, come ampiamente dimostrato nel best-seller "La casta"), e fare poi in modo che questi soldi vengano dati (!) ad una o due nazioni del continente nero, per creare con imprese italiane delle infrastrutture, agevolare l'ingresso di aziende italiane in territorio africano, usando manodopera a costo più basso, ma non sfruttato... pian piano, i barconi diminuirebbero, gli scafisti diverrebbero banditi locali in patria loro... avremmo un risparmio in termini di assistenza sociale e costi per i clandestini. Soprattutto, equilibreremmo la bilancia del benessere...
Non accade in 10 giorni... ci vorranno forse 200 anni, però io le palle per iniziare ce le ho: metto i primi 50 euro... adesso ne aspetto altri 50 (di euro) ed almeno 1 (di Ente Statale inutile da chiudere). Così, io avrò un nipote che, giocando con il nipotino di Bush (o di Moore, il suo denigratore preferito, che comunque si imbratta di star system, e di star system "olezza"...), potrà parlare bene di me.
Ovvio: con questa azione, esporteremmo in Africa anche problemi, oltre a benefici, ma credo che sarebbero problemi minori.
Lo dimostra il fatto che nessun italiano paga uno scafista per andare in Nigeria.
Oggi il post era un po' lungo, ma mi andava così... ormai siete un centinaio a leggermi fedelmente (grazie per le e-mail!)... la prossima uscita politica sarà sull'Islam... mi sa che mi beccherò un'atomica dall'Iran!

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sabato 2 giugno 2007

Google al mattino

Cioè, spieghiamoci: se apro Google al mattino, ancora intontito dalle ore piccole, e mi ritrovo un abitante di Mandredonia che violentava e filmava una bimba di 8 anni, come ca**o si può pretendere di essere di buon umore per il resto della giornata? Se poi c'è "Repubblica" che si elogia per il boom di visitatori, praticamente un nuovo record ogni mese (...ma è un partito politico o una testata giornalistica, questo insieme di fogli di carta riciclata?), e mi becco anche le solite fesserie di Maroni / Berlusconi / Bertinotti versione "...chi l'avrebbe mai detto che uno come me sarebbe arrivato sin qui?" / Prodi... se poi mi becco litigate per mezzo punto percentuale di differenza in esiti elettorali, alla fine, come si può pretendere di credere che ci sia un minimo di senso nella giornata?
Per fortuna è terminata la stagione di quel porno in fascia protetta che era "Buona Domenica", e stasera mi godrò la partitissima di calcio tra Italia ed isole "Fawoer" (...non mi va di andare a ripescare i caratteri speciali per scrivere bene questo nome)... non oso pensare all'esito: da indiscrezioni di parte, pare che gli isolani abbiano studiato come forsennati le regole del calcio per prepararsi a questa partita.
A volte, basta uno sguardo d'insieme al giornale odierno per aver voglia di spegnere immediatamente il monitor... quanta falsità nei pixel del mattino. Io questo coraggio proprio non ce l'ho...

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martedì 29 maggio 2007

Cattivo

Le idee migliori ci vengono di notte, quando siamo troppo stanchi per ricordarle...
Le idee migliori le esponiamo sempre alle persone più stupide...
Le idee migliori sono quelle che ci vengono rubate con la scusa di essere pessime idee...
Ci accorgiamo di essere intelligenti guardando la stupidità altrui, e non pensiamo mai che stupidi siamo noi quando lasciamo agli altri spazio, tanto spazio... il "nostro" spazio.
Chi dice che io sia diventato "cattivo", in realtà mi fa un complimento: sono 20 e più anni che il mio Maestro di karate mi ripete "Hai un solo colpo, e deve essere definitivo!"...
In realtà, non sono ancora così bravo, ma punto ad esserlo.
"Cattivo" è il modo in cui i parassiti definiscono le loro fonti di idee... così mi ritrovo ad oggi ad esser "cattivo" per molti: mi fa piacere, ma credo sia il caso di iniziare a far valere il vero senso della parola.
Tanto, mi chiameranno sempre "cattivo"...

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martedì 10 aprile 2007

A.A.A. musicisti cercasi

Traggo questa notizia dalla CNN... Joshua Bell, una dei migliori violinisti del pianeta, tiene 43 minuti di concerto nella metropolitana di Washington, eseguendo brani di alto livello con uno Stradivari del 1710, opportunamente vestito da musicista di strada, ed ovviamente guardato a vista (con discrezione) da forze dell'ordine e giornalisti.
Così facendo, ha raccolto 32 dollari... non molto per i suoi cachet, ma proiettato su base di 6 ore di lavoro, portano ad un guadagno di 267 dollari e rotti... mettendoci un paio di pause pipì, possiamo fare 250 dollari.
Lavorando per 25 giorni al mese, portano ad un guadagno di 6.250 dollari... mettiamo che 1 giorno di malattia ci può stare, siamo a 6.000 dollari al mese. Magari ad Agosto non si guadagna, e non c'è ovviamente tredicesima: il musicista di strada (...o da strada?) è un libero professionista. Totale su base annua: 66.000 dollari.
66.000 dollari.
Sto sinceramente valutando di riprendere in mano la chitarra e trasferirmi nella metropolitana di Roma.
Valuto proposte di suonatori di bongos e violinisti per concertino a 3... e non chiedetemi se stia scherzando: appena siamo in 3, si parte per Roma.

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sabato 31 marzo 2007

2 cose

Sabato, poco Sole e decisamente un clima freddo.
Pomeriggio, alla mia scrivania, solo un po' di musica di sottofondo ed un caffè nero e lungo in una tazza color senape. Che bella la musica quando è piena di sentimento... "Karma Police", dei Radiohead...
Stamattina mi sono svegliato forse un po' tardi. In giro per risolvere alcune questioni, ho visto 2 cose:

1) Una donna con mezzo busto dentro un bidone di raccolta abiti usati. È rimasta lì per alcuni minuti, mentre la gente passava... ha preso alcuni jeans, qualche maglione, ed un tessuto. Quando ha finito la sua opera, ha raccolto quello che aveva preso, si è sistemata sul capo uno scialle: non era anziana, forse sui 40, forse un po' meno... forse ne dimostrava almeno 10 in più, ma non li aveva anagraficamente. Forse ne ha molti di più dentro.
Di lei invidio (...che cosa strana da dire!) la dignità con cui ha fatto quel che ha fatto.

2) Ho visto un colombo zoppicante mentre aspettavo una persona... l'ho guardato meglio: non aveva una delle 2 zampette, quasi gli fosse stata tranciata. Come sarà successo? ...e quando? ...e come si sarà comportato in quel momento?
Era brutto vederlo zoppicare, poi ad un tratto si è alzato in volo: con naturalezza, bellezza...

Nel traffico, ho pensato a queste 2 cose, ed ho sentito pensieri in me...

Quando si vive al massimo delle proprie possibilità, si vive pieni di dignità.
Quando si vola, non esiste più un corpo nel quale stare stretti.

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lunedì 26 marzo 2007

A new start

Da qualcosa occorre iniziare.
Quando tutto è vago, nulla appare fermo, allora è difficile avere qualcosa da cui iniziare.
Anche il nulla, lo zero, sembra difficile.
Così, mi tolgo la camicia, prendo un ramo, lo pianto forte, con le mani, nel terreno di una collina, e mi guardo intorno: c'è tutto il resto del mondo, che non aspetta niente e nessuno.
C'è tutto il resto del mondo, compresa la mia parte di universo, ai piedi di questa collina.
Controllo ancora che il ramo sia ben piantato a terra, ma alla fine non ci bado troppo: se non reggerà alle tempeste che colpiranno la mia collina, ne pianterò altri, lungo il cammino.
Guardo ancora per un attimo le infinite distanze che separano le città, le montagne, il mare: per un attimo sembrano collimare in un unico traguardo, e mi rendo conto che ho sempre trovato troppi imbecilli lungo la mia strada, ed ho avuto la colpa di non saperli evitare, di farmi muovere a compassione per loro... mi basta respirare aria, tornare a respirare aria, adesso, per stare nuovamente bene, in via di guarigione.
Lascio perdere il ramo, che probabilmente resisterà alle tempeste, e con gli occhi pieni di mare, mi avvio verso il blu, anche se non so nuotare.
Semplicemente, ho deciso di arrivare. Dovrò riabituarmi a camminare, ma non sarà difficile per chi un tempo correva.
Da qualcosa occorre iniziare, ed un po' di nascosto, sorrido... inizio da me.

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domenica 18 marzo 2007

Punto di non ritorno

Ho imparato a non fidarmi della gente che non ha un buon odore. Non so per quale ragione… si chiama "intuito", ed abbinato all'esperienza, credo non mi tradirà, anche perché trattasi del mio intuito, e della mia esperienza.
A volte ho creduto di essere una persona capace di compiere azioni basse, ma dopo poco mi son reso conto che evidentemente esiste gente in grado di compiere azioni "sottoterra", e mi son visto un po' meno peggiore. Non mi basta esser meno peggiore, perché ci tengo ad esser migliore, almeno migliore di me stesso.
Qualcuno mi ha detto di esser rimasto sorpreso di questo blog, in quanto non "mascherato" da un nick, da un soprannome: mi rendo conto che non ha senso nascondersi dietro un blog, dietro un nick. Scrivo per me, scrivo per condividere, scrivo nell'attesa che qualcuno condivida con me, ma scriverei anche se le porte fossero chiuse. Scrivo e mi rivelo perché non è nascondendomi che posso crescere, ma aprendomi.
Non c'è problema nel sapere chi sono, non c'è mistero sul mio nome, sulla mia identità, ma mistero ce n'è (tanto) in quel che io realmente sono, nel mio contenuto, e non nel contenitore. Se sapere il mio nome è sufficiente per presumere di pensare chi io sia, allora è spiacevole pensare che per qualcuno la realtà sia così piccola e limitata. Peccato.

Oltre le apparenze c'è tutto il resto...
Oltre l'alba c'è il giorno...
Oltre il punto di non ritorno c'è una nuova boa...


Ho preferito togliere subito il velo all'apparenza per lasciare il gusto di scoprire l'essenza, per poi godere nello scoprire che quando la pellicola dei problemi è asportata, spesso non si è in grado di gustare il bello delle cose.
Io sto imparando... non sono ancora pronto, ma sto camminando.

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giovedì 15 marzo 2007

Mi pare giusto

Si, qui lo dico e qui non lo nego... mi pare giusto.
Oserei dire che mi sembra dovuto, e che non sia solo una forma di rispetto... mi pare il minimo, anzi, mi pare sia proprio il minimo.
No, non sto girandoci attorno: mi pare corretto cos&irgave;, senza ombra di dubbio.
Ripensandoci, sono anche un po' incazzato, perchè non ci dovrebbe esser nemmeno bisogno di stare a precisare queste cose...
Decisamente sono davvero incazzato, triturato di basse sfere, e non solo è giusto, ma addirittura reputo un'offesa il fatto di doverlo precisare, di dover fare questo inutile sforzo di pigia pigia sulla mia tastiera nera ora che potrei tranquillamente stare a guardare le pubblicità degli 899 in TV gustandomi un vino da 4 soldi...
Ho deciso: è giusto e basta...
...è giusto e basta che io sia incazzato perché:
1) Destra o Sinistra o Centro o Trans o Rosy Bindi, ho da sempre l'impressione che chi la prenda nel culo, poi sia sempre io... e prenderlo nel culo da Rosy Bindi, è decisamente umiliante.
2) Mi sono scassato la minchia delle persone poco professionali di questa città: gli affari vanno male, e tutti vogliono fare società... gli affari vanno un po' meglio, e subito vogliono mettersi in proprio.
3) In merito ai personaggi del punto precedente, quelli che puzzano mi fanno ancor pi` infervorare: ma perché non comprano un deodorante? Mi viene il dubbio che sia colpa delle legnate del Governo Prodi, ma la "deo-tax" non mi pare ci sia ancora...
4) Ritengo giusto che l'Italia condivida le sue fortune con il Giappone ed il resto del mondo... ritengo giusto anche il contrario, e per ora non mi pare sia ancora accaduto.
5) Proprio non digerisco le donne quando credono di capire un uomo semplicemente ritenendo di essere loro al centro del mondo: al centro del mondo c'è un nucleo ferroso incandescente e liquido, e noi viviamo sulla crosta. Io non mi lamento... perché le donne si lamentano?
6) Proprio non accetto il fatto che la G.d.F. e polizie varie di questa Barletta grande & piccola, non riescano ad impedire a molte aziende (...molte? Sempre le stesse!) di produrre dichiarando veramente quello che producono... OK che c'è poco denaro per tutti, ma in questo modo, per qualcuno ce n'è abbastanza, e per altri nulla. Peccato che "gli altri" siano quelli regolari...
7) Infine (...ma solo perché voglia andare a vedere gli 899 di cui sopra!), perché diavolo non si becca mai una multa sia la 146 blu parcheggiata dalle parti del Corner Bar, sia la Punto bianca in sosta sempre avanti alla discesa dei disabili all'ora di pranzo? ...ma ci vuole coraggio ad avere questa faccia tosta!
...ed ora, si aprano le danze... starlet, pseudo-pornostar, vecchiette con il rossetto, extracomunitarie che di mattina fanno le extracomunitarie e la sera fanno le extracomunitarie mezze nude, ragazze dell'Est che si spogliano senza accorgersi che ci sono 18 telecamere a riprenderle e nella loro innocenza fanno sesso con 3 uomini contemporaneamente... insomma: adesso che è notte, un minimo di TV seria non a pagamento... nulla da ridire sulle tipe: son belle figliole, ed un grazie grande grande alle loro mamme ci vuole.
Mi pare giusto: un contentino ai vari fessacchiotti come me, a fine serata, serve, no? Così domani, la mia piccola lista, potrà ricominiciare da zero, e non da 7.

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lunedì 5 marzo 2007

Sul diritto di esser selvaggio

Dicono che sia morto un ufficiale delle forze dell'ordine, qualche tempo fa... era una partita di calcio... forse l'ha ucciso un 17enne, forse non l'ha ucciso nessuno. Qualche bacchettone perbenista ha detto che è una cosa ignobile, qualche ciuccio con i paraocchi ha detto di sospendere i campionati, qualche fessacchiotto ha cercato di alzare qualche muro in più.
Evidentemente, nel 1989, quando a Berlino le Trabant attraversavano la porta di Brandeburgo, questa gente o non era nata, o era già nata per vivere inutilmente.
Quante vite inutili, purtroppo, ci sono tra noi. Che peccato.
Son cose che capitano: basta saper distinguere la gente, "...quella giusta dalla no", direbbero Battisti/Mogol.
Chi crede di pulire le macchie di sangue con un colpo di spugna, semplicemente mi fa schifo.
Qualche anno fa, mi risulta sia morto un tal Giuliani, da qualche parte a Genova... dicono sia stato ucciso da un ufficiale delle forze dell'ordine, e c'è chi dice sia morto
perché tentava di ammazzare qualcuno... a chi giova la verità? Puniremo qualcuno, e poi? Forse che il Giuliani fosse l'unico ad aver perso il controllo, in quei giorni?
Giustificare la violenza è impossibile... negli stadi di calcio, per le vie di Bologna o Bari, nelle case e nelle camere da letto, la violenza c'è, perché è parte del nostro essere umani... "umani", non "uomini".
Forse, c'è gente stufa di esser presa per i fondelli, ragazzi che non hanno mai conosciuto la legalità negli ZEN di Palermo, perché la legalità non si è mai presentata loro... forse ci sono donne che si vergognano di esser donne, e credono sia giusto esser ammaccate di ignoranza. Forse, chi si limita a condannare questo, senza pensare a costruire il futuro e la cultura, è in realtà il vero "violento"... quello che non ha controllo del proprio corpo ed ego.
Buttar giù il muro è uno step... costruire poi le case, le fabbriche ed i principi morali e di vita è il passo vero che distingue chi sa solo aprir bocca da chi sa anche rimboccarsi le maniche, dopo aver filtrato con la mente gli eventi.
Voglio esser selvaggio, e se servirà violento, ma mai stupido... a tutti coloro che hanno pensato a blindare il calcio, a speculare sulla fame e la rabbia... a tutti coloro che si limitano a ghettizzare e cancellare i problemi, senza avere le palle di risolverli, un semplice e sorridente "Fuck U!"... è alla gente così che penso quando colpisco a sangue il muro, a mani nude...

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