mercoledì 18 marzo 2009

Sagome e necrologi

La sagoma è quella di una donna, sugli ottanta e forse qualcosa oltre, che pareva quasi cercasse il proprio nome tra i necrologi... è rimasta lì a lungo, e mi ha fatto raggelare il sangue. Uno strano senso di distanza dai problemi di ogni giorno.

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venerdì 6 marzo 2009

80 e 70 e nulla oltre

Entrambi malati, hanno deciso di farla finita. Una coppia britannica, marito e moglie, ha scelto la Svizzera per la dolce morte. Una decisione destinata a sollevare nuove polemiche perchè Peter e Penny Duff non erano persone qualunque: lui era divenuto miliardario importando vino, Peter Duff era il patron del festival di Bath, la più rinomata località termale d'Inghilterra.
80 anni lui, 70 lei... al di là delle considerazioni morali, uno strano senso d'Amore pervade questa storia.

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domenica 10 agosto 2008

10 agosto

Se cadesse una stella accanto a me, la prenderei e la lancerei nel Cielo, dove brilla tanto bella.

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giovedì 7 giugno 2007

Storie di maghi e puttane

Di quelle mattine calde, afose, quando il sole stona persino l'asfalto e lo fa bollire, e l'aria che ti sbatte in faccia sulla moto è bollente a 100 gradi Celsius, e vorresti solo fermarti, buttare via il portafogli che continuamente abbiamo in testa, e lasciare che giunga sera, dichiarandoti al mondo intero contemporaneamente vincitore e vinto dallo stress delle cose che passano.
Di quelle mattine così, che non è difficile trovare due puttane verso gli 'anta, parcheggiate sotto un albero di fico (!), a non troppa distanza da radure di filari d'uva a tendone, dove consumare qualche decina d'euro d'amore con la "a" minuscola.
Roba che ti farebbe piacere stare con loro sulla sedia a far quattro chiacchiere, dedicandoti ai tuoi pensieri quando un cliente le porta via, per poi riprendere il filo mentre lei - tornata - si risistema la gonna.
Paese grande, paese piccolo, paese come il mondo... due donne sotto un albero ed un mago a quagliar la testa, promettendo libertà e salute un domani... scene di ordinaria normalità quando oggi mi accorgo che di normale è rimasta solo la memoria di mia nonna 91enne, quando parla dei tempi in cui le ore erano scandite dal sole, la carità verso il più sfortunato (...e non debole!) era solo un gesto di routine, perchè tanto "...oggi a te, domani a me!"...
Intanto, con il sole che cala, il mago ci prova... per lui è gratis, e sono tutti contenti.
Se rinasco, sarò mago o puttana: purtroppo il ladro, il filosofo o il lavoratore santo ed indefesso, proprio non riesco a farlo... nè digerirlo!

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venerdì 13 aprile 2007

1/2 del sogno...

Sabato mattina, ed apro gli occhi, come ogni tanto capita nella notte... curioso come sempre, guardo l'ora proiettata sul muro, facendosi spazio tra le stelle verde fluo che di notte mi ricordano Cieli lontani...
Ancora notte, ma non importa: ormai ho capito che non dormirò, perchè fuori c'è l'aria fredda di un giorno che il Sole poi sicuramente scalderà...
Mi tiro su, senza far rumore: non voglio svegliare nessuno, e forse nemmeno tengo troppo a svegliare me stesso: se fossi sveglio, tornerei a letto.
Chiudo la porta dolcemente, e cammino nelle quasi 6 di una mattina qualsiasi... il fragore di una saracinesca di un bar mi attira, e così debutta il primo caffè della giornata, in compagnia del barman che non si chiede chi io sia perchè ha già troppo da pensare di suo.
A piedi, ancora, verso un lucchetto: lo apro, entro, metto via il Moncler e tiro su la zip di un giubbotto in pelle, casco e guanti... chiave in senso orario, a cavallo, piede sinistro down in coordinato con la mano sinistra, mentre la mano amica ruota ed apre il mondo...
La Kawasaki rugge, perchè lei sonno non ne ha mai.
Pochi secondi a far capire all'aria fredda e pungente del mattino che non mi arrenderò facilmente, e mai probabilmente... meglio fare come i jap di un tempo...
Km, km... chi non comprende il senso di sentire la strada sotto di sè, la moto che scorre ed a volte sfugge... chi non comprende, è lontano dall'essenza delle cose.
Km, km... per vedere un secondo caffè sgorgare 100 km più in là del mio letto, comprare un cornetto e tornare, e sulla strada fermarsi per poterlo mescolare ai primi occhi di qualcuno da Amare...
La mia sveglia suona mentre apro la porta di casa: ho reso reale un sogno, che non sarei stato capace di sognare.
Sono cose belle, ma non sono per tutti: a chi dice che c'è qualcosa di una bestia in certe cadenze, strizzo l'occhio e continuo a preferire le mie decadenze alle discrepanze di chi si definisce "uomo" per distinguersi dagli animali.
Io amo essere quel che sono... a volte non ci riesco, e per questo faccio un po' di strada fino ad intravedere il punto di (non) ritorno.

...how far are you gonna go before you lose your way back home...

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venerdì 9 marzo 2007

Nevica cioccolata

Penombra del mattino, di un Lunedì semplice... non si lavora, e non è festa: solo che oggi non ho voglia di lavorare, e prolungo così già con la mente il mio intento di restare a letto.
Freddo attorno, la casa è vuota da quando lei è andata via.
La casa è vuota da 2 anni, ma sembra ieri, quando a Settembre quella mattina il Cielo era di un color blu gioiello. Sembrava un giorno di festa, era un matrimonio... sembrava un giorno di festa, anche se poi era un funerale.
Finito, tutto è finito lì, in quel momento. Tutto era stato falso sino a quel momento, ma non me ne ero accorto: ero troppo innamorato.
Son passati 2 anni, e tutto ora resta solo un ricordo, e continuo a dormire sempre e solo in questa metà di letto ormai troppo grande, che mi riprometto di riempire ancora di gemiti e sospiri ed affannosi respiri, e mi dico sempre che potrò iniziare da domani.
Dire "domani" è pi` dolce che "mai", perché domani potrò dire ancora così. Intanto, resto qui, a letto... sento il vento fischiare tra gli stenditoi metallici fuori dalle finestre, e percepisco chiaramente lo sciabordare dei pneumatici sull'asfalto bagnato: forse nevica, perché non odo il click incessante della pioggia.
Quando piove, forse è Dio che sta videogiocando a ping-pong e fa troppi click con il suo mouse.
Resto a letto, e so che non mi alzerò per fare colazione... la preparavo io, un tempo: la preparai anche quel giorno, quando lei se ne stette lì nel letto, girando a lungo e rimirando il suo caffè, maledettamente buono quella mattina: avevo bagnato la tazza nel cacao, e lasciato un goccio di panna sul fondo, prima di versarci l'espresso. L'odore era forte e dolce, e saziava i pensieri e le narici.
Lei non lo bevve mai, quel caffè: mi chiedo perchè le cose meno belle accadono sempre quando ci siamo preoccupati di farne una bellissima.
Le cose belle accadono quando non ce ne accorgiamo, e spesso è la storia, o il giornale del giorno dopo, a raccontarci quel che abbiam perso, semplicemente per non guardare fuori dalla nostra finestra, o dentro la nostra coscienza.
Così, lei andò via... aveva promesso, io avevo creduto... lei non poteva mantenere, ed andò via, lasciandomi con le sue promesse vuote, riempite a metà dai miei sforzi.
Non lo bevve mai, quel caffè. Da allora resto a letto... certe mattina mi alzo, quasi sempre... cammino e lavoro, sorrido e mantengo un decoro. Dico che domani sarà meglio, ma intanto ho festeggiato per 2 volte Ferragosto, e da molto tempo il mio letto è sfatto al mattino solo per metà.
Oggi resto a letto, ci resto sul serio... mi ricarico, e da domani sarò pronto a respirare tutta la vita possibile. Oggi resto a letto... tanto è solo un banale Lunedì di Gennaio, in cui fa freddo, c'è vento e quasi sicuramente nevica.
Resto a letto. Sinceramente, non accendo nemmeno la radio per sentir le previsioni meteo: lo so che è freddo e nevica... nulla di nuovo da vedere: da piccolo mi sarei precipitato a veder la neve fiocchettare, ma ormai la conosco a memoria...
[Giornale radio, edizione straordinaria - Irripetibile fenomeno sulla nostra città: in questo Lunedì di Gennaio, dal Cielo, nevica cioccolata...]

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